Cultura

17 mar 2026
Stefano Massini

Domenica 22 Stefano Massini al Teatro Ponchielli con un'indagine lucidissima e spietata sul potere delle parole e le loro conseguenze

Nel 1924, Hitler dava alle stampe Mein Kampf (La mia battaglia). Nel 2016, la Germania ne ha permesso la ripubblicazione. Stefano Massini, in scena al Teatro Ponchielli domenica 22 marzo (ore 20.30), ha studiato tutti i discorsi di Hitler e la prima stesura del libro, creando uno spettacolo che mette in luce la paranoia del dittatore e la follia nazional-socialista.

A oltre 100 anni da Mein Kampf, Massini, unico drammaturgo italiano ad aver vinto un Tony Award, porta in scena un'indagine lucidissima e spietata sul potere delle parole e le loro conseguenze.

Più di un secolo ci separa dalla nascita di un libro. Era il 1924, anno di nascita di "Mein Kampf" dettato dal giovane Hitler nella cella del carcere di Landsberg. Dieci anni ci separano invece dal 2016, quando la Germania ne consentì la diffusione dopo anni di divieto, ritenendo che solo la conoscenza potesse evitare il ripetersi della catastrofe. A oltre 100 anni da "Mein Kampf" di Adolf Hitler, Stefano Massini, unico italiano vincitore di un Tony Award, porta in scena un'indagine lucidissima e spietata sul potere delle parole e le loro conseguenze.

Le scene sono di Paolo Di Benedetto, le luci di Manuel Frenda, i costumi Micol Joanka Medda e gli ambienti sonori di Andrea Baggio.

Per anni Massini ha lavorato incrociando la prima stesura del libro-manifesto con i testi e i comizi del Führer e con gli immensi materiali delle Conversazioni con Hitler a tavola raccolte da Picker, Heim e Bormann. Oggi Massini consegna al palcoscenico uno spettacolo duro ma necessario, in cui "Mein Kampf" emerge in tutta la sua sconcertante portata. Perché queste parole hanno ipnotizzato le masse? Perché la Storia ha mutato direzione su queste pagine?

E noi, spettatori del 2026, saremmo davvero impermeabili all'ascesa dal basso di questo profeta della rabbia? "Mein Kampf" è l'agghiacciante Verbo del Novecento più distruttivo, camuffato dentro la paranoica autobiografia di un invasato. Dal primato della razza all'apoteosi del condottiero, dalla smania per il riscatto alla febbre per la propaganda, va in scena l'impalcatura del nazionalsocialismo, offerto senza filtri da Massini con lo stile ossessivo, barocco ed enfatico del testo originario, in un millimetrico studio teatrale di ritmi, toni e affondi verbali del dittatore: perché la comprensione del meccanismo è l'unico antidoto al suo replicarsi.
 
Produzione Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana
 
Biglietti:
platea/palchi € 30 – galleria € 26 - loggione € 22
biglietto studenti € 13
(lun/ven 10-18; sab 10-13) tel 0372022001/02
biglietteria@teatroponchielli.it

redaz.

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