Attualità
04 mar 2026
Sotto al Ponte Verdi, tra Cremonese e Parmense, una discarica a cielo aperto: alla faccia del rispetto di questi luoghi e della Natura
Quello dei rifiuti abbandonati nell’ambiente è e continua purtroppo a restare un problema continuo e di proporzioni sempre più rilevanti, anche nel Cremonese, nel Cremasco e nel Casalasco. Purtroppo incivili, maleducati e “furbi” di turno, con un quoziente di intelligenza evidentemente molto basso, continuano a colpire, infischiandosene delle regole, del vivere civile e del rispetto dell’ambiente.
L’ennesimo scempio riguarda, questa volta, la golena del Grande fiume, nell’area immediatamente sottostante il ponte “Giuseppe Verdi” che collega Emilia Romagna e Lombardia, Parmense e Cremonese, nel tratto compreso tra i Comuni di Roccabianca, Polesine Zibello e San Daniele Po.
Aree fin troppo spesso prese di mira da chi decide di liberarsi, in modo illegale, e pericoloso, dei propri rifiuti. I soliti “furbetti” hanno decisamente abbandonato di tutto: materie plastiche, baratollame, alluminio, addirittura pezzi di parafango di mezzi pesanti ma anche scarti edili e, come se non bastasse, anche il temibile eternit.
Una vergogna a cielo aperto che ha trovato parole di condanna da parte di tanti abituali frequentatori dell’ambiente del Po e del comitato “Amici del Grande fiume” che, intervenendo, ha evidenziato che “ancora una volta la golena del Po è stata scambiata, da qualcuno, come una sorta di terra di nessuno, con buona pace delle iniziative e delle politiche che sono state attuate e che vengono portate avanti a beneficio dell’ambiente, dell’ecologia e quindi della salute pubblica.
Purtroppo c’è ancora qualcuno che, di tutto questo, se ne infischia e quindi chiediamo, nella immediatezza, un forte aumento dei controlli nelle golene del Po, anche con l’uso di videocamere e fototrappole, per individuare e colpire i responsabili di queste azioni. Le golene – auspica e conclude il comitato – siano sempre più protette, tutelare e valorizzate come giacimenti della biodiversità e come aree di interesse turistico, naturalistico e culturale.
Per questo è bene che tutti facciano la loro parte, anche segnalando nella immediatezza coloro che le regole non le rispettano”.
Eremita del Po
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Paolo Panni
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