L'intervento

02 apr 2026
Referendum Ceraso

Ceraso: "Rivedere lo Statuto del Comune di Cremona per aumentare la partecipazione dei ragazzi dai 16 anni in su alla vita democratica"

In un'epoca segnata dalla disaffezione politica il successo del referendum sulla giustizia in termini di affluenza ha dimostrato che la partecipazione è direttamente proporzionale all'efficacia percepita del voto. Se il cittadino sente di contare, partecipa; se sente di essere una comparsa in un gioco già scritto, si astiene. Ecco perché la vera sfida per la politica oggi non è 'convincere' a votare, ma restituire potere reale alle persone.

Condivido pertanto la riflessione del Sindaco Virgilio che nel commentare il risultato referendario ha dichiarato che l'affluenza allo stesso "è un segnale significativo, che dice quanto sia ancora forte, anche a livello locale, il bisogno di essere coinvolti nelle scelte che riguardano le istituzioni e la qualità della nostra democrazia."

Mi sono allora chiesta quali strumenti di democrazia partecipativa possiamo implementare a livello locale per intercettare questo bisogno di incidere? Come possiamo trasformare l'entusiasmo referendario, soprattutto dei giovani, in un impegno costante nelle decisioni della nostra comunità?

Una prima risposta concreta a questa esigenza emerge dalla revisione dello Statuto del Comune di Cremona.

Come gruppo di lavoro, istituito per tale attività dal Presidente Pizzetti e del quale fanno parte, oltre alla sottoscritta in veste di coordinatrice, una rappresentanza dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, stiamo puntando sulla valorizzazione degli strumenti di partecipazione e consultazione popolare, quali istanze, petizioni, proposte e referendum, con un'innovazione fondamentale: l'estensione del diritto di presentazione e partecipazione ai giovani a partire dai 16 anni.

È una proposta che rappresenta un atto di fiducia verso le nuove generazioni per offrire loro gli strumenti per essere protagonisti della vita cittadina prima ancora del compimento della maggiore età.

Per costruire una partecipazione dal basso che sia reale, è necessario inoltre a mio avviso evolvere l'attuale modello dei comitati di quartiere, talvolta percepiti come forme di partecipazione inefficaci o limitate, riducendosi in alcuni casi a meri organismi di segnalazione dei problemi (buchi nelle strade, illuminazione, rifiuti ecc.) e di animazione territoriale (eventi, mercatini), piuttosto che veri attori di co-decisione politica.

Lo dimostra, ad esempio, l'ordine del giorno presentato dal consigliere Paolo La Sala, neo Presidente di Fare Nuova la Città, che è dovuto intervenire politicamente per chiedere alla sua maggioranza più attenzione e coinvolgimento dei Comitati di Quartiere nella gestione del verde pubblico, avendo evidentemente constato, anche per la sua pregressa esperienza, che le segnalazioni degli stessi non sono sufficienti a garantire interventi tempestivi ed efficaci nella cura di parchi e giardini, così come avevo già segnalato anch'io con un ordine del giorno del gennaio 2025 a seguito del quale l'Assessore Pasquali aveva assunto diversi impegni per il miglioramento del servizio.  

Proprio sul tema della partecipazione, l'illustre economista Stefano Zamagni ritiene necessario trasformare il cittadino da spettatore a co-autore delle politiche locali puntando sull'istituzione di Forum deliberativi dove le persone sono chiamate in prima persona ad elaborare proposte concrete da inviare alle istituzioni.

Il forum è lo strumento che, a differenza del comitato, garantisce un processo di co-progettazione dove il dialogo e l'analisi precedono la proposta, rendendo l'azione amministrativa più efficace e vicina ai bisogni reali, specialmente quelli dei giovani che possono finalmente contare nelle scelte del proprio territorio. Questo perché la proposta elaborata dal Forum non è un semplice suggerimento, ma un atto che la politica deve assumersi la responsabilità di accogliere o motivatamente respingere, restituendo così ai cittadini la certezza che il loro impegno produca un effetto reale.

Un esempio concreto di successo è il modello dei 12 Forum Deliberativi di Rimini  dove ai cittadini vengono forniti strumenti codificati, sedi, un budget prefissato e supporto professionale per trasformare le idee in proposte pubbliche effettive.

La democrazia deliberativa non annulla quella partecipativa, ma la potenzia, offrendole uno strumento ulteriore, più efficace e coinvolgente. Purché i cittadini però siano ben informati, abbiano pieno accesso alle informazioni e ci sia dialogo reale. A tal fine è necessario che si passi da un comitato di quartiere che "insegue" le notizie a soggetto informato preventivamente.

Quello che a mio modo di vedere non sempre la Giunta Virgilio attua nei rapporti con gli stessi.

Ecco perché con un ordine del giorno propongo al Sindaco e alla Giunta, oltre all'istituzione dei Forum Deliberativi, anche di instaurare un canale di comunicazione privilegiato con i Presidenti dei Comitati di Quartiere attraverso l'invio sistematico con mail delle convocazioni e degli ordini del giorno del Consiglio Comunale, della Giunta e delle Commissioni al fine di permettere agli stessi di conoscere in tempo reale l'agenda politica del Comune.

Inoltre, in coerenza con la volontà di restituire potere decisionale ai cittadini, ritengo indispensabile che i grandi atti programmatori, come ad esempio il nuovo progetto di illuminazione, il monitoraggio del PUMS e le linee di indirizzo per la gara per il trasporto pubblico urbano, siano oggetto di una presentazione tecnica e politica dedicata ai Presidenti/Direttivi dei Comitati di Quartiere.

Trattandosi di interventi che impattano direttamente sulla sicurezza, sulla mobilità e sulla qualità della vita nelle diverse zone di Cremona, la loro condivisione preventiva è il presupposto minimo per una cittadinanza consapevole e per evitare che la partecipazione rimanga un concetto puramente astratto.

Capo gruppo Lista civica Oggi per Domani

Maria Vittoria Ceraso

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