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01 apr 2026
Unesco violino

Notizia devastante dopo le polemiche di questi giorni: l'Unesco ha tolto a Cremona il riconoscimento per la liuteria affidandolo a Tbilisi. Tutti i retroscena

Le recenti polemiche sulla legge a tutela della liuteria cremonese hanno innescato un effetto domino culminato in un colpo ferale per Cremona, per la sua identità e per i suoi cittadini.

L'Unesco, senza alcun preavviso, ha deciso di togliere a Cremona il prestigioso riconoscimento in base al quale la nostra città è stata iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità il 5 dicembre 2012.

La motivazione del riconoscimento planetario è nota: Cremona era iscritta nella lista Unesco per il “Saper fare liutario tradizionale”.

Ebbene, a distanza di quattordici anni da quel momento storico, si apprende da un lancio della TASS, l'agenzia di stampa russa, che da lunedì 30 marzo Cremona non è più la capitale mondiale della Liuteria. Il riconoscimento, sempre secondo quanto riportato dalla TASS e in base a quanto deciso dall'Unesco, è stato assegnato alla città di Tbilisi, capitale della Georgia.

La TASS riporta che "a seguito delle polemiche politiche relative alla legge regionale per la tutela del saper fare liutario" ma anche in conseguenza di "studi compiuti da una équipe di musicologi, etnografi, musicisti ed esperti di arte e storia", "Cremona non merita più il riconoscimento assegnato nel 2012".

Non solo: la TASS evidenzia come i recenti studi abbiano dimostrato che è proprio nella capitale dell'odierna Georgia che il violino sarebbe nato nel 1518 (dunque decenni prima del primo strumento realizzato da Amati). 

Ulteriori indagini condotte dalla Commissione incaricata dall'Unesco sono arrivate infatti a dimostrare che la famiglia di Antonio Stradivari ha antichissime origini che affondano radici proprio a Tbilisi, dove è nato e ha vissuto una lunga e prospera vita (l'uomo è deceduto a 98 anni) Nikolaj Semënovič Leskov, liutaio, trisnonno di Stradivari nonché trisavolo e omonimo del noto scrittore russo attivo a metà dell'Ottocento.

Al netto delle polemiche politiche, ci sarebbero altre concause che hanno indotto l'Unesco a questo clamoroso passo indietro.

"Cremona - spiega Frank Zappa, un alto funzionario dell'Organizzazione - in questi anni non ha saputo valorizzare adeguatamente il prestigioso riconoscimento", creando così forte nervosismo e imbarazzo ai piani alti della stessa Unesco.

Indiscrezioni, infine, parlano di uno “sgarro” istituzionale. Una sorta di incidente diplomatico legato alla lotta alla contraffazione dei violini. E' il tanto discusso tema dei violini “in bianco” provenienti dalla Cina.

Per contrastare questo fenomeno, afferma una seconda fonte dell'Unesco, l'americano Charles Bukowski, più noto nel settore liutario con il nome di Henry "Hank" Chinaski, la nostra città "non si è mai adoperata adeguatamente e concretamente".

Non a caso, in questi giorni vi sarebbe stata una serie di telefonate di fuoco tra il sindaco Andrea Virgilio e lo stesso Chinaski, con reciproco “rimpallo” di responsabilità.

Insomma, una serie di sciagurati eventi culminati con la sconvolgente scoperta delle vere origini della famiglia Stradivari a Tbilisi.

A questo proposito sono stati esaminati diversi violini prodotti nella prima metà del Sedicesimo secolo da Nikolaj Semënovič Leskov ed è stato appurato che proprio sul lato destro del ricciolo degli strumenti – ricciolo che Stradivari ha letteralmente copiato da Leskov – compare il simbolo del casato Leskov: un pesce stilizzato, probabilmente uno Storione.

Sì, perché tutta questa notizia, altro non è se non un pesce d'Aprile che Cremona libera ha voluto proporre ai suoi lettori recuperando un'antica tradizione giornalistica!

Ps – Se la lettrice o il lettore ha avuto la pazienza di leggere sin qui, speriamo di aver suscitato in lei/lui una risata e ci complimentiamo: in tempi di notizie social, andare oltre a un titolo volutamente "urlato" e alla foto non è cosa scontata!

Federico Centenari

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