Attualità

20 mar 2026
Aprica e Consiglio Comunale

"Tegola" sulla gestione rifiuti: un esposto alla Corte dei Conti e uno all'Autorità Anticorruzione. Aderisce tutta l'opposizione tranne Lega e Ceraso

La notizia è rimasta nell'aria a partire dal passaggio in commissione Vigilanza e, poi, in Consiglio Comunale, ma ora c'è la conferma nero su bianco. In merito all'affidamento del servizio di igiene urbana a Cremona (la gestione dei rifiuti, detto in parole povere) alla società Aprica Spa, che fa parte del gruppo A2A, sono stati presentati due distinti esposti.

Il primo è indirizzato alla Corte dei Conti, il secondo all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).

E' bene chiarirlo subito: gli esposti non accusano l'amministrazione comunale di irregolarità (sebbene il tema attorno al quale verte l'intera vicenda sia l'affidamento senza aver esperito una gara pubblica), ma portano all'attenzione dei due organismi nazionali l'affidamento della gestione dei rifiuti a Cremona chiedendo di fare chiarezza e valutare se vi siano state irregolarità nella procedura.

L'iniziativa parte dal consigliere comunale Alessandro Portesani, da sempre molto attivo su questo fronte, ma entrambi gli esposti sono firmati da nove consiglieri. Di fatto, a eccezione della Lega e della Lista Ceraso, l'iniziativa è condivisa da quasi tutta l'opposizione, compresa Fratelli d'Italia, che in genere “viaggia” da sola

Primo firmatario è dunque Portesani (lista civica Novità a Cremona). Seguono Cristiano Mario Beltrami (Novità a Cremona), Andrea Carassai (Forza Italia), Marco Olzi, Chiara Capelletti, Luca Fedeli, Matteo Carotti, Carlalberto Ghidotti, Rosaria Compagnone (Fratelli d'Italia).

Entrambi gli esposti sono datati 12 marzo 2026. Quello indirizzato alla Corte dei Conti si articola in 11 pagine; quello trasmesso all'ANAC consta invece di 14 pagine.

La conferma ufficiale del deposito è arrivata questa mattina attraverso una nota stampa congiunta di tutti i firmatari.

CORTE DAI CONTI

I sottoscritti Consiglieri comunali del Comune di Cremona – si legge appena prima delle premesse dell'esposto alla Corte dei Conti –, nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo attribuite dall’ordinamento, espongono quanto segue, al fine di sottoporre all’attenzione della Corte dei Conti una serie di profili concernenti l’affidamento e la gestione del servizio di igiene urbana del Comune di Cremona, ritenuti meritevoli di valutazione nell’ambito delle competenze istituzionali attribuite alla Magistratura contabile, con particolare riferimento ai profili di regolarità amministrativo-contabile e di corretta gestione delle risorse pubbliche”

Aggiungono i consiglieri: “Il presente esposto è volto esclusivamente a rappresentare in modo documentato i fatti e le criticità procedimentali emerse nel tempo, senza finalità contenziose né intenti di natura politica, e con l’unico obiettivo di consentire alla Corte una valutazione autonoma circa la conformità dell’azione amministrativa ai principi di buon andamento, economicità, efficienza ed equilibrio finanziario che presidiano l’uso delle risorse pubbliche”.

Si passa poi alle premesse vere e proprie, nelle quali i consiglieri spiegano le ragioni dell'esposto: “La segnalazione trae origine dall’attività consiliare svolta nel corso degli anni 2024-2026, che ha incluso la presentazione di interrogazioni, mozioni e richieste di convocazione della Commissione di vigilanza, aventi ad oggetto l’affidamento e la gestione del servizio di igiene urbana e raccolta dei rifiuti solidi urbani del Comune di Cremona. Nel corso di tale attività sono emersi profili che, pur non attenendo direttamente alla verifica di singole responsabilità personali, appaiono meritevoli di attenzione sotto il profilo della corretta gestione delle risorse pubbliche e della necessità di garantire, nel tempo, l’economicità, l’efficienza e la convenienza delle scelte amministrative assunte dall’ente”.

