Attualità
02 mag 2026
Ennesima polemica post Consiglio comunale di Portesani: "Pagamenti in ritardo, la giunta scarica sui fornitori ma i numeri smentiscono questa versione"
“Durante il Consiglio comunale ho posto il tema dei ritardi nei pagamenti ai fornitori, perché è un indicatore concreto della qualità dell’azione amministrativa.” E' quanto dichiara, uscendo con la nuova, ennesima polemica post Consiglio comunale (nell'occasione al termine della discussione sul rendiconto 2025), Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona.
Attacca il consigliere: “La risposta in Consiglio comunale della vicesindaco Romagnoli non è convincente e rischia di spostare il problema invece di affrontarlo. In aula è stato sostenuto che i ritardi non dipenderebbero dal Comune, ma da presunte irregolarità nelle fatture delle imprese fornitrici. È una spiegazione che non regge alla prova dei numeri.”
“I dati ufficiali del rendiconto parlano chiaro - aggiunge -: nel 2025 il Comune ha pagato in ritardo 2.426 fatture, per un importo complessivo superiore a 15,4 milioni di euro. Non siamo davanti a casi isolati, ma a un fenomeno strutturale.”
Secondo Portesani, “È difficile sostenere che migliaia di fatture siano tutte irregolari. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a un problema diffuso nel sistema dei fornitori, cosa che non risulta. Più realisticamente, siamo davanti a una difficoltà organizzativa e gestionale dell’ente. Va anche chiarito un punto tecnico: i termini di pagamento decorrono dalla ricezione della fattura e possono essere sospesi solo in presenza di irregolarità contestate tempestivamente. Non basta richiamare genericamente problemi nelle fatture per giustificare ritardi così estesi.”
“Il punto politico è semplice: la pubblica amministrazione ha il dovere di pagare nei tempi - aggiunge il consigliere -. Non può scaricare sistematicamente la responsabilità su chi lavora per il Comune. Dietro quei numeri ci sono imprese, professionisti e realtà del territorio che anticipano costi, pagano stipendi e garantiscono servizi. Meritano risposte puntuali, non giustificazioni.”
Conclude Portrsani: “Anche per questo abbiamo votato contro il rendiconto: non per un giudizio formale sui conti, ma per una valutazione sulla qualità dell’azione amministrativa che quei numeri rappresentano.”
f.c.
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