L'intervento
25 lug 2026
La riflessione del sindaco Virgilio sulla sicurezza e la stoccata alla Lega: "Cosa ha fatto concretamente per il Paese e per Cremona in quattro anni di governo?"
Condivido alcune domande che vorrei porre alla classe dirigente della Lega qui a Cremona, lo faccio dopo questo articolo (riferito ad unarticolo de La Provincia; ndr) che conferma lo stile, le priorità e le carenze strutturali di questo soggetto politico.
La prima domanda è questa: che cosa ha fatto concretamente la Lega per la sicurezza del Paese e di Cremona in quattro anni di governo nazionale?
Perché la sicurezza non si garantisce con i comunicati locali, ma rafforzando gli organici delle forze dell'ordine, investendo sui presìdi territoriali, sostenendo i Comuni e assicurando risorse adeguate.
Se dopo quattro anni la Lega continua a descrivere città fuori controllo, dovrebbe forse spiegare che cosa non ha fatto il Governo di cui fa parte".
La seconda domanda riguarda le passerelle istituzionali.
Ogni volta che arriva a Cremona un sottosegretario leghista, gli esponenti locali si dispongono ordinatamente per la fotografia, annunciano attenzione e promettono impegno.
Poi, però, le promesse restano promesse.
Quali risorse aggiuntive sono arrivate? Quali organici sono stati rafforzati? Quali impegni sono stati realmente mantenuti?
Per governare non basta accompagnare un sottosegretario in visita in Prefettura : bisogna anche verificare che, quando se ne va, lasci qualcosa di più di una fotografia.
La terza domanda nasce proprio dal linguaggio utilizzato dalla Lega. Paragonare le periferie delle città italiane alle banlieue parigine non è soltanto un'esagerazione propagandistica: è una curiosa forma di autoflagellazione politica. Se davvero il quadro fosse quello descritto la Lega dovrebbe ammettere che, pur governando il Paese da quattro anni, non è stata capace di affrontarlo.
Quando si governa, la denuncia senza una soluzione diventa una confessione di impotenza.
C'è poi il ruolo della Regione Lombardia, amministrata dalla Lega da decenni. Che cosa sta facendo la Regione per sostenere le polizie locali? I Comuni chiedono da tempo strumenti, formazione, risorse, personale e un quadro normativo adeguato. La polizia locale non può essere utilizzata come sostituto permanente delle carenze degli organici statali.
È un presidio fondamentale, ma ha compiti e funzioni proprie. Anche su questo, meno propaganda e più risposte sarebbero utili.
A Cremona esiste poi una questione molto concreta: la Cittadella della sicurezza prevista nell'area dell'ex Politecnico, in via Sesto. L'ex caserma Manfredini è stata trasformata rapidamente in una sede universitaria. Dall'altra parte, il percorso che dovrebbe portare alla realizzazione della Cittadella della sicurezza in un immobile ora gestito dal Demanio è ancora fermo.
I parlamentari della Lega conoscono lo stato della pratica? Hanno interpellato il Governo? Hanno sollecitato il Demanio e i ministeri competenti?
Oppure preferiscono lasciare quell'area al palo, rinunciando a un presidio che sarebbe strategico non soltanto per il quartiere, ma per l'intero territorio cremonese?
Questa sarebbe una battaglia utile per Cremona. Decisamente più utile dell'ennesimo attacco al sindaco.
C'è infine un tema che riguarda la prevenzione e la cosiddetta comunità educante.
Tra le firmatarie del documento della Lega compare l'ex assessore Jane Alquati, che durante la propria esperienza amministrativa inserì nel regolamento delle scuole dell'infanzia che sono gratuite, la possibilità di rendere il servizio a pagamento.
Una scelta che racconta quale fosse allora la loro idea di attenzione alle famiglie e ai bambini.
Una politica seria della sicurezza comincia proprio dalla scuola, dai servizi educativi, dall'integrazione, dal contrasto alla dispersione, dal sostegno alle famiglie e dalla capacità di accompagnare anche i giovani di seconda generazione.
Non si costruisce una comunità educante mettendo un prezzo all'ingresso della scuola dell'infanzia, per poi scoprire anni dopo il valore della prevenzione.
Comprendo il nervosismo della Lega, o almeno dei pochi esponenti che ancora cercano di rappresentarla.
È un partito che ha smarrito la propria identità: nato per difendere i territori, è diventato uno dei partiti più centralisti; nato contro il potere romano, oggi vive stabilmente nei suoi palazzi. E quando un partito non riesce più a spiegare che cosa è diventato, prova spesso a parlare più forte degli altri.
Io ho sottoscritto, insieme ad altri sindaci, una lettera di solidarietà istituzionale al sindaco di Bologna, che ha dovuto affrontare una tragedia drammatica nella propria città.
Non ho firmato una dichiarazione di impunità, né una sentenza giudiziaria: ho manifestato vicinanza a un collega e a una comunità colpita. La legalità viene definita dalle leggi e accertata dalle autorità competenti, non dalle sezioni locali di un partito.
Prima di accusare i sindaci la Lega dovrebbe guardare il bilancio del Governo che sostiene, della Regione che amministra e degli impegni che non ha mantenuto a Cremona".
La domanda finale è la più semplice: la Lega vuole continuare a commentare i problemi o intende finalmente contribuire a risolverli?
Noi continuiamo a lavorare. Loro, quando avranno terminato con le fotografie e i comunicati, ci facciano sapere.
Andrea Virgilio
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