Attualità

13 mar 2026
treni pendolari Foto di abner solis da Pixabay

Tra ritardi e soppressioni, per i pendolari cremonesi è un Calvario continuo. Nel 2025 quasi 40 mila corse annullate. Pioggia di bonus ma nessuna soluzione

Se c'è una certezza, a questo mondo, è la totale inaffidabiulità del servizio ferroviario sulle tratte che intersecano il Cremonese. E' così da decenni e non c'è protesta, iniziativa, lettera, lamentela che tenga. Tra gli ultimi episodi, quello dell'altro ieri sera, con l’ennesima cancellazione di un treno sulla linea Cremona–Treviglio.

Quanto accaduto ha riacceso i riflettori sui disagi quotidiani dei pendolari lombardi (se mai ve ne fosse bisogno), al punto che il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni è tornato per l’ennesima volta a sollecitare Regione Lombardia richiamando i dati sui ritardi e sulle soppressioni del servizio Trenord e criticando le scelte della giunta lombarda sul rinnovo del contratto e sul sistema di indennizzi.
 
Osserva Piloni: “Nel 2025, in Lombardia, sono state quasi 40 mila le corse ferroviarie cancellate o ridotte nel servizio Trenord. Secondo i dati del bilancio della società, su circa 780 mila treni effettuati nel corso dell’anno, oltre 141mila hanno registrato ritardi superiori ai cinque minuti. Significa che quasi una corsa su cinque arriva fuori orario, un dato che dimostra come la puntualità sia ancora lontana da standard accettabili”.
 
Nel 34% dei casi – prosegue il consigliere - le cancellazioni dipendono da problemi legati direttamente alla gestione del servizio. Anche analizzando le responsabilità dei ritardi i dati sono chiari: il 45% è imputabile a Trenord”.
 
Regione Lombardia, tramite FNM, possiede il 50% di Trenord ed è responsabile dell’affidamento del servizio – ricorda l'esponente del Pd -. Dopo il rinnovo del contratto per altri dieci anni senza gara, ai pendolari è stato tolto il bonus automatico per i ritardi, sostituendolo con un indennizzo attivabile solo su richiesta. Un meccanismo che, tra l’altro, non viene riconosciuto sulle linee che prevedono il cambio per raggiungere Milano, come la Cremona-Treviglio. E non viene riconosciuto neppure quando un treno parte, ma non arriva a destinazione”.
 
E ancora: “I numeri dimostrano bene cosa è cambiato: nel 2023 i pendolari lombardi hanno ricevuto, grazie al bonus automatico per i ritardi, 5 milioni e 700 mila euro. Nel 2024, con il nuovo sistema di indennizzo su richiesta, sono stati erogati appena 101 mila euro. Per quanto riguarda la linea Cremona-Treviglio nel 2023, i pendolari avevano ricevuto 121 mila euro di bonus per i ritardi. Nel 2024, con il nuovo meccanismo, non si arriva nemmeno a 2 mila euro. Praticamente nulla”.
 
Nel frattempo – conclude il consigliere regionale - il costo dei biglietti e degli abbonamenti è aumentato, mentre ritardi, soppressioni e cancellazioni restano all’ordine del giorno. La morale è semplice: invece di migliorare il servizio e investire sul trasporto ferroviario, Regione Lombardia e Trenord stanno facendo cassa sui pendolari. Di fronte a questa situazione fare una gara europea per migliorare davvero il servizio sarebbe stata la scelta più giusta, ma purtroppo così non è stato”.

f.c.

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