L'intervento
26 apr 2026
"Ricordare Sergio Ramelli oggi significa scegliere, ogni giorno, il rispetto del pensiero altrui, il rifiuto della violenza e la forza del confronto"
Gentile Direttore,
il 29 aprile ricorre l'anniversario della morte di Sergio Ramelli, giovane studente del liceo Molinari di Milano, assassinato a sprangate sotto gli occhi della madre per aver scritto un tema sulle Brigate Rosse.
La sua vicenda rappresenta uno dei simboli più drammatici della violenza politica e dell'odio che hanno segnato gli anni di piombo. Un odio che non ha colpito solo lui, ma tanti altri giovani, prima e dopo, vittime di un clima in cui il confronto è stato sostituito dalla sopraffazione e dalla brutalità.
Da ragazzo del 1973, che si è sempre occupato di politica e che oggi continua a farlo anche nel ruolo di amministratore, ho sentito profondamente il dovere di contribuire a mantenere viva questa memoria. Per questo, insieme ai colleghi del mio gruppo, ho sostenuto con convinzione una mozione per intitolare uno spazio pubblico a Sergio Ramelli.
L'idea era quella di dedicargli un luogo frequentato dai giovani — un piazzale, una via antistante un istituto scolastico o un parco — come simbolo e come monito, affinché una stagione così terribile venga definitivamente consegnata al passato e non lasci più strascichi nel presente.
Purtroppo, lo scorso anno, il Consiglio ha scelto di non accogliere questa proposta. Le motivazioni addotte — al netto di interventi talvolta incomprensibili e fuori contesto — hanno finito per ridurre la figura di Sergio Ramelli a una lettura parziale e semplicistica, etichettandolo come divisivo e riconducendolo a una sola appartenenza.
Avevo sperato che l'aula sapesse compiere un passo di maturità, andando oltre stereotipi e contrapposizioni, ma così non è stato.
Resta, tuttavia, il valore di un esempio: quello di un giovane che ha pagato con la vita le proprie idee, al di là di ogni appartenenza e ben oltre i piccoli giochi di potere o i tornaconti personali.
Per questo, nel suo nome — e nel nome di tutte le vittime di quella stagione — non si tratta di dividere, ma di unire nella memoria.
Ricordare Sergio Ramelli oggi significa scegliere, ogni giorno, il rispetto del pensiero altrui, il rifiuto della violenza e la forza del confronto. È su questo terreno comune che si può e si deve continuare a camminare, senza arretrare nei valori, ma avanzando insieme come comunità, ciascuno a partire dalla propria storia e identità.
Consigliere comunale
Fratelli d'Italia – Cremona
Fedeli Luca
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