Attualità
23 feb 2026
Agrivoltaico a Campagnola Cremasca, l'iter procede ma i cittadini e il Consiglio comunale rimangono ai margini: malumore in crescita
L’iter tecnico-amministrativo dell’impianto agrivoltaico previsto lungo via Pianengo a Campagnola Cremasca prosegue, ma sul piano politico il confronto appare sostanzialmente fermo. E il malumore in Consiglio comunale cresce.
Dopo le osservazioni presentate dal Comune al termine di un acceso dibattito consiliare, il proponente ha depositato a gennaio una corposa controreplica tecnica. Un documento che, secondo alcuni consiglieri, lascerebbe ancora aperti diversi nodi — dalla legittimità del ricorso alla procedura autorizzativa semplificata agli impatti complessivi dell’intervento — e che non sarebbe mai stato discusso formalmente in Consiglio.
Un’assenza di confronto ritenuta tutt’altro che marginale, soprattutto considerando la portata e la durata dell’opera e un coinvolgimento del Consiglio giudicato tardivo rispetto alle scelte della giunta.
Le criticità sollevate dal Comune restano infatti rilevanti: la disponibilità giuridica delle aree, il tracciato del cavidotto e le interferenze con proprietà e sottoservizi, il rispetto delle fasce di tutela dei corsi d’acqua, le possibili ripercussioni sulla viabilità di via Pianengo durante il cantiere, le mitigazioni paesaggistiche, le garanzie fideiussorie per la dismissione e la completezza della documentazione tecnica.
Questioni che lo stesso ente aveva indicato come bisognose di approfondimenti prima di qualsiasi valutazione definitiva e sulle quali, ad oggi, non risulta una controreplica pubblica del Comune né un aggiornamento istituzionale sull’esito delle verifiche.
È proprio questo vuoto informativo ad alimentare le tensioni. Secondo fonti consiliari, la giunta avrebbe scelto di non presentare ulteriori osservazioni tecniche pur in presenza di dubbi ancora aperti, avviando parallelamente interlocuzioni con il proponente sul terreno delle compensazioni economiche.
Una scelta che parte del Consiglio contesta nel metodo prima ancora che nel merito: il passaggio dalle valutazioni tecniche alla trattativa sulle compensazioni sarebbe avvenuto senza una discussione politica preventiva e senza indirizzi condivisi.
Nel frattempo circolano indiscrezioni — non supportate da atti pubblici — su possibili compensazioni economiche pluriennali. Ma mancano deliberazioni, criteri negoziali e condivisione. Un’assenza che alimenta perplessità tra amministratori e cittadini e rafforza la richiesta di riportare il confronto nelle sedi istituzionali.
La decisione finale spetterà alla Regione nell’ambito della Conferenza dei servizi. Ciò non esonera però il Comune dal proprio ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi locali, né dalla necessità di garantire informazione e partecipazione.
Per questo, più ancora dell’esito del progetto, la questione che emerge oggi riguarda il metodo. Quando l’istruttoria tecnica procede mentre il confronto politico si interrompe e le interlocuzioni si spostano su binari poco visibili, il rischio non è soltanto quello di scelte controverse, ma di una progressiva frattura nel rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.
In alto, immagine esplicativa generata da IA.
Redazione
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