Attualità
03 apr 2026
La "rinaturazione" lungo il Po continua a far discutere. A Isola Pescaroli sembra di essere in una valle dei canyon: ecco le desolanti foto dell'area
Si scrive “rinaturazione”, si legge “sbancamento”. Ecco come si presenta in queste settimane l'area lungo il Po, a Isola Pescaroli, oggetto di interventi di rinaturazione con fondi del PNRR.
Sbancamento per lunghissimi tratti, tanto che dalla distanza sembra di osservare, più che un'area fluviale, una piccola valle dei canyon.
L'intervento, in origine, traeva spunto da un'idea condivisibile partita dall'ex ministro Roberto Cingolani, che ha voluto assicurare i lavori alla direzione e gestione dell'AIPO. In seguito, però, diverse associazioni agricole e svariati pioppicoltori si sono opposti all'utilizzo di fondi per la rinaturazione di aree coltivate.
Per non perdere i finanziamenti, si è così deciso di impiegarli per interventi realizzabili senza particolari polemiche e senza ostacoli di sorta.
La domanda è dunque: questo tipo di intervento è davvero ciò di cui aveva bisogno il territorio? Non solo: quanto marmo botticino è stato trasportato e con quali costi per poter ricoprire la strada?
Nel piacentino, a Caorso per la precisione, da quanto si apprende ci si prepara ad un intervento molto simile a questo, con una spesa di circa 7 milioni di euro. Una spesa che molti concittadini considerano sproporzionata rispetto ai risultati tutto sommato limitati.
L'INTERVENTO
Ecco come viene descritto l'intervento sul sito Open PNRR: “Il Po è una delle sei aree vaste prioritarie per la connessione ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici dove avviare un’azione diffusa di ripristino ambientale in Italia e rappresenta un primo stralcio per la più vasta e importante azione di restoration ecology e adattamento nel nostro Paese”.
Prosegue la scheda dell'intervento: “L’eccessiva “canalizzazione” dell’alveo, l’inquinamento delle acque, il consumo di suolo, le escavazioni nel letto del fiume fino agli anni ’70, hanno compromesso parte delle sue caratteristiche e aumentato il rischio idrogeologico e la frammentazione degli habitat naturali. È quindi indispensabile avviare una diffusa azione di rinaturalizzazione lungo tutta l'area per riattivare i processi naturali e favorire il recupero della biodiversità”.
Più in dettaglio, “Il progetto consiste nella riqualificazione del corso del Po con l’obiettivo di bilanciare i processi morfologici attivi, per garantire la rinaturazione del fiume e contribuire al raggiungimento degli obiettivi delle Direttive quadro Acque (2000/60/CE) e Alluvioni (2007/60/CE). La proposta si propone di contribuire al recupero del corridoio ecologico rappresentato dall'alveo del fiume e dalle sue fasce riparie, costituito da una notevole diversità di ambienti (es. sponde, isole, banchi di sabbia, ecc.) che devono essere protetti e ripristinati (riqualificazione di più di 1.500 ettari e riattivazione e riapertura di 51 milioni di metri cubi di lanche e rami abbandonati)”.
Sulla carta non sembra fare una piega. Ma sono molte ormai le segnalazioni che arrivano dal territorio, così come molti sono gli interrogativi sulla reale validità e corretezza dell'intervento, particolarmente invasivo, quantomeno a giudicare dalle foto scattate in queste settimane.
Qui sotto le foto scattate a Isola Pescaroli.
Galleria fotografica
Guarda le immagini a scorrimento (clicca sulla foto per ingrandire)
Federico Centenari
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