Attualità
05 mag 2026
Campagnola Cremasca, c'è il via libera ai due impianti agrivoltaici alle porte del paese. Tra i cittadini restano dubbi su trasparenza e partecipazione
Campagnola Cremasca si prepara a cambiare volto. Dopo mesi di iter autorizzativo, due impianti agrivoltaici alle porte del paese sono ormai pronti a partire: nei prossimi giorni, completati gli ultimi passaggi burocratici, i cantieri potranno aprire.
La svolta decisiva è arrivata con la firma degli accordi di compensazione tra Comune e società proponenti. Le convenzioni prevedono contributi economici complessivi che rientrano nel range previsto dalla legge: oltre 100mila euro per il primo impianto e circa 57mila euro per il secondo, destinati a opere ambientali, servizi per i cittadini e interventi sul territorio. Un’intesa che di fatto sancisce il via libera politico e amministrativo all’operazione.
Gli impianti, entrambi su terreni agricoli, avranno una potenza rilevante (oltre 5 MW uno dei due) e sorgeranno a ridosso del centro abitato. Un intervento che, come evidenziato anche nella documentazione tecnica comunale, comporterà mesi di lavori e impatti concreti sulla viabilità locale, in particolare lungo via Pianengo, non strutturata per traffico pesante. Il cronoprogramma parla di circa nove mesi di cantiere.
Non mancano elementi di criticità, messi nero su bianco dallo stesso Comune già lo scorso novembre.
Nella richiesta di integrazioni al progetto, l’ufficio tecnico segnalava diversi punti da chiarire o migliorare: necessità di ulteriori documenti tecnici e valutazioni (paesaggistiche, acustiche, ecc.); impatto viabilistico dei cantieri; forte impatto paesaggistico e necessità di mitigazioni con alberature; interferenze con corsi d’acqua e infrastrutture.
Osservazioni rilevanti, che evidenziavano come l’intervento fosse tutt’altro che privo di criticità, pur rientrando nelle procedure previste dalla normativa.
Proprio su questo punto si concentra oggi la principale questione politica. Le risposte del proponente alle osservazioni comunali non sono mai state condivise pubblicamente, né discusse in sede consiliare.
Un difetto di trasparenza che ha inasprito i toni e il confronto tra giunta e consiglieri e che emerge anche da un episodio istituzionale: una consigliera regionale ha formalmente richiesto accesso agli atti per conoscere lo stato dell’iter, le osservazioni e le eventuali controdeduzioni, oltre ai contenuti delle compensazioni.
Richiesta che, secondo quanto riportato, non ha trovato pieno riscontro. Tutto regolare dal punto di vista formale e legislativo. La consigliera non può di fatto esercitare nessun potere di controllo in assenza di interesse diretto.
Un fatto che però sorprende soprattutto alla luce di un altro elemento: il Comune stesso, tramite una mozione approvata dal Consiglio, aveva evidenziato la complessità normativa del tema e chiesto supporto agli enti sovraordinati (anche e soprattutto regionali), parlando apertamente di criticità e “vuoti normativi” .
Dal punto di vista formale, tutto l’iter si è ovviamente sviluppato nel rispetto delle norme: gli impianti agrivoltaici, infatti, godono di procedure semplificate e di una disciplina che limita fortemente il potere dei Comuni di opporsi, soprattutto in ambito agricolo.
Ma il caso di Campagnola apre una riflessione più ampia: quanto spazio è stato dato al confronto pubblico?
Tra osservazioni tecniche mai rese pubbliche, accessi agli atti parziali e decisioni maturate senza un passaggio consiliare aperto, resta la sensazione di un percorso poco partecipato.
Ora però il tempo delle valutazioni sembra finito. Con gli accordi firmati e i cantieri in partenza, il progetto entra nella sua fase concreta.
Resta sullo sfondo una comunità chiamata a convivere con un intervento di forte impatto territoriale e paesaggistico, che porta con sé alcune compensazioni economiche ma anche interrogativi ancora aperti.
E soprattutto una domanda: se tutto è stato fatto secondo le regole, è stato fatto anche nel modo più trasparente e condiviso possibile?
a.p.
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