Precisano poi i consiglieri di opposizione: “Il presente esposto è pertanto formulato esclusivamente a fini segnalatori e collaborativi, rimettendo ogni valutazione, verifica e determinazione all’esclusiva competenza della Corte dei Conti. La segnalazione intende sottoporre all’attenzione dell’Autorità contabile una vicenda amministrativa di rilevante impatto economico e finanziario, caratterizzata dalla prosecuzione pluriennale di un affidamento di servizio pubblico locale senza che risultino adottate, nel tempo, specifiche istruttorie economico-finanziarie o valutazioni comparative idonee a dimostrare la perdurante convenienza dell’assetto gestionale in essere”.

Segue il capitolo dedicato all'oggetto dell'esposto, nel quale, tra le altre cose, si legge: “In particolare, l’esposto intende sottoporre all’attenzione della Corte dei Conti la circostanza che, a fronte di rilevanti mutamenti intervenuti nel tempo nell’assetto societario del soggetto gestore e nel quadro normativo di riferimento, non risultano adottati atti o istruttorie finalizzati a verificare:
- la congruità delle condizioni economiche del servizio rispetto ai valori di mercato;
- l’adeguatezza del rapporto costi/benefici per l’ente e per la collettività amministrata;
- l’eventuale opportunità di procedere a strumenti di confronto concorrenziale o ad altre forme di verifica della convenienza economica”.

Nelle 11 pagine vengono quindi ricostruiti i fatti, partendo dall'affidamento del servizio di igiene urbana, affrontando tutto il nodo del passaggio al gruppo A2A. Un capitolo è dedicato alla “Mancata rivalutazione economico-finanziaria dell’affidamento”, mentre il quinto punto è dedicato all'analisi dei “Profili di possibile pregiudizio erariale”.

Capitolo delicato, che, laddove i dubbi dell'opposizione trovassero conferma, potrebbe esporre gli amministratori a un serio pericolo di natura economica.

Annotano in proposito i consiglieri: “Il quadro delineato nei paragrafi precedenti evidenzia una situazione nella quale la prosecuzione dell’affidamento del servizio di igiene urbana si è sviluppata in assenza di elementi istruttori idonei a dimostrare, in modo oggettivo e documentato, la perdurante convenienza economica dell’assetto gestionale adottato dall’ente”. 

Dopo una serie di ulteriori considerazioni, il punto 5 si chiude con un monito: “Tali elementi configurano pertanto un ambito di possibile rilevanza contabile meritevole di valutazione da parte dell’Autorità, ai fini dell’accertamento dell’eventuale sussistenza di un pregiudizio erariale connesso alle modalità di gestione e di prosecuzione dell’affidamento del servizio di igiene urbana”.

Il punto 6 è dedicato alla “Rilevanza dell’inerzia amministrativa”: “Dalla ricostruzione complessiva della vicenda - annotano i consiglieri - emerge come la prosecuzione dell’affidamento del servizio di igiene urbana sia stata caratterizzata, nel tempo, da una sostanziale assenza di iniziative amministrative finalizzate alla rivalutazione dell’assetto gestionale, nonostante il progressivo mutamento del contesto normativo, societario ed economico di riferimento”.

Non manca, nell'esposto, un passaggio dedicato al “Collegamento con il caso Comune di Lodi – APRICA S.p.A.”, che nei mesi scorsi ha riacceso il dibattito su Aprica e A2A.

LE RICHIESTE

A seguire, il punto 8, dedicato ai “Profili di responsabilità amministrativa in termini potenziali” e le “Richieste alla Corte dei Conti e finalità collaborativa” (punto 9).

