L'intervento

16 mag 2026
Capelletti Chiara

Padania Acque, il tormento del centrodestra. Capelletti: "Provo un forte disagio. Non voglio che mi vengano attribuite silenziose connivenze"

Davvero ne vale la pena? È una domanda che mi tormenta dalla divulgazione delle liste per l'elezione del collegio dei revisori di Padania Acque. Su questa vicenda si sta consumando una battaglia politica feroce che lascerà ferite per le quali serviranno anni per sanarle (dentro il centrodestra, perché a sinistra si sa sono molto più tolleranti ed indulgenti).

Il tema è la lista Fratelli d'Italia – PD in contrapposizione ad una lista Lega-Forza Italia, o viceversa (l'ordine dei fattori non è determinante). Tra i sindaci sottoscrittori della lista FDI-PD, il cui candidato alla presidenza del collegio è innegabilmente espressione del partito di Fratelli d'Italia, ci sono sindaci del PD, ci sono sindaci civici storicamente legati al PD e altri sindaci civici non ufficialmente identificati con FDI, disponibili però ad agire per Fratelli d'Italia.

Queste operazioni mi creano forte disagio e credo lo creino anche a diversi elettori. Non ho responsabilità dirigenziali di partito, ma non intendo correre il rischio che mi vengano attribuire silenziose connivenze con un'operazione che avrei osteggiato.

Ho però responsabilità di rappresentanza del partito nei confronti di chi mi ha votato in consiglio comunale nella lista di Fratelli d'Italia. L'operazione della lista FDI-PD non la condivido, non l'approvo e non mi rappresenta.

Io non voterò nell'assemblea di Padania Acque, lo faranno i sindaci. A loro auguro il coraggio di uscire allo scoperto, votare e agire con coscienza e coerenza con il proprio portato ideale e valoriale.

La favoletta che destra e sinistra devono andare d'accordo è l'illusione che si vende all'opinione pubblica per siglare accordi privi di dignità, moralmente discutibili e che nulla hanno a che fare con il bene comune e in questo caso specifico con il bene di un'azienda pubblica.

Ho sempre operato, nel passato e nel presente, affinché il centrodestra lavorasse insieme, ma non mi scandalizza il fatto che si possa, in alcune occasioni, non andar d'accordo. È già capitato di assistere a scelte elettorali in cui qualcuno, tra Lega, Forza Italia o Fratelli d'Italia (o AN prima di FDI), prendessero strade separate.

Mai è successo però che a destra, per rimarcare una distanza dagli alleati, si scegliesse di presentare una lista con il Partito Democratico

E invito il segretario provinciale del PD a rinunciare a penosi tentativi di smarcamento. Basta una firma su quella lista per certificare che FDI e PD si stanno candidando insieme: Andrea Virgilio, Sindaco PD del Comune di Cremona che appoggia un dirigente di FDI.

Ed è tutta qui l'innaturalezza dell'operazione: io e Virgilio, nel massimo rispetto personale e istituzionale, siamo in grado di dialogare, confrontarci, scontrarci, ma avremo sempre riferimenti valoriali differenti che disegnano modelli di governo differenti. A meno che uno dei due non sia disposto a mercificare sé stesso; io certamente non lo sono e piuttosto resto all'opposizione.

Vale davvero la pena compromettere la storia della destra locale per la nomina di un collegio di revisori? Per me, no.

Consigliere comunale

Capelletti Chiara

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