L'intervento
24 gen 2026
Il Movimento per la riqualificazione: "Nuovo ospedale, atti non accessibili, risposte parziali e diritto dei cittadini a essere informati. Una beffa"
Alla fine dello scorso mese di ottobre, come Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona, abbiamo scritto formalmente ai sette Enti pubblici coinvolti nella Conferenza dei Servizi decisoria sul Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del nuovo ospedale.
Dalle risposte ufficiali di due enti pubblici finora pervenute emergono elementi che meritano particolare attenzione.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha confermato che l’intero territorio comunale di Cremona è classificato a rischio archeologico e che, già nel marzo 2025, sono stati avviati sondaggi preliminari sull’area destinata alla nuova costruzione. Tuttavia, gli esiti di tali verifiche non risultano pubblicamente disponibili.
ARPA Lombardia, da parte sua, ha dichiarato di non detenere il progetto né la documentazione del PFTE, precisando di intervenire esclusivamente su richiesta dell’ente proponente e di non essere l’autorità procedente del procedimento.
Abbiamo scritto agli Enti per una ragione semplice e legittima: comprendere se e come ciascun soggetto stesse valutando, per le proprie competenze, un’opera estremamente complessa e impegnativa sotto il profilo tecnico, ambientale ed economico, e se tali valutazioni includessero anche un confronto con l’alternativa della riqualificazione dell’ospedale esistente.
A oggi, a distanza di mesi, solo due Enti hanno risposto, mentre dagli altri non è pervenuto alcun riscontro.
Le risposte ricevute, pur corrette dal punto di vista formale, mettono in luce un dato che riteniamo problematico: gli Enti tecnici coinvolti nella Conferenza dei Servizi non possono informare direttamente i cittadini, poiché il loro unico referente è l’ente procedente (ASST Cremona), presso il quale risulta concentrata tutta la documentazione e l’istruttoria.
Siamo consapevoli che la normativa vigente consenta che una Conferenza dei Servizi si svolga anche senza incontri plenari e tramite scambi documentali. Tuttavia, riteniamo che, in un intervento di questa portata, l’assenza di momenti collegiali e di un flusso informativo accessibile ai cittadini non favorisca una reale trasparenza.
Ciò che più colpisce è che, a fronte di ripetute richieste motivate, né gli Enti né l’ASST abbiano fornito risposte complete e tempestive. Questo insieme di regole e prassi appare di fatto funzionale a rinviare ogni informazione alla conclusione del procedimento, quando le decisioni saranno ormai irreversibili.
Una consegna dei documenti solo a giochi fatti non può essere considerata vera trasparenza: è una beffa per il controllo civico dal basso e svuota di significato il diritto dei cittadini a partecipare consapevolmente alle scelte che impegnano centinaia di milioni di euro di risorse pubbliche.
Non chiediamo di interferire con le decisioni tecniche, ma che la Pubblica Amministrazione adempia pienamente al proprio dovere di informare, rispondendo alle istanze dei cittadini mentre i procedimenti sono ancora in corso, non quando è ormai troppo tardi per capire e discutere.
Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona
Enrico Gnocchi
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