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11 apr 2026
Conservatorio Monteverdi

Cremona città della Musica? Ma se quasi non si riesce a entrare nel Conservatorio a causa degli escrementi dei piccioni. Ecco le foto della vergogna

Cremona città della Musica. A parole suona che è un piacere (per usare un vocabolo... a tema). Ma nei fatti le cose sono ben diverse. Sì, perché se questa è la cura e se questo è il decoro che la città riserva alla sua primaria istituzione di formazione musicale, c'è da riflettere. E parecchio, anche.

Via Realdo Colombo, 1. Due passi dal centro storico, siamo proprio alle spalle del Duomo e a un tiro di schioppo dalla piazza vescovile. Qui ha sede l'Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi, meno pomposamente detto il Conservatorio.

In una città che deve praticamente tutto alla musica, ai violini, alla figura di Stradivari e a quella di Monteverdi (che starà facendo le capriole nella tomba, presumibilmente); una città il cui saper fare liutario è patrimonio immateriale dell'Unesco, una città che si riempie la bocca con tutte le declinazioni possibili del termine "musica", l'ingresso al Conservatorio risulta davvero... stonato.

La via non è mai stata un gioiello in fatto di pulizia e decoro urbano, ma nelle ultime settimane si stanno raggiungendo picchi di degrado mai visti. Salire i tre lunghi gradoni che conducono al portone scrostato dell'Istituto Monteverdi è diventata una piccola impresa. Almeno se non ci si vuole imbrattare le scarpe e le suole con gli escrementi dei piccioni.

E' sufficiente dare un'occhiata alle foto qui sotto, scattate ieri pomeriggio, per farsi un'idea.

Ecco come si presenta il marciapiede lungo il quale si affaccia l'ingresso del Conservatorio. C'è letteralmente da avere ribrezzo. L'istinto porta a far scendere il pedone dal marciapiede per proseguire lungo la carreggiata, così da evitare gli escrementi che coprono letteralmente ogni metro della via prima e dopo il portone dell'Istituto Musicale.

Identica sorte tocca al primo dei tre gradoni della scalinata che conduce al portone in legno, scrostato e rovinato (da tempo immemore probabilmente quel legno non vede una passata di olio e di vernice). Il gradino è coperto di escrementi, così come coperto di escrementi di piccioni è il cestino dei rifiuti poco oltre l'ingresso.

E pensare che qualche "temerario" riesce a trovare il coraggio di lasciare nei pressi la bicicletta, forse accettando il rischio di trovarsela imbrattata pur di poterla legare a un palo. Insomma: sempre meglio una bicicletta lercia che una bicicletta rubata.

Ma la domanda è: possibile che il Comune non veda? Possibile che lo stesso Istituto Monteverdi non veda e non avverta l'amministrazione?

E sì che giusto un paio di giorni fa s'è fatta addirittura una conferenza stampa per dire che sì, nel complesso l'amministrazione ha fatto passi avanti in fatto di decoro urbano (qui l'articolo).

Risulta davvero incomprensibile un simile menefreghismo da parte del Comune, ma anche da chi in quell'Istituto ci lavora ogni giorno (a meno che qualche segnalazione non sia già partita, nel qual caso ci si chiede cosa aspetti il Comune a intervenire per il minimo sindacale di pulizia).

Lasciamo parlare le foto. E una madre con la figlia, che ieri pomeriggio hanno loro malgrado salito i gradini per entrare nel Conservatorio.

"Signora, mi perdoni, sono un giornalista. Ma è sempre così qui?".

La donna e la ragazza guardano sconsolate a terra.

"Sì, è così da un pezzo. Per via di Cremona città della musica...", dice la signora allargando le braccia.

Galleria fotografica

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Federico Centenari

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