Attualità
10 feb 2026
Botta e risposta sulla sanità, Piloni (Pd): "Altro che eccellenza, la destra fa spallucce ma i lombardi continuano a pagare per curarsi"
Due versioni diametralmente opposte. Mentre il consigliere regionale Marcello Ventura (FdI) esalta la sanità lombarda (qui l'articolo), il suo "collega" del Pd, Matteo Piloni, critica aspramente il servizio sanitario lombardo.
«Riportare al centro dell’agenda politica regionale la sanità pubblica lombarda - commenta Piloni - e affrontarne finalmente le criticità strutturali, a partire dalle liste d’attesa, dal rafforzamento della sanità territoriale e dalla valorizzazione dei professionisti della salute. È la sostanza di un ordine del giorno presentato oggi in Consiglio regionale dalle forze di opposizione, discusso durante la seduta straordinaria dedicata alla sanità e bocciato dalla maggioranza. La seduta è stata preceduta da un presidio dell’opposizione che sotto Palazzo Pirelli si è schierata dietro uno striscione con la scritta “Vuoi farti curare? Paga!” e sotto “Basta con il ricatto della destra”».
“Anche oggi – dichiara il consigliere regionale del Pd – abbiamo voluto che il Consiglio regionale si confrontasse apertamente sulla sanità lombarda, perché i problemi ci sono e vanno affrontati. Ma, ancora una volta, la destra ha fatto spallucce, sostenendo che va tutto bene”.
“La realtà – prosegue Piloni – è sotto gli occhi di tutti: i tempi di attesa continuano a essere lunghissimi e questo spinge sempre più persone a mettere mano al portafoglio per curarsi. Non si tratta di una libera scelta, ma di una condizione inaccettabile, soprattutto in una fase in cui il costo della vita è aumentato. Nel solo 2025 i lombardi hanno speso circa 11 miliardi di euro di tasca propria per accedere alle cure. Questo è il segno evidente di un sistema che non garantisce più il diritto alla salute”.
Nel documento presentato oggi, le opposizioni hanno avanzato proposte precise per invertire la rotta. “A partire da un piano regionale vero per l’abbattimento delle liste d’attesa – sottolinea Piloni – con l’attivazione finalmente del centro unico di prenotazione e una revisione del rapporto con la sanità privata accreditata. Il problema non è l’esistenza della sanità privata convenzionata, ma l’assenza di un reale governo pubblico delle erogazioni, che deve garantire che le prestazioni offerte rispondano ai bisogni di cura dei cittadini e non solo alle attività più remunerative”.
Un altro punto centrale riguarda il territorio. “Serve investire seriamente nella sanità territoriale – rimarca Piloni – nelle Case di comunità e nei medici di medicina generale, oggi lasciati soli e schiacciati dalla burocrazia”.
Fondamentale, infine, il tema del personale sanitario. “Non può esserci una sanità pubblica forte senza il riconoscimento e il sostegno ai professionisti della salute – aggiunge Piloni –. Servono più assunzioni, condizioni di lavoro dignitose e una reale valorizzazione di medici, infermieri e operatori sociosanitari, che oggi tengono in piedi il sistema nonostante carichi di lavoro insostenibili”.
“Abbiamo anche chiesto – conclude Piloni – che la Regione si facesse parte attiva nei confronti del Governo per aumentare la spesa sanitaria in rapporto al PIL, una scelta indispensabile per salvaguardare il diritto alla salute. Anche questa richiesta è stata bocciata. Noi però continueremo a batterci perché curarsi non sia un privilegio per chi può pagare, ma un diritto garantito a tutte e tutti”.
redaz.
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