Attualità
08 apr 2026
Istituzione dello Street Tutor e della Fondazione lombarda per le vittime di reato tra le priorità dell'assessore alla Sicurezza, Santo Canale
Modifiche alla legge regionale 1° aprile 2015, n. 6 (Disciplina regionale dei servizi di polizia locale e promozione di politiche integrate di sicurezza urbana), istituzione della figura dello Street Tutor nel contesto di un sistema integrato di sicurezza (progetto di legge 67 di iniziativa consiliare), istituzione della Fondazione lombarda per le vittime di reato.
Questi i tre temi sui quali è intervenuto l'assessore alla Sicurezza Santo Canale nel corso di un'audizione, oggi pomeriggio, in occasione della Commissione Affari istituzionali ed enti locali di Regione Lombardia.
Le principali modifiche alla legge regionale 1° aprile 2015, n. 6 riguardano l'associazione tra più enti territoriali così da rafforzare la cooperazione tra i territori nella gestione soprattutto della sicurezza urbana; la presenza di almeno due operatori permanentemente collegati a una sala operativa durante i servizi di pattugliamento nei Comandi con più di 18 operatori che svolgono servizi esterni; la costituzione di nuclei specialistici di polizia locale, formati da operatori qualificati suddivisi per specialità di impiego per affrontare al meglio fenomeni complessi che richiedono competenze specifiche; la promozione di accordi con le Regioni confinanti per sviluppare maggior uniformità delle livree dei veicoli e dei mezzi, in modo che i cittadini riconoscano immediatamente un veicolo della Polizia Locale, indipendentemente dal Comune o dalla Provincia: un aspetto cruciale per la fiducia, la percezione di sicurezza e la facilità di richiesta di aiuto in caso di necessità.
In secondo luogo, come previsto dal progetto di legge di iniziativa consiliare, gli Street Tutor sono operatori opportunamente addestrati e specializzati nella prevenzione di rischi e nella mediazione dei conflitti. Il loro ruolo principale è intervenire in situazioni potenzialmente problematiche e risolverle pacificamente prima che degenerino, con compiti di monitoraggio, segnalazione e supporto alla Polizia Locale. Lo scopo è evitare, per quanto possibile, di ricorrere esclusivamente a divieti e repressioni, permettendo agli amministratori locali di avere una conoscenza ancora più approfondita della realtà cittadina, così da attuare interventi sempre più puntuali e mirati.
Infine, l'istituzione della Fondazione lombarda per le vittime di reato, costituisce, nell'intento dei proponenti, uno strumento volto a raccordare e rafforzare una rete già operativa, muovendosi nel rispetto delle competenze istituzionali già riconosciute e collaborando stabilmente con il Garante delle vittime di reato. La Fondazione, ispirandosi ai principi di solidarietà, sussidiarietà e universalità, come prevede il progetto di legge, opererà senza fini di lucro e interverrà a favore delle vittime di reato doloso grave e dei loro familiari, per affrontare le conseguenze immediate e favorire il superamento del trauma subito.
Sono state inoltre richiamate le proposte, avanzate in maniera congiunta da tutti i Comuni capoluogo di provincia della Lombardia, nate dalla necessita di adeguare il quadro normativo e organizzativo che regola l'attività della Polizia Locale, chiamata a svolgere funzioni sempre più complesse in materia di sicurezza urbana, prevenzione del degrado e presidio del territorio.
Un particolare approfondimento è stato volto alla necessità impellente di regolamentare gli strumenti di autotutela, disciplinati dal regolamento regionale che, tuttavia talvolta, come è capitato nel a Bergamo, trova limiti nella sua applicabilità a causa di note ministeriali che ne inibiscono l'utilizzo mentre, allo stesso tempo, sono in dotazione in Comuni limitrofi.
Altro tema caldo è stato l'accesso per le polizie locali alla banca dati SDI (Sistema di Indagine, il principale archivio informatico interforze del Ministero dell'Interno), ad oggi in uso a tutte le altre forze dell'ordine, rispetto al quale sembrerebbero intravedersi alcune novità grazie all'approvazione di un emendamento di maggioranza alla riforma della Polizia Locale sulla quale sta lavorando il Governo.
"Se anche la Polizia Locale - dichiara l'assessore Canale - avrà finalmente accesso alle banche dati del Ministero dell'Interno e dei Trasporti sarà una svolta attesa da oltre 30 anni ma solo a fronte dell'effettiva approvazione in Senato gli agenti potranno finalmente superare un limite che ne condizionava l'efficacia operativa. Qualcosa si è mosso ma attendiamo l'ufficialità, sperando in tempi rapidi".
"Le necessità delle polizie locali sono molteplici - prosegue l'assessore -, svolgendo una funzione sempre più equiparabile a quella di tutte le altre forze dell'ordine è assolutamente necessario che non solo gli strumenti, ma anche le tutele, siano adeguati. Per questo la modifica della legge regionale 6 del 2015 deve essere urgentemente revisionata, quantomeno per uniformare la disciplina a livello regionale dove ancora purtroppo si evidenziano polizie locali di serie A e di serie B. Sulla base del modello emiliano-romagnolo e di alcune città lombarde come Brescia, è stata inoltre evidenziata l'efficacia dello Street Tutor, una figura che, adeguatamente formata e supportata, è preposta a svolgere funzioni di prevenzione e mediazione nei contesti urbani più sensibili alla cosiddetta 'malamovida', fenomeno purtroppo in rapida espansione su tutto il territorio nazionale. Anche sotto questo profilo è necessario che Regione intervenga regolamentandone l'introduzione".
redaz.
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