Attualità
17 lug 2026
Oltre il danno, la beffa: la Regione aumenta le tariffe ferroviarie e quelle del trasporto pubblico locale. La denuncia del consigliere Piloni (PD)
“Ancora aumenti di biglietti e abbonamenti, è sempre più evidente che alla destra non importa né del trasporto pubblico né delle tasche dei pendolari”.
Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, a commento della delibera con cui la giunta regionale ha approvato l’aumento delle tariffe ferroviarie del 3,889% e del trasporto pubblico locale dell’1,857%.
“A loro non importa - continua Piloni –, in questa legislatura hanno già aumentato le tariffe di circa il 10%. Inoltre, con questa operazione scaricano interamente sull’utenza i maggiori costi dovuti all’inflazione del comparto dei trasporti che peraltro è superiore a quella generale. E lo fanno utilizzando un meccanismo di calcolo totalmente da rivedere, basato sui risultati di una customer satisfaction che sono distantissimi dalla realtà e su parametri di puntualità, regolarità e frequenza su cui hanno fissato obiettivi minimi, non all’altezza delle giustissime attese dei cittadini".
"Fissare per i treni l’obiettivo di puntualità all’83% quando la media nazionale, per il trasporto regionale, è del 92%, è inaccettabile”, argomenta l'esponente del PD.
Aggiunge il consigliere regionale: “Ancora una volta fanno pagare il conto ai pendolari. E questo mentre a Trenord la Regione ha aumentato il contributo di 100 milioni di euro l’anno, ha cancellato il bonus ritardi, ha rinunciato ad applicare parte delle penali, alcune delle quali nemmeno sono state misurate e quindi addebitate".
"Nonostante l’azienda continui a chiudere i bilanci in utile - conclude Piloni -, ai cittadini viene chiesto di pagare sempre di più. È la stessa logica che vediamo in sanità: invece di migliorare i servizi, si trasferiscono i costi sulle persone. Quindi, la destra non ci venga a dire che non mette le mani nelle tasche dei lombardi”.
redaz.
© RIPRODUZIONE RISERVATA