Attualità
14 feb 2026
"Hevala": a Cremona la storia del Rojava tra teatro e attualità, domenica 15 al Circolo Arcipelago
In un momento di estrema criticità per l'Asia Occidentale, il Circolo Arcipelago (via Speciano, 4) ospita un evento che unisce l'intensità del teatro all'analisi giornalistica sul campo. Domenica 15 febbraio, alle ore 18:00, andrà in scena lo spettacolo "Hevala - storia di una ragazza curda", seguito da un dibattito sull'attuale crisi nella Confederazione Autonoma della Siria del Nord e dell'Est.
Lo spettacolo Il monologo, scritto e interpretato da Giulia Angeloni (attrice diplomata alla Paolo Grassi e fondatrice della compagnia I Franchi), dà voce a Rozerin, una diciassettenne di Afrin. Attraverso i suoi occhi, il pubblico scoprirà non solo una vicenda intima di resistenza contro l'Isis e le minacce statali, ma l'intera parabola del confederalismo democratico curdo.
Al termine della performance, la serata proseguirà con un tavolo di confronto per analizzare la delicata situazione in Siria.
Fanno sapere gli organizzatori: "Partiremo dai fatti di cronaca — gli attacchi alle comunità, la persecuzione delle donne e il ritorno di minacce oscurantiste — per comprendere cosa si cerchi realmente di distruggere ciò che tenacemente le comunità del Rojava hanno costruito in questi anni: una realtà fondata sulla partecipazione diretta, sul rispetto della terra e sulla convivenza pacifica tra culture diverse".
Al centro del dialogo ci sarà la potenza di "Jin, Jiyan, Azadî" (Donna, Vita, Libertà). Questo non è solo uno slogan, ma il cuore pulsante di una proposta politica radicale e necessaria: l'idea che non possa esserci una società libera e in pace senza la piena liberazione della donna. In un mondo segnato da conflitti e crisi ambientali, questa visione di democrazia integrale non è solo un'alternativa possibile, ma una bussola essenziale per la sopravvivenza stessa della dignità umana.
Un patrimonio di libertà che oggi, di fronte ai nuovi attacchi e all'avanzata di forze oscurantiste, rischia di essere distrutto proprio mentre avrebbe più bisogno di essere difeso e condiviso. Interverranno per approfondire queste prospettive Alessia Manzi: giornalista indipendente che da anni documenta con sensibilità la questione curda (collaboratrice per il manifesto, El País, The New Europea) e Maria Caletti di Rete Jin, collettivo politico di donne che porta in Italia l'esperienza e le pratiche del movimento delle donne curde.
L'evento assume un valore simbolico ancora più profondo cadendo nel 27° anniversario dell'arresto di Abdullah Öcalan, il leader che ha teorizzato il confederalismo democratico come via per la pace.
redaz.
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