Attualità
12 giu 2026
Manifesto contro l'aborto davanti all'ospedale: segnalazione al sindaco, che lo fa rimuovere. Malumore nell'ambiente cattolico e tra gli esponenti pro vita
Esercitare il ruolo di sindaco di una città, piccola o grande che sia, non è affatto semplice. E in determinati casi, quando è necessario affrontare temi di natura etica, religiosa o comunque attinenti alle libere scelte di coscienza del singolo individuo, è impresa ancor più ardua.
Perché è necessario ascoltare le argomentazioni in campo, tentare di trovare una sintesi e, soprattutto, agire. Decidere. Assumersi il coraggio di scelte che con ogni probabilità incontreranno il favore di alcuni cittadini e l'aspra critica di altri.
E' quello che ha dovuto fare il sindaco Andrea Virgilio nel mese di aprile, quando si è trovato di fronte ad una segnalazione molto delicata e ha dovuto agire di conseguenza. Lo ha fatto, riporta chi conosce la vicenda, secondo la propria coscienza e secondo il suo personale orientamento sul delicatissimo tema dell'aborto.
E oggi, a distanza di quasi due mesi dalla difficile decisione, sta ancora serpeggiando un discreto malumore, che potrebbe passare da "maldipancia sottotraccia" ad aperto dissenso.
Anzitutto i fatti, così come appresi da fonti più che sicure, dal momento che il sindaco, a suo tempo, ha condiviso la decisione con la sua giunta e con i capigruppo della maggioranza.
In aprile Virgilio riceve una segnalazione relativa ad un manifesto esposto alla fermata dell'autobus di fronte all'ospedale. Il manifesto è dell'associazione pro-vita "SOS Vita" e il messaggio è limpido, chiarissimo.
"Non rinunciare alla felicità - si legge sopra e sotto una foto che ritrae una madre con il suo bambino - Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso, il tuo coraggio. Fallo vivere non abortire".
Poco sotto c'è un appello: "Sei in difficoltà a causa di una gravidanza? Ti possiamo aiutare!". Segue un numero verde e l'indirizzo mail di SOS Vita.
La segnalazione chiede che il manifesto venga rimosso perché è situato proprio di fronte a un presidio - l'ospedale - che pratica l'interruzione di gravidanza, naturalmente secondo i dettami di legge.
Materia delicatissima, insomma.
Ebbene, da quanto si è appreso, il sindaco ha meditato sulla richiesta e ha deciso secondo il suo personale orientamento.
Dal momento che il luogo di affissione (la piccola struttura per chi attende il bus) è gestita da Arriva, la società che ha in carico il trasporto pubblico locale, Virgilio ha contattato la società. Prima in via informale, esponendo la questione e chiedendo la rimozione del manifesto. In seconda battuta attraverso un atto formale, ossia una PEC. Nessuna ordinanza, dunque, semplicemente una comunicazione formale.
Arriva ha assecondato la richiesta del sindaco e ha rimosso il manifesto. A stretto giro, le prime reazioni: il sindaco è stato contattato da un esponente di primo piano del movimento pro vita di Cremona, che ha chiesto conto della decisione, precisando anche che il manifesto si trovava in quel luogo da alcuni anni.
Virgilio non ha fatto marcia indietro. Anzi, da quello che si apprende ha motivato la decisione asserendo che il manifesto si trovava proprio di fronte a un presidio che pratica l'interruzione di gravidanza e che questa concomitanza avrebbe potuto generare una pressione o comunque un "disagio psicologico" nei confronti di quelle donne che, per un motivo o per un altro, intendono ricorrere all'aborto.
A quanto risulta, non solo i sosteniori del movimento pro vita di Cremona sarebbero in fibrillazione: qualche "fastidio" sarebbe emerso recentemente anche dagli ambienti cattolici.
Allo stato attuale, Cremona Libera non è riuscita a raccogliere una dichiarazione diretta dallo stesso Virgilio, ma il giornale è naturalmente disponibile a ospitare non solo il sindaco, ma anche esponenti di SOS Vita o del mondo cattolico locale per ulteriori approfondimenti in merito a questa delicata vicenda.
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Federico Centenari
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