Attualità

18 mar 2026
Sanità medici

Sanità lombarda in caduta libera, e adesso si scopre che potrebbe esserci anche un "buco" da 1,6 miliardi. L'allarme del consigliere Piloni

Che la Sanità lombarda sia in caduta libera (a beneficio della sanità privata), si sa da anni. Ma che nel comparto possa pure esserci un "buco" da oltre un miliardo e mezzo pare davvero il colmo.

Dopo averlo paventato nei giorni scorsi, il consigliere Regionale del Pd, Matteo Piloni, torna sull'argomento e lancia l'allarme, chiedendo alla giunta regionale risposte precise.

Sono giorni che chiediamo chiarezza totale sui conti della sanità lombarda - dichiara Piloni -, ma, a fronte di un allarme molto serio, le risposte della giunta regionale continuano a essere parziali, contraddittorie e smentite dai fatti”.

Piloni interviene così sulla vicenda del possibile buco da 1,6 miliardi di euro nella sanità lombarda denunciato il 4 marzo scorso da un quotidiano nazionale.

Prima – spiega il consigliere regionale - la notizia emersa sulla stampa, mai realmente smentita, in merito alle intenzioni del Governo di non corrispondere alle richieste della giunta Fontana per due macro-voci, una che riguarda sostanzialmente l’aumento delle tariffe per le prestazioni sanitarie a vantaggio dei grandi gruppi privati e l’altra per le nuove assunzioni di medici e personale del comparto”. 

Poi, su nostra richiesta, il passaggio in Aula dell’assessore Bertolaso, una difesa d’ufficio infondata che non ha chiarito i nodi principali – prosegue Piloni -: dalle coperture delle maggiorazioni tariffarie al tema del personale. Infine, il blocco delle assunzioni negli ospedali, che rappresenta, nei fatti, una conferma delle difficoltà nei conti e che rischia di avere conseguenze pesantissime sui cittadini”.

Aggiunge il consigliere del Pd: “Siamo di fronte a una situazione preoccupante perché, mentre la giunta lombarda minimizza o evita di rispondere nel merito, le decisioni che vengono prese, come il blocco del turnover, incidono direttamente sulla qualità del servizio sanitario: meno medici e infermieri significa più pressione su chi lavora già in condizioni difficili e un inevitabile allungamento delle liste d’attesa”.

Il punto politico è semplice – rileva Piloni -: se esiste un problema nei conti, va detto con trasparenza e affrontato. Non si può scaricare tutto sui cittadini o sul personale sanitario. É evidente che il tema del sottofinanziamento nazionale della sanità esiste, ma questo non può diventare un alibi per una gestione regionale poco chiara”.

Conclude il consigliere regionale: “La Regione Lombardia deve dire con precisione qual è la situazione reale, quali scelte sono state fatte e con quali risorse e, soprattutto, quali misure intende adottare per garantire i servizi ai cittadini. Continuare a nascondere o rinviare significa solo aggravare il problema”.

f.c.

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