L'intervento
28 giu 2026
LAV Cremona sul DDL caccia: "Grave passo indietro per ambiente, animali e sicurezza. Anche il nostro territorio rischia di pagare un prezzo altissimo"
LAV Cremona esprime profonda preoccupazione per l'approvazione al Senato del Disegno di Legge n. 1552 di modifica della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica e sull'attività venatoria.
Il provvedimento, approvato il 23 giugno dal Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti, dovrà ora affrontare il passaggio alla Camera dei Deputati. Secondo LAV, insieme alle principali associazioni ambientaliste italiane, il testo rappresenta uno dei più significativi arretramenti nella tutela della fauna selvatica degli ultimi decenni.
LAV Cremona ritiene che il disegno di legge favorisca un'estensione dell'attività venatoria, riduca il peso delle valutazioni tecnico-scientifiche e aumenti la discrezionalità nella gestione faunistica, con possibili ricadute sulla conservazione della biodiversità, patrimonio naturale appartenente all'intera collettività.
Per il territorio cremonese le possibili conseguenze destano particolare preoccupazione.
La provincia di Cremona ospita infatti uno dei sistemi naturalistici più importanti della Pianura Padana: il Parco Regionale del Po e del Morbasco, le golene del Po, numerose aree della Rete Natura 2000, zone umide, lanche, boschi planiziali e habitat che rappresentano siti fondamentali per la riproduzione, la migrazione e lo svernamento di centinaia di specie di uccelli, oltre che di mammiferi, anfibi e rettili protetti.
Si tratta di aree che non costituiscono soltanto un patrimonio ecologico, ma svolgono funzioni essenziali per la qualità ambientale del territorio, contribuendo alla conservazione della biodiversità, alla regolazione delle acque e alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
LAV Cremona teme che l'impostazione della riforma possa determinare, attraverso future scelte regionali, un incremento della pressione venatoria anche in territori di particolare pregio naturalistico, riducendo gli spazi realmente sicuri per la fauna selvatica e per tutti coloro che frequentano la natura per attività ricreative, sportive o culturali.
La preoccupazione riguarda anche la sicurezza delle persone.
Ogni anno la stagione venatoria registra incidenti con morti e feriti che coinvolgono non soltanto cacciatori, ma anche cittadini estranei all'attività venatoria. Escursionisti, agricoltori, cercatori di funghi, ciclisti e fotografi naturalisti condividono infatti gli stessi spazi nei quali vengono utilizzate armi da fuoco per l'esercizio della caccia.
A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di interesse pubblico rappresentato dalla diffusione sul territorio nazionale di armi legalmente detenute per uso venatorio.
La cronaca italiana ha riportato, nel corso degli anni, episodi di omicidi, femminicidi e tragedie familiari commessi con fucili da caccia legalmente detenuti. Pur trattandosi di fatti distinti dall'attività venatoria, tali episodi richiamano l'attenzione sull'importanza di un costante monitoraggio dei profili connessi alla sicurezza collettiva.
Un ulteriore aspetto di rilievo riguarda l'impatto ambientale delle munizioni contenenti piombo.
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che il piombo disperso nell'ambiente può permanere per molti anni nei suoli e nelle zone umide, contaminando gli ecosistemi.
Gli uccelli acquatici possono ingerire accidentalmente i pallini di piombo, subendo gravi conseguenze, mentre rapaci e altri animali selvatici possono accumulare il metallo alimentandosi di prede contaminate. Il piombo è inoltre una sostanza tossica riconosciuta anche per la salute umana, tanto che l'Unione europea ha già introdotto limitazioni al suo utilizzo nelle zone umide e sta valutando ulteriori restrizioni.
Per una provincia come Cremona, attraversata dal fiume Po e caratterizzata da un'estesa rete di ambienti acquatici, il rischio di contaminazione da piombo assume, secondo LAV Cremona, un rilievo particolarmente significativo.
La fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato, come previsto dalla legge italiana, e rappresenta un bene comune appartenente all'intera collettività. Per questo motivo LAV Cremona ritiene che qualsiasi riforma della normativa venatoria debba rafforzarne la tutela e non indebolirla.
LAV Cremona ricorda che già nell'ottobre 2025, insieme ad altre associazioni ambientaliste del territorio, aveva manifestato davanti alla Prefettura per esprimere la propria contrarietà alle modifiche della normativa venatoria.
Oggi invita i cittadini a consultare il sito della LAV e a sottoscrivere la raccolta firme promossa a livello nazionale.
Secondo LAV Cremona, le modifiche contenute nel Disegno di Legge n. 1552 potrebbero incidere negativamente sulla tutela della fauna selvatica, sulla biodiversità e sulla fruizione in sicurezza degli ambienti naturali.
Per tali ragioni l'associazione invita ogni cittadino a informarsi sul contenuto del provvedimento, a confrontarsi con i parlamentari del proprio collegio elettorale e a partecipare al dibattito pubblico.
Sul sito della LAV sono consultabili gli esiti delle votazioni parlamentari relative al provvedimento, affinché ciascun cittadino possa conoscere come si sono espressi i propri rappresentanti istituzionali e formarsi autonomamente un'opinione.
Proteggere gli animali selvatici significa, secondo LAV Cremona, tutelare anche il territorio, la biodiversità, la salute pubblica e il diritto di tutti i cittadini a vivere e frequentare un ambiente naturale adeguatamente conservato.
Maria Pia Superti
Referente LAV Cremona
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