Annotano in proposito i consiglieri: “Si chiede, in particolare, che la Corte voglia valutare:
- se la protrazione dell’affidamento in assenza di una rivalutazione economico-finanziaria strutturata integri una violazione dei principi di sana gestione finanziaria e di tutela dell’equilibrio economico del servizio;
- se l’ente abbia adempiuto agli obblighi di verifica periodica della convenienza del modello gestionale, anche alla luce delle modifiche intervenute nell’assetto societario del gestore;
- se la mancata attivazione di strumenti comparativi o concorrenziali, in presenza di mutamenti rilevanti del contesto normativo e societario, possa aver determinato un’esposizione dell’ente a un rischio di danno erariale".

L'esposto è naturalmente corredato da una lunga serie di documenti accompagnatori, come delibere del Consiglio, determinazioni dirigenziali, atti consiliari e altro ancora.

ANAC

Simile ma non identico a quello proposto alla Corte dei Conti, naturalmente, è l'esposto all'Autorità Anticorruzione.

L'atto si apre con la dichiarazione dei consiglieri: “I sottoscritti Consiglieri comunali del Comune di Cremona, appartenenti ai gruppi di opposizione e rappresentanti complessivamente la minoranza consiliare, nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo attribuite dall’ordinamento, espongono quanto segue, al fine di sottoporre all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione una serie di profili concernenti l’affidamento del servizio di igiene urbana del Comune di Cremona, ritenuti meritevoli di valutazione nell’ambito delle competenze istituzionali attribuite all’Autorità. Il presente esposto è volto esclusivamente a rappresentare in modo documentato i fatti e le criticità procedimentali emerse, senza finalità contenziose né intenti di natura politica, e con l’unico obiettivo di consentire all’Autorità una valutazione autonoma circa la conformità dell’azione amministrativa ai principi e alle regole vigenti in materia di affidamenti pubblici”.

LE RICHIESTE

Si passa quindi alle premesse e a una lunga serie di approfondimenti e ricostruzioni per arrivare alle “Richieste all’Autorità Nazionale Anticorruzione” (punto 7), in questo caso molto corpose.
Eccole di seguito:

In particolare, si chiede all’Autorità di voler:
1. valutare la conformità dell’affidamento in essere del servizio di igiene urbana del Comune di Cremona ai principi e alle disposizioni vigenti in materia di affidamenti pubblici, con specifico riferimento al venir meno dei presupposti che avevano originariamente legittimato il ricorso all’affidamento diretto;
2. verificare la correttezza della qualificazione giuridica del subentro di APRICA S.p.A. quale mera successione soggettiva del contraente, alla luce del mutamento sostanziale dell’assetto proprietario e di controllo del soggetto affidatario e dei limiti posti dall’ordinamento alle modifiche soggettive dei contratti pubblici;
3. accertare se l’Amministrazione comunale abbia correttamente esercitato i poteri di verifica, valutazione e adeguamento dell’affidamento al mutato contesto normativo, giurisprudenziale e fattuale, con particolare riguardo alla rilevanza degli atti non adottati e all’inerzia procedimentale evidenziata;
4. valutare l’eventuale sussistenza di effetti distorsivi della concorrenza derivanti dalla protrazione dell’affidamento in assenza di procedura ad evidenza pubblica, nonché l’idoneità dell’assetto attuale a garantire i principi di trasparenza, parità di trattamento e apertura del mercato;
5. assumere ogni iniziativa ritenuta opportuna nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, anche ai fini dell’attivazione di strumenti di vigilanza, raccomandazione o segnalazione, qualora emergano profili di non conformità dell’azione amministrativa al quadro normativo di riferimento.

Il presente esposto è formulato esclusivamente a fini segnalatori e collaborativi, rimettendo ogni valutazione conclusiva all’Autorità, ed evidenziando la rilevanza, la concretezza e l’attualità dei profili sottoposti alla sua attenzione”.

Anche in questo caso l'atto è supportato da una serie di documenti trasmessi in allegato.

Federico Centenari

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