Attualità

30 apr 2026
Convegno Agricoltura

Allevamenti, ammoniaca e inquinamento: per il ministro Lollobrigida situazione in miglioramento. Peccato che lo studio regionale del 2023 dica altro

Tirando le somme, la dichiarazione più realista è stata pronunciata da chi l'incontro lo ha voluto e contribuito a realizzare. Vale a dire il consigliere regionale Marcello Ventura (FdI).  Che, a differenza di altri esponenti politici, non ha ignorato il tema centrale: “La sfida è duplice - ha detto -: garantire la qualità dell'aria, riducendo al contempo le emissioni di ammoniaca, e tutelare un comparto strategico per l'economia lombarda e per la nostra filiera agroalimentare”.

E' questa, forse, la dichiarazione più realistica emersa dall'incontro "Zootecnia, ammoniaca e qualità dell'aria. Soluzioni e prospettive", svoltosi ieri mattina presso Palazzo Pirelli e moderato da Alessandro Fantini, direttore di Ruminantia.

Sì, perché Ventura, pur restando sul filo, non finge di non vedere il proverbiale “elefante nella stanza”. In altre parole, il risvolto negativo dell'allevamento intensivo che caratterizza il territorio lombardo e che, lo dicono i dati ufficiali prodotti dalla stessa Regione, come Cremona Libera ha ampiamente riportato nella sua inchiesta “La fabbrica dell'aria malata” (qui le otto parti dell'inchiesta), è l'inquinamento ambientale.

In particolare, l'alta produzione di ammoniaca, che a sua volta contribuisce a far lievitare in Pianura Padana i livelli delle Pm 2,5, le polveri ultrasottili.

E d'altra parte, al centro dell'incontro di ieri c'era proprio il rapporto tra clima, qualità dell'aria, ricerca e attività allevatoriale.

"Affrontare il tema delle emissioni in zootecnia senza pregiudizi ideologici – ha detto Ventura –, ma con un approccio fondato su dati, innovazione e sostenibilità concreta, è oggi una priorità non più rinviabile. Oggi è un'occasione di confronto reale tra istituzioni, mondo produttivo e comunità scientifica, con l'obiettivo di individuare soluzioni efficaci e immediatamente applicabili”. 

Individuare soluzioni efficaci: ergo, il problema esiste e servono soluzioni.

IL MINISTRO NON VEDE I PROBLEMI

Ben più distante dal quadro tratteggiato dalla “missione valutativa del Consiglio regionale della Lombardia”, realizzata con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Milano (il documento del 2023 alla base della nostra inchiesta) è stato il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che in una sua nota ha evidenziato: “La zootecnia è un asse portante dell'agroalimentare italiano. I nostri allevamenti sono tra i più sostenibili al mondo, grazie a una filiera che coniuga innovazione, benessere animale e qualità delle produzioni. I dati ISPRA dimostrano che in meno di vent'anni (dal 2005 al 2023) le emissioni di ammoniaca sono diminuite del 18%”. 

Dati dunque che stridono con quanto rilevato e annotato nel 2023 dall’Università degli Studi di Milano.

Le emissioni di particolato – ha proseguito il ministro – sono scese di oltre il 40% dagli anni '90 ad oggi. È un percorso virtuoso che intendiamo rafforzare e valorizzare, opponendoci a una narrazione ideologica che tende a demonizzare un intero settore. L'azione del Governo è volta a difendere la realtà delle nostre aziende, che affonda le proprie radici nella tradizione e garantisce la tutela e il presidio del territorio e delle risorse naturali. Per questo ci siamo battuti in Europa contro gli eccessi della direttiva emissioni industriali che equiparava in modo generalizzato i nostri allevamenti agli impianti industriali”.

Insomma, per il ministro, a dispetto dei dati puntualmente rilevati da ogni indagine ambientale (compresa quella dell'Agenzia Europea per l'Ambiente) e a dispetto delle stesse carte prodotte dalla Regione, va tutto bene Madama la Marchesa.

L'inquinamento è in calo è gli unici soggetti da tutelare sono gli allevatori, nonostante in Pianura Padana sia ormai conclamata un'emergenza ambientale ampiamente documentata.

Non a caso, ha aggiunto il ministro: “Continuiamo a batterci affinché gli allevatori abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari per essere competitivi sul mercato e non subire la concorrenza sleale di altri Paesi. In particolare, rispetto al tema dell'urea, stiamo lavorando per garantire l'utilizzo di soluzioni alternative valide ed efficaci. Abbiamo già ribadito in Europa che nessun prodotto chimico può essere bandito in assenza di un'alternativa valida da un punto di vista tecnico ed economico. Il digestato è una delle soluzioni più promettenti. Su questo filone abbiamo finanziato al CREA uno specifico programma di ricerca svolto in collaborazione con la Regione Lombardia. Si tratta di un percorso che punta sull'economia circolare e sulla capacità di trasformare ciò che in passato era rifiuto in risorsa ed energia”.

