Attualità

22 mag 2026
Panorama Cremona foto Mauro Gaimarri

Territorio Cremonese sempre più anziano: crollano le nascite tra Cremona, Crema e Casalmaggiore. E gli stranieri residenti sono oltre il 12%

La crisi demografica continua a colpire duramente anche il territorio cremonese. I dati pubblicati da Openpolis, Istat e Polis Lombardia confermano una tendenza ormai strutturale: meno bambini, più anziani e piccoli comuni che rischiano progressivamente di svuotarsi.

Nel 2024 il tasso di natalità della provincia di Cremona è sceso a 6,3 nati ogni mille abitanti. Vent’anni fa era pari a 8,6: significa un calo del 36,5% dal 2004 ad oggi. Parallelamente il tasso di mortalità è salito da 10,5 a 11,8 decessi ogni mille abitanti.

Secondo i dati provinciali, al 1° gennaio 2024 i residenti nel Cremonese erano 352.965. Il saldo naturale – cioè la differenza tra nascite e morti – resta fortemente negativo: nel 2023 si sono registrati 2.232 nati contro 4.143 decessi, con una perdita naturale di 1.899 abitanti.

Cremona: città stabile grazie agli stranieri, ma sempre più anziana

Nel capoluogo Cremona la popolazione resta relativamente stabile soprattutto grazie ai flussi migratori, ma la struttura sociale sta cambiando profondamente.

Negli ultimi vent’anni è aumentata in modo significativo l’età media dei residenti, mentre diminuiscono le famiglie giovani e i nuclei con più figli. Il numero medio di figli per donna è sceso a circa 1,2, ben lontano dalla soglia di equilibrio demografico fissata a 2,1.

Il peso della popolazione anziana cresce anno dopo anno: oggi gli over 65 rappresentano oltre un quarto dei residenti cittadini. Al contrario, la fascia under 14 continua a ridursi.

Anche le scuole iniziano a risentire del fenomeno. In diversi quartieri cittadini il numero di iscritti è in diminuzione e gli istituti devono fare i conti con classi sempre meno numerose.

Un elemento fondamentale per mantenere l’equilibrio demografico cittadino è rappresentato dalla popolazione straniera. Nella provincia di Cremona il 25,1% delle nascite avviene infatti in famiglie straniere: si tratta del secondo dato più alto della Lombardia dopo Mantova.

Crema: solo 210 nati in un anno

Nel Cremasco la situazione economica più dinamica rispetto ad altre zone della provincia non basta a invertire la tendenza demografica.

A Crema nel 2024 sono nati 210 bambini, con un tasso di natalità pari a 6,2 nati ogni mille abitanti, praticamente in linea con la media provinciale.

Il problema riguarda soprattutto la popolazione giovane. Molti ragazzi si trasferiscono verso Milano o altre grandi città universitarie per studio e lavoro, riducendo progressivamente il numero delle coppie in età fertile presenti sul territorio.

Anche nei piccoli comuni del Cremasco il fenomeno è evidente: in diversi paesi i nuovi nati si contano ormai sulle dita di una mano. Una situazione che sta creando difficoltà concrete per scuole, servizi educativi e attività commerciali locali.

Casalmaggiore e Oglio Po: territori sempre più fragili

Situazione delicata anche nel Casalasco e nell’area Oglio Po, dove spopolamento e invecchiamento avanzano insieme.

A Casalmaggiore nel 2024 si sono registrati soltanto 99 nuovi nati, con un tasso di natalità di 6,5 per mille abitanti. Si tratta di uno dei dati più bassi degli ultimi anni.

Nel 2025 si è registrato un lieve recupero con 115 bambini nati, ma il saldo naturale resta comunque negativo e insufficiente a compensare il numero dei decessi.

Nei piccoli comuni dell’area casalasca la situazione appare ancora più critica: in molti casi le nascite annue non raggiungono nemmeno le dieci unità. Un fenomeno che rischia di avere conseguenze dirette sul mantenimento di scuole, negozi di vicinato e servizi sanitari.

Il confronto con la Lombardia e le province vicine

Il calo delle nascite riguarda tutta la Lombardia, ma il Cremonese appare tra le realtà più fragili dal punto di vista demografico.

Nel 2024 la Lombardia ha registrato 64.711 nuovi nati, con un tasso medio regionale di natalità pari a 6,6 nati ogni mille abitanti, superiore quindi al dato cremonese fermo a 6,3.

Tra le province limitrofe, Brescia mostra i numeri migliori: il tasso di natalità è pari a 6,8 per mille e il numero medio di figli per donna raggiunge 1,28, il più alto della regione. Brescia resta una delle aree lombarde più dinamiche grazie all’economia forte e alla maggiore presenza di giovani famiglie.

Anche Bergamo mantiene indicatori demografici leggermente migliori rispetto al Cremonese. Con oltre 1,1 milioni di abitanti, il territorio bergamasco continua a beneficiare di una forte attrattività lavorativa e di un’età media più bassa rispetto a molte province lombarde.

Mantova invece presenta dati molto simili a quelli di Cremona: tasso di natalità pari a 6,3 per mille e forte invecchiamento della popolazione. Tuttavia, la provincia mantovana registra il dato più alto della Lombardia per nascite straniere: quasi il 29,4% dei nuovi nati appartiene infatti a famiglie straniere.

Più difficile la situazione di Lodi, che ha registrato uno dei cali più marcati delle nascite in Lombardia: -5,2% in un solo anno secondo i dati Polis Lombardia.

Una provincia che cambia volto

L’intera provincia di Cremona sta vivendo una trasformazione profonda. Oggi gli stranieri residenti sono oltre 43mila, pari al 12,3% della popolazione provinciale: un dato quasi quadruplicato rispetto ai primi anni Duemila.

La presenza straniera contribuisce oggi in modo decisivo a sostenere la natalità locale, ma non basta a invertire la tendenza generale.

Meno nascite significano meno studenti, meno lavoratori e una crescente pressione sul sistema sanitario e sociale. Il rischio, secondo demografi e amministratori locali, è quello di assistere nei prossimi anni a un progressivo ridimensionamento di scuole, servizi pubblici e attività economiche soprattutto nei piccoli comuni della provincia.

L’“inverno demografico” non è più soltanto una statistica.

La foto è di Mauro Gaimarri, che si ringrazia per la gentile concessione.

Marco Degli Angeli

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