L'intervento

01 feb 2026
Ceraso

"Educazione sentimentale, sessuale e affettiva nelle scuole, il centrodestra ha strumentalizzato la libertà educativa delle famiglie"

Il forte aumento nella nostra città, soprattutto tra i più giovani, dei casi di revenge porn e di quelli riguardanti lesioni personali dolose aggravate dalla relazione affettiva o di convivenza, soprattutto nei rapporti genitore-figlio, come evidenziato all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Brescia, mi confermano ancora di più l'importanza dell'ordine del giorno votato in Consiglio Comunale finalizzato a promuovere l'educazione sentimentale, sessuale e affettiva nelle scuole.

Un tema che mi ha visto totalmente lontana dalle posizioni espresse dai consiglieri di centro destra che hanno strumentalizzato la libertà educativa delle famiglie per motivare il loro voto contrario. Perché al di là delle affermazioni di principio il dato reale,  sotto gli occhi di tutti, è che gli adolescenti, ma anche i pre-adolescenti, hanno largo accesso al materiale pornografico in internet e ricevono più informazioni sul sesso dalla Rete che dai genitori che molto spesso si sentono imbarazzati o impreparati.

Senza contare che relazioni basate sul possesso, dove la gelosia rappresenta una prova d'amore invece che un segnale di pericolo, dove comportamenti di controllo ossessivo, come pretendere le password dei social, ispezionare il cellulare o vietare uscite con certi amici, sono legate ad un aspetto culturale che trova spesso fondamento proprio nei contesti familiari nei quali alcuni ragazzi sono cresciuti.

Nessuno mette in discussione che la famiglia ha e deve mantenere un ruolo primario nell'educazione valoriale dei figli. 

Tuttavia l'aumento delle patologie trasmissibili sessualmente, della violenza di genere e dei femminicidi dimostrano che la famiglia da sola spesso non basta, a volte è assente, inadeguata o arriva troppo tardi. Non possiamo lasciare i giovani soli di fronte ai rischi del web, privi di qualsiasi approfondimento sulle dinamiche del consenso, dell'affettività o delle relazioni interpersonali. Perché oltre ai rischi sanitari, la mancanza di un'educazione sessuale strutturata ha conseguenze dirette sul benessere psicologico degli studenti come affermato dall'Ordine degli Psicologi  e dalla Società Italiana di Pediatria.

Di questo abbiamo discusso nella  Commissione Giovani del 19 novembre scorso. Credo sia importante valorizzare il percorso che ha portato all'approvazione dell'ordine del giorno in Consiglio perché rappresenta un modo serio e costruttivo di fare politica. A fronte di un documento, primo firmatario Marco Galli, finalizzato a supportare il Disegno di Legge S.943 presentato dal PD in Parlamento, è stata accolta la mia richiesta di approfondire il tema attraverso l'ascolto di chi, sul nostro territorio, si occupa da anni di educazione affettiva e sessuale nelle scuole: la dr.ssa Laura Rubagotti, responsabile SSD Promozione della Salute, la dr.ssa Mirella Marieschi ASST Cremona, la direttrice del consultorio UCIPEM dr.ssa Maria Grazia Antonioli e il Dirigente del Liceo Scientifico Aselli Dott. Alberto Ferrari.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l'opportunità di passare dalla logica dell'intervento occasionale, lasciato alle iniziative dei singoli Istituti attraverso progetti extrascolastici, alla necessità di garantire continuità e accesso equo a percorsi di educazione sessuale e affettiva fondata su basi scientifiche, condotta da professionisti competenti e in dialogo con le famiglie, tenuto conto che la scuola è luogo privilegiato dove si costruiscono consapevolezza, rispetto e capacità di riconoscere le proprie emozioni.

Proprio l'integrazione tra famiglia e scuola, attraverso una collaborazione costante e percorsi condivisi, consente agli adolescenti di sperimentare una rete di supporto coerente, aumentando la loro sicurezza emotiva e la capacità di prendere decisioni consapevoli in ambito affettivo e sessuale. Il testo approvato in Consiglio è un documento che ha tenuto in considerazione quanto emerso in Commissione e nel quale, su mia richiesta, è stato inserito il ruolo centrale della famiglia, l'impegno del Comune ad individuare fondi nell'ambito del diritto allo studio, è stato tolto il richiamo alla proposta di legge S.943 del PD e non contiene alcun riferimento all'ideologia gender tanto più che nelle premesse si cita espressamente l'offerta educativa proposta da ATS Valpadana che l'Assessore Mozzi si è impegnata a promuovere nelle scuole cittadine.

Ringrazio i consiglieri di maggioranza per la disponibilità a rivedere il testo iniziale nel tentativo di arrivare ad una condivisione trasversale che portasse ad un voto unanime. Ciò non significa che io non sia in completo disaccordo con le posizioni, espresse durante il dibattito, da alcuni esponenti del PD, in particolare dalla consigliera Loffi sul tema dell'aborto rispetto al quale mi sento totalmente allineata alle parole di Papa Leone che ha ribadito che "Il più grande distruttore della pace è l'aborto".

Nello stesso tempo politicizzare, come ha fatto il centrodestra, un tema importante come quello dell'educazione sessuale nelle scuole esprimendo un voto contrario su un documento che nel merito e nel metodo non riduce in alcun modo il ruolo della famiglia e non ha la pretesa di introdurre nella scuola modelli culturali o valori che non siano sanciti dalla nostra Costituzione, come insinuato dal consigliere Fedeli,  non tutela né la famiglia né i nostri ragazzi che hanno bisogno invece di una politica capace di discutere nel merito con creatività, prudenza, discernimento e realismo politico per costruire soluzioni orientate al bene comune.

Lista civica Oggi per Domani

Maria Vittoria Ceraso

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