L'intervento
26 lug 2026
I sindaci di Cremona e Crema attaccati per la solidarietà al collega di Bologna. La replica del Pd e il testo integrale della lettera inviata a Matteo Lepore
Le polemiche sollevate da Lega e Fratelli d’Italia nei confronti del Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio tra i sindaci firmatari dell’appello a sostegno del sindaco di Bologna Matteo Lepore, sottoscritto anche dal Sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, sono l’ennesimo tentativo di strumentalizzare una vicenda dolorosa per ragioni di propaganda politica ignorando le ragioni civili e democratiche testimoniate dai cittadini bolognesi che hanno risposto all’invito del loro sindaco in una civilissima manifestazione convocata per esprimere vicinanza alla famiglia e per fare piena luce su quanto accaduto da parte degli organismi competenti.
L’appello del sindaco Matteo Lepore è stato volutamente travisato. Non era un invito alla protesta contro lo Stato, né tantomeno un messaggio rivolto alle frange violente o estremiste.
Era, al contrario, un richiamo alla parte migliore della società: ai cittadini, alle associazioni, al volontariato, alle realtà civiche e democratiche affinché, di fronte a una vicenda che ha profondamente colpito la comunità, prevalessero il senso di responsabilità, il rispetto delle istituzioni e il rifiuto di ogni forma di violenza.
Una risposta istituzionale che nulla a che fare con le violenze che hanno scatenato gruppi di facinorosi che, come sostengono i sindaci firmatari dell’appello, ”hanno cercato e voluto trasformare il dolore in scontro".
Attribuire al sindaco Lepore la responsabilità delle condotte di queste frange, proseguono i sindaci "oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave".
Condividiamo pertanto pienamente le ragioni, che hanno portato i nostri sindaci a sottoscrivere un appello condiviso da decine di amministratori italiani.
Un appello che non è contro le Forze dell’Ordine, ma a favore della verità, della giustizia e del rispetto delle istituzioni.
Respingiamo con fermezza l’accusa secondo cui chiedere che venga fatta piena luce su una vicenda ancora oggetto di accertamenti significhi “voltare le spalle alle Forze dell’Ordine”. È vero esattamente il contrario.
In uno Stato di diritto si sostengono contemporaneamente il lavoro della magistratura, chiamata ad accertare i fatti, e quello delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine, che ogni giorno operano con professionalità e sacrificio per garantire la sicurezza dei cittadini. Non esiste alcuna contraddizione tra queste due affermazioni.
I sindaci Virgilio e Bergamaschi hanno interpretato il loro ruolo con equilibrio e senso delle istituzioni: hanno ribadito la necessità di ricercare la verità, hanno condannato ogni forma di violenza e hanno espresso rispetto per chi indossa una divisa. Sono esattamente i comportamenti che ci aspettiamo da amministratori responsabili.
Chi oggi prova a delegittimare questa posizione dovrebbe invece interrogarsi sulle risposte che il Governo non ha dato ai territori in materia di sicurezza urbana, organici delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale e, ancora, sul mancato sostegno alle comunità locali in termini di misure di prevenzione, di risorse per educatori, operatori sociali e per progetti di riqualificazione delle periferie.
È su queste urgenze che si costruisce maggiore sicurezza per tutti i cittadini, non attraverso polemiche costruite per alimentare divisioni.
Come Partito Democratico provinciale continueremo ad essere al fianco dei nostri amministratori, difendendo una cultura istituzionale fondata sul rispetto della legalità, sulla fiducia nelle istituzioni repubblicane e sulla ricerca della verità.
Perché la sicurezza non si tutela contrapponendo i cittadini alle Forze dell’Ordine o la politica alla magistratura: si tutela mettendo in campo politiche concrete che non si limitino a denunciare, ma che cerchino di contrastare le cause dei comportamenti di devianza e di illegalità, soprattutto tra i giovani e si tutela rafforzando tutte le istituzioni dello Stato.
Per la Federazione PD Cremona
Rosolino Azzali,
segretario provinciale del PD della provincia di Cremona
----
Affinché il lettore possa farsi la sua idea del testo firmato dai sindaci Virgilio e Bergamaschi e constatare quanto in effetti molte delle critiche a loro mosse siano pretestuose, riportiamo qui di seguito il testo integrale della lettera dei sindaci al primo cittadino di Bologna.
(redaz.)
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore si è assunto la responsabilità istituzionale di stare accanto alla famiglia di Abderrahim Fakir, di dare voce alla richiesta di verità e di contribuire a ricondurre il dolore e la tensione della comunità dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto.
Il presidio di piazza Nettuno ha raccolto migliaia di persone in modo pacifico.
Le successive violenze e danneggiamenti, le aggressioni agli operatori delle Forze dell’Ordine appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna.
Matteo Lepore ha condannato da subito con chiarezza quelle violenze, distinguendo la partecipazione democratica della città dall’azione di gruppi che hanno cercato e voluto trasformare il dolore in scontro.
Agli agenti feriti esprimiamo piena solidarietà e alle forze dell’ordine piena riconoscenza per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela delle nostre comunità.
Attribuire al sindaco la responsabilità delle condotte di queste frange oltre che sbagliato, significa alimentare una contrapposizione istituzionale che rende ancora più difficile affrontare una vicenda tanto grave.
Per questo rivolgiamo l’appello al Governo, alla Presidente Meloni e al centro destra di rinunciare agli attacchi istituzionali davanti a episodi così tragici.
La coesione delle Istituzioni e delle forze politiche, e la piena fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertamento dei fatti è fondamentale.
Ogni scontro istituzionale, da qualunque parte provenga, produce solo ulteriore smarrimento tra i cittadini.
Tutte le istituzioni e i cittadini vogliono il pieno e rigoroso accertamento dei fatti.
Tutte le istituzioni e i cittadini condannano ogni forma di violenza e ogni generalizzazione pericolosa sulle Forze dell'Ordine.
Si dimostri insieme che nessuna divisione politica può essere più forte dell’unità istituzionale nel chiedere trasparenza e verità e nel condannare ogni forma di violenza.
Rosolino Azzali
© RIPRODUZIONE RISERVATA