La scelta di campo, almeno per il ministro, è netta, chiarissima.

Ma il problema esiste eccome. E non lo ha nascosto nemmeno il Presidente del Consiglio Regionale, Federico Romani, che nel suo saluto istituzionale ha osservato che “Il tema delle emissioni di ammoniaca è centrale: intervenire significa agire sulla qualità dell'aria. Il dialogo tra istituzioni, allevatori, tecnici e imprese può aprire una nuova fase in cui innovazione e sostenibilità diventano leve di competitività. Insieme dobbiamo costruire un percorso che mantenga la Lombardia leader agroalimentare, tutelando lavoro, qualità e ambiente”.

Dal canto suo e in linea con il ministro dell'Agricoltura, l'Europarlamentare Mario Mantovani ha osservato che: “Siamo consapevoli che il modello green, pur necessario, ha messo in difficoltà soprattutto la nostra struttura agricola e il comparto degli allevamenti. Per questo siamo qui non solo per evidenziare le criticità, ma per costruire modelli più equi, che tutelino un'agricoltura non industriale e il lavoro quotidiano delle nostre imprese. Servono tre pilastri chiari: difesa e stabilità del reddito, ferma opposizione a ogni ipotesi di ridimensionamento imposto degli allevamenti e una decisa valorizzazione e protezione delle produzioni made in Italy, patrimonio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo”.

A seguire l'intervento di Carlo Fidanza, Europarlamentare e coordinatore Commissione AGRI. 

A Strasburgo – ha detto – stiamo affrontando un tema cruciale per agricoltura e zootecnia come quello dei fertilizzanti: la crisi internazionale incide su disponibilità e prezzi e rischia di diventare molto complessa. Per questo chiediamo misure rapide, a partire dalla sospensione della tassa carbonica europea ETS. Parallelamente, con la relazione sul futuro della zootecnia vogliamo rimettere al centro il settore, superando ogni demonizzazione: la zootecnia sostenibile non è il problema ma parte della soluzione”.

MA IL PROBLEMA ESISTE ECCOME

Su questo fronte il Presidente della Commissione Agricoltura, Floriano Massardi, ha evidenziato come “Il tema di zootecnia, ammoniaca e qualità dell'aria va affrontato con serietà, partendo da dati scientifici e dall'esperienza sul campo: non è corretto attribuire automaticamente al settore ogni responsabilità. La zootecnia è parte di un ciclo naturale e le soluzioni per ridurre le emissioni esistono già, con tecnologie efficaci e sostenibili. Ecologia e allevamento non sono in contrapposizione, devono procedere insieme. Fermare la zootecnia lombarda significherebbe bloccare metà della produzione nazionale e indebolire filiere, export e sovranità alimentare: non è un'opzione”.

Un ritorno, sebbene misurato, alla realtà, dunque, con l'ammissione che il problema esiste eccome e non va taciuto.

Alessandro Beduschi, Assessore Regionale all'Agricoltura, ha invece precisato come: "La zootecnia lombarda non è il problema, ma parte della soluzione: lo dimostrano gli investimenti già introdotti e un settore che negli ultimi anni ha fatto passi avanti concreti nella riduzione delle emissioni. Ora però bisogna fare un salto di qualità: riconoscere a livello normativo le innovazioni che funzionano e accompagnare le aziende con regole sostenibili, non punitive”.

Piuttosto allarmante il passaggio in cui Beduschi ha annotato che “La qualità dell'aria è un obiettivo che condividiamo, ma non può essere perseguito mettendo fuori gioco un comparto che produce valore e qualità alimentare. La sfida è tenere insieme ambiente ed economia, e la Lombardia sta dimostrando che questo equilibrio è possibile”.

Ebbene, sempre tornando alla missione valutativa del Consiglio regionale della Lombardia, è vero che sono intercorsi tre anni da quello studio, ma davvero, viene da chiedersi, secondo Beduschi la situazione può essere cambiata così tanto in questo breve lasso di tempo?

In chiusura, il punto stilato dallo stesso Ventura: “Oggi è emerso con chiarezza che la zootecnia lombarda non è il problema, ma parte della soluzione. Proprio per questo serve un salto di qualità: non bastano interventi parziali come la sola copertura delle vasche, occorre agire sull'intero ciclo. L'obiettivo è definire linee guida regionali che riconoscano le soluzioni innovative validate dalla ricerca, aprano un confronto con il Governo e portino in Europa proposte efficaci, capaci di tenere insieme ambiente ed economia senza penalizzare il settore”.

LE ASSOCIAZIONI PRESENTI

Presenti, tra i partecipanti all'evento, i rappresentanti di Confagricoltura Lombardia, Coldiretti Lombardia, AIC – Associazione Italiana Coltivatori, CIA – Confederazione italiana Agricoltori, Copagri Lombardia, ANAFIBJ – Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana, Bruna Alpina, Jersey, e ARA Lombardia – Associazione Regionale Allevatori.

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Federico Centenari

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