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03 apr 2026
Sanità Piloni

Sanità: tra liste d'attesa e difficoltà di prenotazione cittadini sempre in difficoltà. Sul CUP Unico l'allarme di Piloni (Pd): "I privati accreditati non aderiscono"

Sanità lombarda e liste d'attesa: ormai un binomio in negativo inscindibile. Visite, prenotazioni, tempi di attesa, date disponibili: i nervi scoperti del sistema sanitario regionale restano sempre quelli.

A rendere tutto ancor più difficile è il fatto che il Centro unico di prenotazione, ossia lo strumento che dovrebbe rendere più semplice per i cittadini prenotare visite ed esami, in Lombardia è ancora ben lontano dall’essere pienamente operativo

A dichiararlo è il consigliere regionale del PD, Matteo Piloni. Piloni interviene sul tema dopo a fronte anche di una richiesta di accesso agli atti presentata da lui e dagli altri consiglieri regionali del Pd proprio su questo tema.

Ebbene, dichiara Piloni: "I dati forniti dall’assessorato al Welfare, ottenuti attraverso due accessi agli atti, sono lapidari. All’8 marzo 2026 il CUP risulta attivo solo in 12 ASST su 27 e in 2 IRCCS pubblici su 5".

Ancora più limitata, evidenzia il consigliere,la partecipazione del privato accreditato: su circa 400 realtà, solo 8 risultano integrate nel sistema. Su oltre 3,3 milioni di prenotazioni effettuate tramite la piattaforma regionale, appena 148.286 riguardano prestazioni private: poco più del 4,4% del totale".

Il nodo principale è proprio la mancata adesione del privato accreditato, che crea, o meglio, aggrava, la fragilità dell'intero sistema.

"I numeri - spiega infatti Piloni - mostrano che la quasi totalità delle prenotazioni private nel CUP riguarda una sola struttura, mentre le altre realtà registrano numeri molto limitati. Nel frattempo il cronoprogramma fissato dalla Regione è stato rinviato più volte: inizialmente tutte le strutture private avrebbero dovuto essere integrate entro la fine del 2025, ma per molti grandi gruppi la scadenza è stata spostata alla fine del 2026. Così, mentre le strutture pubbliche stanno progressivamente adottando il nuovo sistema, il contributo dei privati rimane minimo e il CUP continua a funzionare solo parzialmente".

Osserva ancora il consigliere regionale: "Se una struttura privata sceglie di operare con il servizio sanitario regionale, deve contribuire agli obiettivi pubblici. Per questo è necessario introdurre una regola chiara: l’adesione al CUP deve diventare obbligatoria entro tre mesi".

Per questo, conclude piloni, "come Partito Democratico presenteremo in Consiglio regionale una mozione chiedendo che le strutture private accreditate siano integrate nel sistema entro fine giugno, pena la mancanza di rinnovo del contratto con il servizio sanitario regionale. Il diritto alla cura deve venire prima di tutto".

f.c.

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