Attualità
10 apr 2026
Bar all'interno del Museo del Violino, dopo due anni la schiarita è in vista: a breve aprirà il nuovo punto di ristoro. Ultime verifiche tecniche in corso
Dita incrociate, ma la buona notizia sembra in dirittura d'arrivo. Dopo due lunghi anni di "vacanza", potrebbe riaprire a brevissimo (entro il mese con ogni probabilità) il bar/punto di ristoro all'interno del Museo del Violino.
La nuova gestione, da quanto si apprende da indiscrezioni, farebbe capo a una persona piuttosto nota, che a Cremona gestisce un'attività commerciale molto conosciuta. Su questo, però, è bene evidenziare che non ci sono conferme ufficiali.
Conferme ufficiali ci sono invece sulla prossima riapertura dell'esercizio commerciale. Proprio questa mattina si è infatti tenuta una riunione nei locali di quello che in origine fu il "Chiave di Bacco" per effettuare le ultime verifiche tecniche in vista dell'inaugurazione, che verrà annunciata attraverso ai media locali.
Il bar/ristorante, come noto, è chiuso dalla metà di luglio del 2024, quando la seconda gestione (la prima è stata per l'appunto quella del Chiave di Bacco) ha lasciato il locale situato proprio all'interno del Museo del Violino.
Successivamente i locali sono stati messi a nuovo e mesi fa è stato pubblicato un bando per l'affidamento del locale. Il bando è andato inizialmente deserto, ma in seguito sono arrivate alcune manifestazioni di interesse.
Molto tempo, spiegano dal Museo del Violino, è intercorso a causa dei lavori di sistemazione, svolti sotto l'egida della Sovrintendenza.
Ma molto tempo è servito anche per individuare il nuovo gestore. Dopo la manifestazione di interesse sono intercorsi alcuni scambi con la proprità dei locali, vale a dire la Fondazione Museo del Violino, fino ad arrivare alla definizione e, salvo colpi di scena, alla prossima apertura.
La lunga chiusura, che ha fatto sì che il più importante museo di Cremona non potesser servire nemmeno un caffè ai turisti, ha fatto discutere. Non a caso, nel dicembre del 2025 la questione è approdata addirittura in Consiglio Comunale sull'onda di un'interrogazione dei consiglieri della lista civica Novità a Cremona, Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami (qui l'articolo).
L'interrogazione non ha ottenuto risposte concrete in Consiglio comunale, ma oggi la vicenda pare definitivamente superata.
E salvo intoppi, finalmente il principale museo della città potrà tornare ad avere un bar/punto di ristoro per i turisti e per i visitatori.
LE CONDIZIONI DEL BANDO INIZIALE
Queste le condizioni per l'affitto dei locali previste dal bando pubblicato nel 2025. Non è dato sapere, allo stato attuale, se le condizioni siano rimaste le stesse.
“Il canone annuo di concessione d’uso dei locali caffetteria-ristorante a base di gara – si legge nell'allegato al bando – è pari a €36.000,00 (trentaseimila/00) oltre Iva di legge se dovuta, con ammissione delle sole offerte in aumento. Il canone – precisa poi il bando – sarà automaticamente aggiornato, ogni anno, sulla base della variazione di legge dell’indice Istat. Il suddetto canone di concessione d’uso dei locali caffetteria-ristorante dovrà essere versato in rate mensili di €3.000,00 (tremila/00) in via anticipata entro il 5 del mese di riferimento”.
“Al suddetto canone di concessione d’uso – precisa ancora il bando – si aggiunge il riconoscimento alla Fondazione del canone di concessione d’uso dell’area esterna “plateatico” per un importo pari a €4.200 (quattromiladuecento/00) annui oltre Iva di legge se dovuta, calcolato sulla base delle tariffe tabellari fornite dal Comune di Cremona”.
Il locatario si impegna poi a “corrispondere alla Fondazione le spese di riscaldamento, raffrescamento, uso ascensori, energia elettrica, manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti e dei dispositivi di sicurezza (come da disposizioni di legge), nonché per la pulizia delle parti comuni, da riconoscersi forfettariamente in rate mensili di € 1.000,00 (mille/00) in via anticipata entro il 5 del mese di riferimento, calcolati in base alle quotazioni annuali dei consumi energetici e dei contratti di manutenzione in essere tra la Fondazione e le relative ditte. Le spese dei consumi effettivi per la quota luce e acqua saranno riconosciute direttamente dal gestore del locale caffetteria-ristorante con apertura di relative utenze autonome”.
LE DIMENSIONI DEI LOCALI
Quanto alle dimensioni del locale, il bando precisava: “I locali in concessione sono così costituiti: PIANO TERRENO: sala caffetteria per il pubblico: mq 157,65; ingresso retro caffetteria: mq 19,15; cucina: mq 23,10; plateatico (porzione cortile interno Museo specificata nella planimetria allegata): mq 150".
A tutto questo si aggiunge il piano interrato dotato di un locale tecnico (mq 16,25), di un magazzino (mq 27,10) e di uno spogliatoio con bagno (mq 7,75).
Federico Centenari
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