L'intervento

01 mar 2026
Gru

Lo spettacolo della Natura che si appresta al risveglio primaverile, le giornate che si allungano e i primi avvistamenti lungo il Grande Fiume

Sbocciano le viole, le margherite ed i ranuncoli, in terra di Po, sull’una e sull’altra riva. Si apre quella stagione in cui il prodigioso duello tra le nebbie del mattino ed i primi caldi del pomeriggio, sembra voler dare spazio ad una primavera non lontana, con un inverno che, nel suo fluire, non vuole mollare.

Una stagione “di mezzo”, tra freddi e tepori, con i giorni che si allungano e la campagna che lentamente si risveglia intorno a quel fiume, il Grande fiume, da vivere sempre in silenzio, rispettandolo, ed ammirando ciò che il Creato è in grado di offrire.

In particolare questa è stagione in cui le terre del Po sono testimoni, ma anche “culle” e riferimenti, per tanti uccelli impegnati nella loro migrazione. Su tutti le gru cenerine che nel Casalasco, specie nelle golene di Torricella del Pizzo e Motta Baluffi, sembrano aver trovato, da qualche anno a questa parte, il luogo ideale in cui svernare trascorrendo, in riva al fiume, parecchi mesi.

In questi giorni, proprio in terra di Po, si è assistito a parecchi passaggi di stormi di gru in migrazione. Sono dirette verso nord est, con meta le lande dell’Europa centrale, dove, come ogni anno, prima dell’estate si ripeterà il rito della riproduzione. Non si fermano da noi, salvo qualche raro atterraggio di alleggerimento, ma tra fine inverno e inizio primavera è possibile assistere al loro spettacolare passaggio.

La migrazione stagionale, che prima dell’inverno è in senso opposto per trovare nel caldo africano e iberico l’habitat ideale per traguardare la stagione fredda, quest’anno si sta verificando già da fine febbraio. Gli stormi di gru cenerine (Grus Grus) in migrazione verso il nord Europa, si riconoscono per la loro tipica formazione a – V – sempre accompagnate dal loro inconfondibile verso.

Questi grandi uccelli infatti, che devono il loro nome al colore grigiastro del loro piumaggio e che possiedono un’apertura alare di circa due metri, sono dei veri e propri assi in fatto di migrazione arrivando a percorrere migliaia di chilometri spostandosi tra le regioni settentrionali dell’Europa e dell’Asia scendendo a sud fino al Marocco e l’Etiopia, per poi ricominciare tutto da capo. Si cibano di cavallette, insetti, piccoli pesci, ma anche di vegetali (semi).

Monogame per la vita, le Gru costruiscono i loro nidi in paludi ed acquitrini e depongono 2-3 uova di cui si occuperanno entrambi i genitori. Prima dell’accoppiamento però si prodigano in spettacolari danze in cui corrono e fanno balzi di circa 4 metri.

A loro, l’augurio di un buon viaggio con il Grazie per la meraviglia con cui hanno dipinto, ancora una volta, le terre di Po. Ma, comunque, non sono i soli uccelli che, in questo periodo, si possono incontrare ed ammirare, stando in silenzio, in terra di Po.

Ci sono anche il falco pescatore (non poche gli avvistamenti recenti nel cremonese) e la pittima reale, l’occhione e la volpoca, l’albanella minore, la cicogna nera e la marzaiola (non a caso arriva  a marzo), il gruccione ed il cavaliere d’Italia.

Tra quelli che nidificano nei nostri territori, l’occhione e l’albanella minore, la volpoca ed il gruccione. Per incontrarli la regola è semplice: fare silenzio, vivere il silenzio e utilizzare gli occhi per osservare (cosa ben diversa dal semplice guardare), rispettando l’ambiente che troverete intorno a voi e ricordando che, anche in questo, tutto è grazia. 

Eremita del Po

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Paolo Panni

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