Attualità

07 feb 2026
Il Giornale di Treviglio

Chat e foto osé: dopo l'incontro col vescovo Napolioni si dimette il parroco di Misano, originario di Cremona. La Diocesi conferma ma non entra nel merito

Chat e foto di ragazze dietro le dimissioni del parroco”. Così ha titolato un ampio servizio “Il Giornale di Treviglio” nell'edizione cartacea di ieri, venerdì 6 febbraio.

Il parroco in questione è Stefano Zoppi (ormai ex parroco di Misano, precisa il giornale), originario di Cremona, classe 1971.

Ed ecco i fatti riportati dal giornale di Treviglio: “L'immagine del profilo Whatsapp è quella di una Madonna scolpita nel marmo. Ma le chat di Stefano Zoppi – l'ormai ex parroco di Misano, che settimana scorsa si è dimesso all'improvviso e ha lasciato nel giro di poche ore il paese – di immacolato avevano ben poco. Anzi. Tra ammiccamenti e commenti a sfondo sessuale, proposte indecenti e persino fotografie scattate appositamente di nascosto a giovani ragazze, quello che emerge non sembra una recita da oratorio ma il copione di un brutto film soft-porn amatoriale”.

Già nell'edizione di venerdì 30 gennaio, dunque una settimana fa, il giornale di Treviglio riportava le avvisaglie dello scandalo che sta imbarazzando la Chiesa, precisando che “Don Stefano Zoppi, da sabato, non è più il parroco di Misano e dopo quasi cinque anni ha abbandonato in fretta e furia la comunità cattolica misanese, lasciandosi alle spalle una sfilza di interrogativi e di inquietudini”.

Sempre secondo quanto riporta il Giornale di Treviglio, “Il parroco avrebbe dato le dimissioni nel corso dello scorso fine settimana, dopo un incontro con il Vescovo di Cremona Antonio Napolioni, che le ha accettate.

E' infatti al Vescovo di Cremona che l'ex parroco di Misano, peraltro di origini cremonesi, come detto, deve rispondere dal punto di vista gerarchico.

Dopo le prime indiscrezioni, il Giornale ha approfondito la vicenda, riportando quanto segue: “il quadro che inizia ad emergere è piuttosto inquietante, se non addirittura pericoloso”.

In particolare, annota il giornale, “sono due le testimonianze che abbiamo raccolto in questi giorni, entrambe di uomini trenta/quarantenni della zona (…) Per mesi i messaggi e le richieste ricevute via chat dal don erano rimasti confinati nel perimetro di una chat privata, mai assecondata nei fatti (come specificano entrambi) e mai resa pubblica. I destinatari le consideravano ciascuno dal proprio punto di vista episodi isolati, per quanto disturbanti, senza immaginare che potessero avere alle spalle quella che sembra un'abitudine consolidata”.

L'indagine condotta dal Giornale di Treviglio getta luce su episodi inquietanti, imbarazzanti in particolare se commessi da un esponente della Chiesa, che tuttavia dovranno essere vagliati approfonditamente dalla Diocesi e, se del caso, dalle autorità competenti.

Le accuse riportate dal giornale sono molto pesanti, ma lo stesso organo d'informazione punta il dito contro “il silenzio della Diocesi”, la cui unica voce – per ora – è quella del sostituto dell'ex parroco, il vicario zonale monsignor Giansante Fusar Imperatore.

E' stato lui – annota il Giornale di Treviglio –, unica voce della Diocesi in quanto vicario zonale, a confermare l'esistenza di «problemi personali da risolvere». »Non se n'è andato all'improvviso, c'erano dei problemi suoi personali che hanno bisogno di essere risolti, e per i quali ha fatto questa scelta insieme al vescovo», aveva spiegato settimana scorsa al GdT. Da dopo la «scelta», il cellulare di don Stefano risulta spento. Non invece le molte domande che sorgono attorno alla vicenda”.

Chi è don Stefano Zoppi: nato a Cremona nel 1971, originario della parrocchia «Santi Clemente e Imerio» della città, è stato ordinato il 21 giugno 1997. E' stato vicario parrocchiale ad Antegnate dal 1997 al 2002 e delle parrocchie di Soncino e di quella di Isengo dal 2002 al 2009. Dal 2009 era parroco di Cavallara e Villastrada e dal 2017 anche di quelle di Correggioverde e Dosolo. Nel 2021 la nomina a Misano.

Cremona Libera ha naturalmente contattato la Diocesi di Cremona per avere un riscontro in merito a quanto emerso.

Ecco di seguito la dichiarazione della Diocesi: "La Diocesi conferma che il vescovo ha accettato le dimissioni presentate dal parroco per motivi personali. Per la cura pastorale della comunità è stato nominato un amministratore parrocchiale, come prassi nella persona del vicario zonale".

Federico Centenari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutti gli articoli