Attualità
13 giu 2026
Ceraso chiede gare pubbliche per l'assegnazione di contributi sopra i 10mila euro per eventi culturali e turistici: "Un modo per tutelare la spesa pubblica"
Gara pubblica per l'assegnazione di contributi sopra ai 10mila euro per iniziative in ambito turistico e culturale. A chiederlo, attraverso un ordine del giorno, è la consigliera Maria Vittoria Ceraso, della civica Oggi per Domani.
Con l'ordine del giorno, spiega Ceraso, "chiedo la modifica del "Regolamento per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari", risalente al 1992 e aggiornato l'ultima volta nel 2008, introducendo per l'assegnazione di vantaggi economici in ambito culturale e turistico a soggetti terzi di importo complessivo superiore a € 10.000,00 l'obbligo tassativo di procedere inderogabilmente mediante procedure ad evidenza pubblica garantendo i principi di concorrenza e rotazione".
Spiega Ceraso in una nota stampa:
L'iniziativa nasce dall'analisi dei dati del primo semestre del 2026, periodo nel quale il Comune di Cremona ha assegnato sovvenzioni per un totale di 240.000,00 euro tramite la stipula di protocolli d'intesa approvati dalla Giunta, senza ricorrere a preventive procedure comparative di evidenza pubblica.
L'erogazione di sovvenzioni pubbliche richiede la predeterminazione dei criteri e delle modalità di assegnazione, in conformità all'Art. 12 della Legge 241/1990, alle linee guida ANAC e all'Art. 97 della Costituzione.
Come confermato dalla giurisprudenza amministrativa, la sola presenza di un regolamento comunale generale non assolve a tale obbligo, rendendo sempre necessaria la fissazione di criteri specifici e astratti per garantire la massima trasparenza, parità di trattamento e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
La scelta politica di sostenere eventi culturali di rilievo e di garantirne la gratuità per la cittadinanza rappresenta un valore condiviso per lo sviluppo turistico e giovanile della città. Ma l'assegnazione diretta e discrezionale di ingenti risorse a singoli soggetti, pur motivata dal principio di sussidiarietà e dal valore delle iniziative, rischia di trasformare la predeterminazione dei criteri richiesti dalla legge in una scelta fiduciaria operata ex post.
Questo meccanismo limita l'accesso ai fondi da parte di nuove realtà associative emergenti, penalizzando il ricambio generazionale e l'innovazione dell'offerta culturale cittadina.
Lo strumento del protocollo d'intesa serve certamente a sancire una collaborazione strategica, ma non può essere lo strumento giuridico con cui si spostano ingenti risorse di denaro pubblico a un soggetto terzo senza una procedura comparativa a monte o senza una motivazione d'urgenza o infungibilità.
L'animazione culturale di un territorio è un mercato concorrenziale. L'esperienza o l'alto valore artistico di una manifestazione non possono giustificare l'infungibilità del servizio, né legittimare il mancato svolgimento di una procedura ad evidenza pubblica. L'amministrazione ha il dovere di verificare se sul mercato o nel Terzo Settore esistano altri operatori capaci di generare un analogo indotto a costi inferiori o con progetti differenti.
Il fatto che un determinato soggetto organizzi da anni una certa manifestazione/evento dimostra l'esperienza dello stesso, ma non significa che sul mercato non esistano altri soggetti capaci di organizzare eventi simili.
Pertanto l'ordine del giorno impegna formalmente il Sindaco e la Giunta ad avviare la revisione del regolamento comunale introducendo tre vincoli stringenti: l'obbligo di avviare una procedura ad evidenza pubblica per ogni singolo stanziamento che superi la soglia dei 10.000 euro; la predeterminazione chiara e misurabile dei parametri di valutazione (punteggi, requisiti di efficienza, costi-benefici) per confrontare i progetti concorrenti la possibilità di assegnazione diretta limitata esclusivamente a casi di indifferibile urgenza o a progetti di certificata e oggettiva unicità artistica, da giustificare con una motivazione analitica e dettagliata negli atti della Giunta e dei dirigenti.
Conclude la consigliera comunale: "L'obiettivo della proposta non è mettere in discussione il sostegno economico agli eventi del territorio, considerati un valore condiviso per lo sviluppo culturale e turistico di Cremona, bensì tutelare l'efficacia della spesa pubblica, la credibilità delle istituzioni e il lavoro degli stessi dirigenti comunali, garantendo a tutti i cittadini le medesime opportunità di accesso alle risorse pubbliche".
redaz.
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