L'intervento
02 giu 2026
“Non c’è nessuno da picchiare?” Cronache di ordinaria follia da un concittadino: "Non riconosco più Cremona, la città a misura d’uomo di quand'ero ragazzo"
Se qualche anno fa avessero previsto i fatti che sto per scrivere, non ci avrei proprio creduto. Ieri mattina sono arrivato a Cremona alle 7.30. Ho parcheggiato l’auto al parcheggio multipiano di via Dante, dietro l’Italmark.
Arrivato al primo piano, ho visto un gruppetto di ragazzi stranieri fermi tra le auto nel settore centrale e ho fermato l’auto poco più avanti. Ho notato i loro gesti agitati e sono rimasto fermo in auto per guardare la scena.
Cosa facevano lì tra le auto, nascosti e molto vicini tra loro? Non andavano a scuola?
Uno dei giovani si è steso sul cofano di una Mercedes grigia, che si trovava a circa dieci metri da me, alla mia sinistra. Mentre li osservavo è arrivata un’altra auto. Poco dopo, alla mia destra, è sopraggiunto un uomo di mezza età e quando ha aperto la sua auto con il congegno a distanza, proprio quella dove si era steso il ragazzo di prima, i giovani sono scappati via veloci verso l’uscita che si trova proprio a metà del piano, centrale rispetto alle due uscite laterali delle scale esterne.
Quando l’uomo è salito in auto sono andato a vedere cosa ci fosse intorno alla sua auto. Gli ho spiegato la scena che ho visto. Lui mi ha ringraziato e ha spostato l’auto un po' indietro, per vedere se non ci fossero danni alla vettura. Non ne ha trovati, poi è ripartito.
Sono tornato al parcheggio verso le 14, mentre tanti studenti uscivano dalle scuole. Risalito in auto, ho notato un gruppetto di ragazzi che stazionava presso una delle uscite presso le scale esterne. Spesso succede che occupano le scale e sono quasi sempre stranieri, con atteggiamenti poco rassicuranti, urlano e lasciano rifiuti ovunque.
Ero appena salito in auto quando sono passati alcuni ragazzi indiani o pakistani. Parlavano a voce alta, seguiti da due ragazze. Uno di loro ha esclamato: “Non c’è nessuno da picchiare?”.
Forse non sarebbe male che il parcheggio dietro l’Italmark venisse pattugliato regolarmente, per evitare che diventi una zona franca.
Già nei mesi scorsi avevo chiamato due volte le forze dell’ordine, ma al telefono non avevo avvertito alcuna sollecitudine verso le situazioni che segnalavo. Siamo in buone mani.
Una volta, avevo notato un gruppo di ragazzi all’ultimo piano che facevano schiamazzi. Mi sono chiesto se non stessero facendo danni alle auto. Quel pomeriggio avevo segnalato il fatto a due vigili incontrati in piazza Cavour. Mi hanno guardato con aria perplessa, quasi non sapessero cosa dire. Ho pensato: se è così possiamo stare tranquilli.
Quel giorno, avevo incontrato un’amica e ci siamo fermati a parlare presso una panchina dei giardini pubblici. C’era molta gente, soprattutto bambini con le mamme o i nonni. In una zona centrale dei giardini avevo notato alcune panchine occupate da ragazzi nordafricani. C’era anche un’auto della Polizia municipale, ma non si vedevano i vigili.
Dato che i ragazzi stranieri alzavano la voce, mamme e nonni si sono affrettati ad andare via con i bambini. Poco dopo sono sopraggiunti due vigili, provenienti da via Manzoni. Quando li hanno visti, ho notato che due dei ragazzi stranieri sono scappati via di corsa, sparendo oltre la galleria XXV aprile, in direzione opposta.
Una corsa stile Marcel Jacobs. Dovevano avere la coscienza pulita per essere fuggiti ad alta velocità…
Dai tempi del liceo, quando passavo tutti i giorni per i giardini pubblici, sono passati tanti anni, ma è cambiata completamente la situazione. In certe ore del giorno, soprattutto la sera, forse non è più raccomandabile passarci.
Eppure è sempre stata una zona della città in cui i cremonesi passeggiavano volentieri e i bambini giocavano sicuri.
Ma la cosa forse più strana è accaduta un giorno presso l’Ipercoop. Ero appena arrivato al parcheggio superiore e arrivando presso l’ingresso, alcuni ragazzi nordafricani stavano giocando con due carrelli della spesa. Uno addirittura si era seduto dentro e si faceva spingere da un altro.
Tra schiamazzi e urla, sembravano i padroni della zona, mentre alcune persone che stavano entrando e uscendo si tenevano distanti per evitare che succedesse qualcosa e le loro espressioni mostravano stupore, disorientamento e timore.
Avevo cercato i responsabili della sicurezza. Quando siamo arrivati davanti all’ingresso quei ragazzi erano spariti. Il vigilante, alquanto sconsolato, aveva detto che quel periodo, vicino alle feste di Natale, era davvero tra i peggiori dell’anno.
Avrete tutti qualche episodio simile da raccontare, ma la situazione non è per niente rosea per una città come Cremona, che è sempre stata tranquilla e forse non lo è più. La sensazione è che la sicurezza dei cittadini non sia più assicurata.
Sui giornali locali, gli amministratori chiedono allo Stato maggiori risorse, più presenze tra le forze dell’ordine. Forse non si tratta solo di questo. Riorganizzando le forze disponibili e pianificando azioni diverse per il controllo del territorio, magari si può fronteggiare meglio la realtà di Cremona.
Sui social, ormai si moltiplicano i commenti tra il sarcastico e l’ironico o tra la rabbia e lo sconforto. Se si perde il controllo del territorio e non si assicura la sicurezza nei luoghi strategici della città si va verso il peggioramento della situazione e verso imprevedibili conseguenze.
Non riconosco più Cremona, la città tranquilla e a misura d’uomo che ho sempre visto sin dalla giovinezza.
I tempi sono radicalmente cambiati, forse troppo o forse le risposte a certi problemi non sono state o non sono all’altezza.
Questo è solo uno dei problemi che Cremona sta vivendo in questi ultimi anni, ma è significativo per i mutamenti che sono in atto nel tessuto sociale della città.
(La foto in alto è stata generata con Intelligenza Artificiale a scopo meramente dimostrativo).
Lettera firmata
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