L'intervento

12 lug 2026
Bombardamento su Cremona

"Ottandadue anni da quel torrido giorno di luglio. Quanto dura la memoria storica? E quanti oggi ammoniscono i governanti violenti?"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione della consigliera comunale Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle-Cremona Cambia Musica) in merito al bombardamento su Cremona, commemorato proprio due giorni fa, il 10 luglio, in occasione della triste ricorrenza.

----------

10 luglio 1944 … 2026. Sono passati 82 anni da quel torrido giorno di luglio. 

Le forze aeree alleate, principalmente statunitensi, bombardarono con più di 50 ordigni la zona della stazione ferroviaria di Cremona, molti i civili che persero la vita, 119 morti, l’attacco mirava ad interrompere le linee di rifornimento tedesche, che come italiani, volenti o nolenti, grazie al duce e al suo governo Fascista, erano i nostri alleati nella seconda guerra mondiale.

A sant’Ambrogio, ai piedi del monumento commemorativo, in via San Francesco d’Assisi, si sono trovate tutte le autorità civili cittadine, il presidente del Dopo Lavoro Ferroviario cremonese, Graziano Badolato, il parroco di Sant’Ambrogio, e un gruppo di giovani dell’Associazione Artisti Cremonesi, che hanno voluto ricordare la commemorazione con la loro arte e poesia. 

Sulla lapide del monumento c’è scritto: “Come questa pietra immutabile il ricordo e il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace fra i popoli”.

Ma quanto dura la memoria storica? Quanti oggi vivono come operatori di pace? Quanti oggi ammoniscono i governanti violenti? Quanti chiedono e rivendicano i diritti umanitari nel mondo?

Bene ha detto la vice sindaca Francesca Romagnoli ribadendo che la cultura della legalità nasce anche dalla memoria, dal rispetto della dignità di ogni persona e soprattutto ha ribadito la strada indicata nella nostra costituzione, con l’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”

Anche il presidente della Provincia, Roberto Mariani, ha posto l’attenzione sul tema della pace, che come si sta vedendo oggi, non è un bene acquisito, anzi, oggi è un termine molto fragile, visti gli innumerevoli conflitti che stanno affliggendo il mondo oggi.

Mi hanno profondamente commosso, infine, alcune parole lette da Simone Bodini, il giovane artista, e siccome non le ricordo, ho provato a contestualizzarle come fossero dei versi validi non solo per quel bombardamento di 82 anni fa, ma per tutti i bombardamenti che sconquassano il mondo ancora oggi.

10 Luglio

In una torrida estate, il sole brucia,
la città attende, con sogni di pioggia,
le strade si asciugano, il cielo è un deserto,
ma l’eco del tuono porta
non gocce di vita, ma bombe d'acciaio.

Cadono dall'alto, come serpenti sibilanti,
e il silenzio spezzato, diventa un grido di dolore...
l’asfalto si squarcia,
si sgretola ciò che era casa
e si odono gemiti di terrore.

Con sguardi smarriti, si cerca un volto amato
che forse non si vedrà più...
e mentre il cielo torna deserto,
tanti i destini che sono mutati.

Oh, come si brama quell’acqua che disseta,
Invece del fuoco che avanza, della vita che si quieta.
Ma nel cuore di chi resta, una fiamma non doma,
quel sogno di pace che mai si abbandona.

------

Di seguito, invece, il testo originale di Simone Bodini, il performer del gruppo giovani Artisti Cremonesi.

10:47

L’ultima volta 
che il cielo ha pianto
la terra 
chiamava acqua
che nutrisse il Fiume
chiamava grano
che saziasse i bovi
chiamava Vita
che mille genti guarisse
e che mille cannoni
zittisse.

E pure, quella volta
l’ultima
che il cielo ha pianto
nessuno
portava l’ombrello
e centottantacinque gocce
d’acciaio
ferirono il Braccio
che di forza
più n’aveva.  

Niente di personale
forse preterintenzionale
tutto si dice
e niente si vuol dire
ché se il cielo piange
d’estate
o brucia la terra
o infuria la guerra.

L’ultima volta
che il cielo ha pianto
fu per dieci minuti
poi il silenzio
d'una stazione fumante
d’un quartiere esanime
di dieci dozzine di storie troncate.

Oggi che il cielo
è sereno
ed al Braccio è tornata
la forza
sa meno d’acciaio
la terra
ma ha ancora il respiro
di chi vi nacque
e inaspettato
vi tornò.

Paola Tacchini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni l’informazione indipendente

Abbiamo rinunciato alla convenienza.
Non alla verità.
SOSTIENICI

Iban SCRIPTORIA S.R.L. IT77I0200854731000107336374

Tutti gli articoli