Attualità

18 lug 2026
Comune

Ritardi dello Stato nei pagamenti del Fondo di Solidarietà dei Comuni, l'allarme dell'ANCI. Protesta il sindaco Virgilio: "A rischio servizi essenziali"

L'ANCI (Associazione Nazionale ComuniItaliani) lancia l'allarme sui conti pubblici nei Comuni italiani. "Ormai da circa due mesi - annota l'associazione - migliaia di Comuni sono in attesa del pagamento della prima rata del Fondo di solidarietà comunale (FSC), il principale trasferimento statale". 

Si tratta, spiega l'ANCI, di "Risorse essenziali, circa 3,5 miliardi di euro, bloccate da un’incredibile catena di ritardi burocratici, nonostante le continue sollecitazioni di ANCI, a fronte di un termine massimo indicato nel 31 maggio di ogni anno". 

"Una situazione insostenibile per molti dei circa 5 mila Comuni coinvolti - commenta l'associazione dei Comuni in una nota stampa diffusa ieri -, che evidenziano difficoltà anche nel pagamento degli stipendi di luglio. Quanto si dovrà ancora attendere per un’erogazione programmata da sempre entro maggio? Ai Comuni si chiede puntualità nei pagamenti commerciali mentre lo Stato non si assume corrispondenti responsabilità. Anci chiede un immediato e robusto acconto in attesa del perfezionamento del decreto sul FSC". 

Sul tema è intervenuto oggi il sindaco Andrea Vigilio, confermando il quadro tratteggiato dall'associazione.

"Parliamo delle risorse - osserva - che consentono ai Comuni di garantire l'equilibrio dei bilanci e di assicurare servizi essenziali ai cittadini".

Il Fondo di solidarietà comunale, prosegue Virgilio, "serve infatti a redistribuire le risorse tra i territori, tenendo conto delle diverse capacità fiscali e dei fabbisogni reali delle comunità. È uno degli strumenti che permette a tutti i Comuni, indipendentemente dalla loro ricchezza, di continuare a garantire servizi, manutenzioni, assistenza e funzionamento della macchina comunale".

Incalza il proimo cittadino: "Per il Comune di Cremona il ritardo riguarda un acconto di circa 4,7 milioni di euro, pari al 66% del Fondo spettante nel 2026. Negli anni passati questa quota veniva normalmente erogata tra la fine di maggio e la metà di giugno. Oggi, al 18 luglio, non è ancora stata trasferita".

Ma non è tutto. Annota infatti il sindaco: "C'è poi un altro tema che ANCI pone da tempo e che condivido pienamente. La quota destinata a compensare i Comuni per le minori entrate derivanti dalle modifiche ai tributi locali è ferma ai valori del 2015, mentre in questi anni sono aumentati il costo dell'energia, dei servizi, dei contratti, delle manutenzioni e di tutto ciò che serve per far funzionare una città. Per Cremona questa componente vale circa 714 mila euro, di cui 450 mila euro sono destinati obbligatoriamente alle manutenzioni ordinarie. Il paradosso è evidente. Ai Comuni si chiedono pagamenti puntuali, bilanci in equilibrio, tempi certi e servizi sempre più efficienti. Poi, però, è lo Stato a non rispettare le proprie scadenze".

"Le vere priorità del Paese - conclude il sindaco - non sono gli annunci. Sono i Comuni, perché è nei Comuni che ogni giorno si garantiscono scuole, assistenza sociale, manutenzioni, sicurezza urbana, cura del territorio e vicinanza ai cittadini. Per questo condivido la richiesta di ANCI: servono risorse immediatamente disponibili, tempi certi nei trasferimenti e un confronto serio per aggiornare un sistema fermo da oltre dieci anni. Rispettare i Comuni significa rispettare i cittadini".

f.c.

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