L'intervento

09 lug 2026
Maria Vittoria Ceraso

Eventi del Comune sempre nel mirino. Ceraso: "Forte Fortissimo, qual è il rischio di non fare l'avviso pubblico? Il consolidamento di privilegi"

Nella commissione di vigilanza non ho contestato in alcun modo il valore delle associazioni culturali finanziate nell'ambito del cartellone Forte Fortissimo, la qualità della loro proposta, né le positive ricadute che questi eventi hanno sul nostro territorio. 

Il tema che ho posto con forza non è di merito, ma di legittimità delle procedure con le quali sono state assegnate  ingenti risorse pubbliche.

La dirigente del Settore Cultura Chiara Bondioni ha chiarito che i contributi assegnati trovano fondamento nel Regolamento comunale per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e per l'attribuzione di vantaggi economici adottato con Deliberazioni di Consiglio Comunale n. 102/19074 del 30.03.1992 modificato in ultimo con deliberazione del Consiglio Comunale n. 60 del 01/12/2008  

Il citato Regolamento è una fonte secondaria. Non può mai derogare o superare le leggi dello Stato (fonti primarie). 

I criteri del regolamento servono a fare il bando, non a evitarlo.

L'Articolo 12 della Legge 241/90, citato anche nel regolamento di Cremona, dice che l'amministrazione deve "predeterminare i criteri". 

Questo significa che il Comune deve fissare le regole prima di distribuire i soldi

I regolamenti comunali prevedono la possibilità di dare piccoli contributi diretti o patrocini onerosi per determinati eventi. 

Tuttavia, quando la cifra diventa ingente (350.000 euro), parcellizzata su più eventi strutturati non si tratta più di "soccorso finanziario" a una micro-associazione, ma di un vero e proprio piano di finanziamento delle politiche culturali/musicali cittadine.

Su cifre così alte, la giurisprudenza della Corte dei Conti è severissima: l'assenza di un bando pubblico configura un danno potenziale alla concorrenza e favorisce ingiustamente operatori storici a discapito di altri. 

Molti Comuni e Province, compresa la Provincia di Cremona,  pur avendo regolamenti comunali come il nostro, hanno comunque proceduto tramite avvisi pubblici per dare contributi e sovvezioni per sostenere le rassegne estive o eventi musicali e culturali.

L'evidenza pubblica è a tutela dei fondi: Distribuire 350.000 euro escludendo a monte la possibilità che altre associazioni (anche appena nate o non inserite nei circuiti storici) presentino idee o progetti viola il principio cardine dell'accessibilità e dell'imparzialità. 

Definire il bando pubblico una "procedura fredda" come ha fatto l'Assessore Burgazzi per giustificare l'assegnazione diretta di 350.000 euro alle associazioni vuol dire confondere la discrezionalità politica con la legittimità amministrativa.

 Il Terzo Settore non è una zona franca dai bandi . L'idea che con il Terzo Settore si possa procedere tramite accordi diretti o protocolli d'intesa escludendo l'evidenza pubblica è un errore normativo.

Quella che l'assessore bolla come una procedura "fredda" e burocratica è in realtà l'applicazione dell'Articolo 97 della Costituzione (buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione).

Il bando pubblico serve a garantire:

Parità di trattamento: Tutte le associazioni culturali di Cremona devono avere la stessa opportunità di accedere ai fondi pubblici.

Trasparenza: I cittadini devono sapere perché un'associazione riceve  contrbuti e un'altra no.

Meritocrazia: La selezione deve basarsi su criteri oggettivi e misurabili inseriti nell'avviso.

Burgazzi dichiara che per la sezione Forte Fortissimo Club il bando è stato fatto perché rivolto a soggetti privati (i Live Club), mentre per l'aperto no perché rivolto ad associazioni. Questa distinzione non è fondata giuridicamente.

Anche le associazioni del Terzo Settore gestiscono denaro pubblico e svolgono attività rilevanti sul mercato culturale. Esentarle dal bando solo per la loro natura giuridica configura una forte discriminazione e una violazione delle regole di concorrenza. 

Qual è il  rischio di non fare l'avviso pubblico? Il "consolidamento di privilegi".

Giustificare l'assegnazione diretta con il fatto che si finanziano "realtà storiche consolidatesi negli anni" è proprio l'argomentazione più censurabile. 

Per la giurisprudenza amministrativa, questo approccio blocca il ricambio generazionale, impedisce a nuove realtà associative emergenti di farsi avanti e crea una rendita di posizione finanziata con soldi pubblici.

Se l'amministrazione riteneva che quei festival fossero unici e infungibili, avrebbe dovuto avviare una procedura di evidenza pubblica e inserire tra i criteri di punteggio la storicità e il radicamento territoriale, permettendo comunque ad altri di partecipare. 

La domanda quindi che pongo a questa commissione che è il cuore del problema è: chi ha stabilito che le uniche reti giovanili degne di ricevere quei fondi fossero solo ed esclusivamente quelle firmatarie dei protocolli d'intesa?

Evitando il bando pubblico, il Comune ha deciso arbitrariamente che alcuni giovani meritavano il finanziamento e altri (magari associazioni più piccole, nuove o meno note ai tavoli comunali) venivano esclusi a priori, violando il principio di uguaglianza e parità di trattamento.

Sulla gestione del SAAP per i bambini disabili, la Giunta ed il Sindaco Virgilio hanno difeso fermamente l'obbligo della gara pubblica a tutela della legalità, accettando il rischio di penalizzare le storiche cooperative cremonesi a favore di un soggetto esterno ("Progetto A").

Perché per l'assistenza ai disabili la gara è un obbligo morale e di legge, mentre per la rassegna culturale "Forte Fortissimo" la gara diventa improvvisamente una "procedura fredda" da evitare per tutelare alcune associazioni culturali del territorio?

Se, come sosteneva l'amministrazione sul caso SAAP, la gara serve proprio a verificare se un soggetto esterno è altrettanto titolato e meritevole di gestire fondi pubblici, perché avete negato questa stessa opportunità di trasparenza al settore della cultura?

Chi vi dà la certezza che, tramite un avviso pubblico aperto per Forte Fortissimo, non sarebbero arrivate proposte culturalmente migliori, più economiche o più inclusive di quelle delle associazioni da voi scelte a porte chiuse?

Ci state dicendo oggi in questa Commissione che il divertimento e i festival musicali godono di deroghe speciali alla legalità che invece non si applicano ai servizi per i bambini disabili e per il welfare?

In conclusione, il mio dovere istituzionale è stato segnalare in Commissione Vigilanza ciò che reputo essere evidenti violazioni normative nell'assegnazione dei fondi pubblici. Svolgo questo ruolo con l'auspicio e la speranza che le prossime assegnazioni di contributi siano più rispettose dei diritti di tutti.

La crescita culturale di Cremona è un patrimonio collettivo e non può essere relegata o concessa a pochi prescelti, seppur di indubbio valore. 

Colgo come un segnale in questa direzione la dichiarazione dell'Assessore Burgazzi che ci ha informati che c'è già una bozza di modifica del citato regolamento.

Consigliere comunale Lista civica Oggi per Domani

Maria Vittoria Ceraso

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