Attualità
15 mag 2026
Acciaieria Arvedi, via libera al progetto da 82,5 milioni per rafforzare la competitività con nuovi acciai magnetici destinati ai motori elettrici
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato Invitalia a sostenere con agevolazioni pubbliche il progetto “ARVES” di Arvedi S.p.A. nello stabilimento di Cremona. L’investimento complessivo vale 82,5 milioni di euro e il contributo pubblico potrà arrivare fino a 22,5 milioni.
Secondo il MIMIT, il piano punta a rafforzare competitività e innovazione del sito cremonese attraverso nuovi acciai magnetici destinati ai motori elettrici, interventi sugli impianti e attività di ricerca su produzioni a minore impatto ambientale.
Il progetto arriva in una fase complessa per la siderurgia europea, segnata da costi energetici elevati, forte concorrenza internazionale e trasformazione del settore automotive.
Come riportato dal comunicato ministeriale il progetto "... prevede la realizzazione di un nuovo prodotto ad alto valore tecnologico, l’acciaio magnetico a grani non orientati (NGO) per il nucleo delle macchine elettriche, nonché l’adozione di tecnologie innovative per il recupero e il trattamento di materie prime secondarie, oltre alla riqualificazione dell’impianto di trattamento sottovuoto dell’acciaio liquido. È inoltre prevista una componente di ricerca e sviluppo per la produzione di acciai a basso impatto ambientale destinati al settore automotive, con effetti positivi anche sul piano occupazionale".
L’Accordo di sviluppo sarà gestito da Invitalia che, per conto del Ministero, svolgerà l’istruttoria per l’eventuale ammissione alle agevolazioni.
Accanto agli aspetti tecnologici e occupazionali, il progetto apre però anche interrogativi più ampi: quanto pesa oggi il costo dell’energia per l’industria pesante europea? Gli incentivi pubblici bastano a sostenere la competitività del settore?
Quanto incidono ancora le fonti energetiche non rinnovabili nel bilancio ambientale reale dei processi industriali elettrificati?
E il mercato dell’elettrificazione crescerà davvero ai ritmi previsti?
Domande che saranno al centro della seconda parte del nostro approfondimento.
Marco Degli Angeli
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