Attualità

04 mar 2026
Padania Acque

Dall'opposizione esposto sul caso Padania Acque. I consiglieri della minoranza, tranne FdI e Ceraso, chiedono verifiche sulla legittimità dell’operato del Comune

Finisce in un esposto al Prefetto la vicenda di Padania Acque, in particolare la partita relativa alla modifica dello Statuto della società.

I consiglieri comunali Andrea Carassai (Forza Italia), Jane Alquati (Lega), Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle – Cremona Cambia Musica) e Alessandro Portesani (Novità a Cremona) - dunque tutta l'opposizione a eccezione di Fratelli d'Italia e della Lista civica di Maria Vittoria Ceraso - hanno presentato il 2 marzo un "formale esposto al Prefetto di Cremona in merito a quanto avvenuto durante l’assemblea straordinaria di Padania Acque S.p.A. del 18 dicembre 2025".

Precisano i consiglieri: "L’esposto riguarda il comportamento tenuto dal rappresentante del Comune di Cremona (l'assessore Simona Pasquali; ndr) in occasione dell’assemblea societaria chiamata ad approvare modifiche statutarie già deliberate dal Consiglio Comunale con atto n. D50 del 18 dicembre 2025. In particolare, il Consiglio Comunale aveva approvato a maggioranza le modifiche allo statuto della società Padania Acque S.p.A., Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato, esprimendo voto favorevole anche attraverso il Sindaco. Tuttavia, in sede di assemblea societaria, il rappresentante dell’ente – delegato dal Sindaco – ha espresso astensione, discostandosi dalla volontà formalmente deliberata dall’organo consiliare".

Secondo i consiglieri firmatari, il comportamento del rappresentante del Comune "configurerebbe un possibile contrasto con il quadro normativo vigente, in particolare con le disposizioni del TUEL (D.Lgs. 267/2000) e del D.Lgs. 175/2016 in materia di società partecipate, che attribuiscono al Consiglio Comunale la competenza sulle modifiche statutarie e vincolano l’azione del rappresentante dell’ente alla volontà espressa dall’organo consiliare".

Nell’esposto si evidenzia come "il rappresentante del Comune in assemblea non disponga di un autonomo potere decisionale difforme rispetto all’indirizzo consiliare, trattandosi di mandato vincolato. L’astensione espressa in assemblea verrebbe pertanto ritenuta in evidente contrasto con la deliberazione approvata dal Consiglio Comunale".

Per queste ragioni, i consiglieri hanno chiesto al Prefetto di disporre le opportune verifiche istruttorie, acquisendo la documentazione relativa all’assemblea del 18 dicembre 2025 e valutando la legittimità dell’operato del Comune di Cremona, adottando – ove ne ricorrano i presupposti – i provvedimenti conseguenti previsti dall’ordinamento.

I consiglieri precisano che "l’iniziativa è finalizzata esclusivamente a tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni e la piena trasparenza nell’esercizio delle funzioni pubbliche".

redaz.

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