L'intervento

14 giu 2026
Paolo Emiliani

Paolo Emiliani, presidente Movimento per la Vita di Cremona: "Sindaco Virgilio, il suo è stato un atto di censura nei confronti di un
pensiero alternativo all'aborto"

Egregio signor Sindaco,
credo che ciò che ha ferito la Sua sensibilità, tanto da spingerla ad un atto di censura che
ritengo non abbia precedenti nella storia amministrativa della nostra città, sia stata
l'immagine, accompagnata da parole che chiarivano il contenuto, presente sul manifesto, di
madre e figlio, i due protagonisti al centro di ciò che si compie nel gesto drammatico
dell'aborto.


Ma perché, come lei stesso afferma, ci sono dolore e drammaticità in questo evento? Perché,
appunto, in questo fatto è coinvolto un protagonista mai nominato, totalmente dipendente da
un altro e totalmente umano, il concepito.


Riteniamo che le donne siano abilitate a pieno titolo ad affrontare questo dato, non giudicate
ma stimate competenti a tener conto di tutti i fattori in gioco, fra i quali entra la presenza del
figlio; e quindi rispettate fino in fondo.


A chi è in di fficoltà è offerto, senza obblighi ma con letizia, delicatezza e operosità, un aiuto
semplice, immediato, pieno di stima e compagnia.


La letizia viene dal riconoscimento profondo del bene che è la persona umana, comunque
essa sia, quali che siano le condizioni di contorno in cui si possa trovare.


L'operosità viene dall'esperienza di incontro di storie anche molto complesse che possono
trovare una compagnia per la vita, se desiderata.
Sono d'accordo con lei signor Sindaco che un manifesto non può conoscere la storia di una
donna, ma quel manifesto conosce certamente la storia di quel figlio se non accolto dalla
propria madre.


Nel Suo intervento non viene mai nominato il figlio, il cui diritto alla vita, da cui ogni altro
diritto discende, non può non essere ricompreso nella tutela e nel rispetto dei "diritti altrui".


Per tutti questi motivi riteniamo che il Suo sia stato un atto di censura nei confronti di un
pensiero e di una attività che, invece che chiudere, aprono porte e offrono una possibilità
concretissima di alternative all'aborto.

E il Suo gesto di fatto impedisce di "sostenere
pubblicamente il valore della vita, della maternità o dell'accoglienza".


Chi non chiude porte e non toglie manifesti sa quante persone in questi anni, magari anche
leggendo quel manifesto e memorizzando il numero, a maggior ragione perché visibile da
moltissimi in prossimità di un Ospedale, hanno trovato aiuto e soluzioni.

Accompagnate e
mai giudicate.

Presidente MPV Cremona

 

La foto in alto è tratta dal sito della Diocesi di Cremona

Paolo Emiliani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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