Attualità
16 apr 2026
Autostrade, Ti-Bre incompiuta e concessioni: perché si parla già di proroghe? Ecco i dubbi sulle infrastrutture che toccano anche Cremona
Doveva essere un’opera strategica per collegare il Tirreno al Nord Europa. Dopo oltre vent’anni, invece, il corridoio Tirreno-Brennero è ancora in gran parte incompiuto: pochi chilometri realizzati, decine ancora da costruire e nessuna data certa per la fine dei lavori.
E proprio mentre l’opera resta a metà, si torna a parlare di proroghe delle concessioni autostradali. La domanda è semplice: si possono allungare le concessioni se le opere promesse non sono state completate?
Un’opera ferma da anni
Il Ti-Bre è nei piani dal 2001. Doveva essere un collegamento veloce tra il mare e il Brennero. Ad oggi è stato realizzato solo un primo tratto, aperto nel 2025. Per completarlo mancano ancora circa 75 chilometri.
Perché in più di vent’anni non si è andati oltre? Il Ministero, nella risposta data in Parlamento, non indica tempi certi: i lavori futuri saranno valutati “in base alle necessità”. Ma quando si deciderà davvero se e come completare l’opera? Serve ancora? È mai servita?
Nel frattempo sono in esame i nuovi piani delle società autostradali. In parole semplici: documenti che stabiliscono quanto durano le concessioni, quali lavori si fanno e quanto si paga ai caselli.
Tra le ipotesi c’è quella di allungare le concessioni in cambio di nuovi investimenti. È una scelta per accelerare i lavori o un modo per evitare nuove gare pubbliche o ammettere un fallimento pagato purtroppo dai cittadini? Su questo punto non ci sono risposte chiare.
La concessione della A15 Parma–La Spezia era già stata prorogata in passato con condizioni precise: l’opera doveva essere completata e senza fondi pubblici. Oggi, però, gran parte del tracciato non esiste ancora.
Quegli impegni sono stati rispettati? E se non lo sono stati, perché si parla di nuove proroghe?
Un dubbio più profondo
Accanto ai ritardi, emerge un interrogativo più ampio. E se queste proroghe fossero anche un modo per “mettere pezze” a scelte sbagliate fatte anni fa?
Il Ti-Bre nasce in un altro contesto, con una visione dei trasporti centrata sull’espansione della rete autostradale. Oggi quello scenario è cambiato: si parla di sostenibilità, intermodalità, riequilibrio tra gomma e ferro.
Ha ancora senso portare avanti progetti pensati oltre vent’anni fa, senza una revisione complessiva?
Il rischio è che, invece di fermarsi e ripensare le priorità, si continui ad aggiustare l’esistente: prorogando concessioni, spostando in avanti i tempi, rinviando un confronto sulle scelte di fondo.
Nel frattempo, resta aperto un altro tema: quanto si è investito sull’asfalto e quanto, invece, su collegamenti ferroviari e su una rete più equilibrata?
Cosa c’entra Cremona
Per il territorio cremonese il tema è concreto. Il Ti-Bre si intreccia con opere come la Cremona-Mantova, discusse da anni e mai realizzate. Si tratta di interventi davvero prioritari o di progetti che continuano a rimanere in piedi perché legati a un sistema di concessioni da rinnovare?
E ancora: chi decide cosa si costruisce e con quali criteri?
Il nodo dei costi
C’è poi il tema dei pedaggi. I nuovi piani potrebbero portare aumenti per chi usa l’autostrada. È giusto pagare di più per un’opera che non è ancora finita?
I fatti, oggi, sono questi: un’opera promessa da oltre vent’anni e ancora incompleta, concessioni in scadenza che potrebbero essere prorogate, pochi chiarimenti sui passaggi più delicati.
Il dubbio è che si stia andando avanti senza affrontare il nodo principale: capire se le scelte fatte in passato siano ancora sostenibili oggi, oppure no.
Per chi vive e lavora tra Cremona, Mantova e Parma, la questione è concreta. E la domanda resta aperta: si stanno costruendo le infrastrutture del futuro o si stanno solo difendendo interessi economici, continuando con gli errori del passato?
Marco Degli Angeli
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