Attualità

03 mar 2026
Coils Arvedi

Spinadesco, il comitato esulta per lo stop di Arvedi. Ma non è escluso che l'azienda presenti un nuovo progetto di ampliamento del parco rottami

Il passo indetro dell'acciaieria Arvedi sull'ampliamento del parco rottami di Spinadesco è stato accolto con grande soddisfazione dal comitato "Diamoci da fare", sorto nei mesi scorsi proprio per contrastare il progetto.

Ieri, alla luce del ritiro del progetto da parte del gruppo Arvedi (qui l'articolo), il comitato ha diffuso un volantino ai cittadini di Spinadesco. 

"Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo - vi si legge -. Il bosco filtro è salvo. L’Acciaieria Arvedi ha ritirato il progetto. Grande vittoria per i cittadini di Spinadesco e senza precedenti per il territorio!".

Prosegue il comitato: "Ringraziamo le Associazioni Ambientaliste Coordinamento Stati Generali Clima Ambiente e Salute della Provincia di Cremona, Legambiente Cremona, Circolo Vedo Verde Legambiente Cremona, Federazione Nazionale Pro Natura APS, che, da subito, si sono schierate al nostro fianco apportando alla procedura motivate e documentate osservazioni, contribuendo così al raggiungimento dei nostri obiettivi". 

Concludono gli esponenti del comitato: "Ringraziamo anche le libere testate giornalistiche Cremona Libera e CremonaSera che hanno divulgato informazioni e dato spazio alla nostra iniziativa. Siamo soddisfatti dell’importante risultato ottenuto! Restiamo comunque vigili circa i probabili futuri sviluppi". 

Tuttavia, la sensazione diffusa, al netto del risutato raggiunto, è che la vicenda non sia finita qui. E' molto probabile, infatti, che l'acciaieria presenti un nuovo progetto, questa volta con gli accorgimenti che mancavano al primo e che sono stati oggetto di osservazioni e dibattito nel corso dell'iter per il progetto poi ritirato.

Un dato è certo: nessuno, a Spinadesco, vuole far chiudere l'acciaieria (purtroppo, tra i commenti si è letta anche questa amenità): semplicemente, il limite di sopportazione è stato raggiunto e i cittadini ora intendono porre un freno all'espansione dell'industria. In particolare alla luce dei dati sempre drammatici che riguardano l'ambiente nel nostro territorio.

In altre parole, è cresciuta maggiore consapevolezza tra la gente e si inizia, da più parti, a porre sul piatto della bilancia, in opposizione al lavoro e del profitto, anche l'ambiente e la salute. 

Federico Centenari

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