Attualità
03 mar 2026
Autostrada Cremona-Mantova in un'interpellanza al Governo presentata dall'on. Barzotti (M5S): "Basta accanimento terapeutico su un’opera insostenibile"
"Basta accanimento terapeutico su un’opera insostenibile, un’opera che da quasi trent’anni aleggia come un fantasma sulle nostre comunità". Così Valentina Barzotti, deputata per il Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi ha presentato un'interpellanza al Governo sul progetto della grande incompiuta, ossia l'autostrada Cremona-Mantova.
Dopo le battaglie sul territorio, i rimpalli tra Regione Lombardia e Stradivaria, la querelle giuridica tra questi due soggetti e dopo svariati interventi dei politici a tutti i livelli, ecco dunque una nuova presa di posizione netta e affilata contro il progetto di cui si discute da trent'anni ma con scarsissimi (meglio, nulli) esiti concreti.
"Ho presentato un’interpellanza al Governo sul progetto del raccordo autostradale Raccordo autostradale Cremona-Mantova - spiega l'onorevole Barzotti -, un’opera che da quasi trent’anni aleggia come un fantasma sulle nostre comunità. Si tratta di un progetto che, alla luce dei fatti, appare palesemente insostenibile. Non esiste un piano economico-finanziario solido e credibile che ne dimostri la reale fattibilità. Dopo decenni di annunci e rinvii, è evidente che mancano le condizioni concrete per portarlo avanti".
Incalza la parlamentare: "Il progetto è stato inoltre bocciato da Regione Lombardia e oggi è al centro di un contenzioso rilevante tra Autostrade Regionali Lombarde (ARL) e Stradivaria, la concessionaria. Una situazione che rende ancora più evidente l’incertezza e la fragilità dell’intera operazione".
A tutto questo, prosegue Barzotti, "si aggiunge un ulteriore elemento fondamentale: la valutazione di impatto ambientale risale a un contesto profondamente diverso da quello attuale. Il quadro sociale, economico e ambientale è radicalmente mutato. La crisi climatica, il consumo di suolo, la necessità di tutelare il territorio agricolo e la qualità dell’aria impongono oggi scelte coerenti e responsabili. È indispensabile, quantomeno, procedere a un aggiornamento serio e rigoroso della valutazione ambientale prima di ipotizzare qualsiasi prosecuzione dell’iter. Mutato è anche il contesto infrastrutturale del territorio, dove si sta valutando un collegamento alternativo del primo lotto del Ti-Bre con la A22, da realizzarsi a Sud del fiume Po, facendo quindi mancare la realizzazione del tratto centrale della Cr-Mn".
Ecco perché, insiste l'esponente del Movimento 5 Stelle, "Continuare a riproporre quest’opera significa accanirsi terapeuticamente su un progetto che è, nei fatti, un “morto che cammina”. Occorre invece evitare ulteriori sprechi di risorse pubbliche e scongiurare nuovo consumo di suolo in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali. Invece di inseguire un modello infrastrutturale superato, dovremmo investire con decisione sulla mobilità dolce e sostenibile, sul potenziamento del trasporto pubblico locale, sulla riqualificazione e messa in sicurezza della viabilità esistente e sul trasporto ferroviario".
Conclude la deputata: "Il territorio tra Cremona e Mantova ha bisogno di soluzioni moderne, sostenibili e realmente utili a cittadini e imprese, non di grandi opere prive di copertura economica, segnate da contenziosi e fuori dal tempo. È il momento di prendere atto della realtà e di avere il coraggio politico di dire basta".
f.c.
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