Attualità
29 lug 2026
Politica rovente a Crema. Centrodestra a testa bassa contro l'amministrazione: "Fabio Bergamaschi non è più il sindaco di tutti i cittadini"
CREMA - "Fabio Bergamaschi non è più il sindaco di tutti i cittadini di Crema". Non usano giri di parole i capigruppo del centrodestra in Consiglio comunale a Crema: Andrea Bergamaschini (Lega Lombarda), Laura Zanibelli (Forza Italia), Giovanni De Grazia (Fratelli d'Italia), Simone Beretta (Noi Moderati), Ilaria Chiodo (Lista Civica).
In un duro comuicato stampa congiunto, i referenti dell'opposizione cremasca evidenziano che "La variazione di bilancio discussa nel Consiglio comunale di ieri conferma, ancora una volta, l'inefficacia, il ritardo e l'inadeguatezza con cui la Giunta di centrosinistra affronta i problemi della città".
"Le risorse stanziate - aggiungono i capigruppo - risultano del tutto insufficienti e, in alcuni casi, consentono a malapena di coprire il costo di un solo mese di affitto per i commercianti, che continuano a subire le conseguenze delle mancate scelte amministrative della maggioranza e del Sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi. Di fronte a difficoltà concrete e ormai strutturali, l'Amministrazione continua a proporre interventi tardivi, frammentari e del tutto insufficienti. Cosa sono 500€ o 700€/mese fino a settembre? Noi abbiamo chiesto di più: più ristori, maggiori certezze e, soprattutto, una progettualità concreta con tempi e costi certi. Lo chiedono i cittadini in primis. A queste richieste, tuttavia, non è stata data alcuna risposta".
Per il centrodestra, "Nessuna indicazione chiara in vista della riapertura delle scuole, nessuna soluzione concreta sul fronte della viabilità e 40.000 euro stanziati per la mobilità, senza che sia ancora chiaro come e per quali interventi verranno utilizzati. A questo si aggiunge l'assenza di misure realmente adeguate a sostenere i cittadini e le attività economiche del territorio. Ancora una volta, molte parole, poche risorse e nessuna visione per il futuro della città".
Incalzano Bergamaschini, Zanibelli, De Grazia, Beretta e Chiodo: "Crema non può essere amministrata attraverso interventi emergenziali, improvvisati soltanto quando i problemi diventano ormai impossibili da ignorare, nonostante fossero ampiamente prevedibili. Governare significa prevedere, programmare e assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non limitarsi a rincorrere gli eventi".
"Con il nostro voto contrario - aggiungono - abbiamo chiesto rispetto per i cittadini e soprattutto evidenziato che l'Amministrazione avrebbe dovuto e potuto fare molto di più con una variazione di un bilancio che rimane incardinato su scelte politiche di questa amministrazione che non condividiamo. La Giunta, invece, ha dimostrato una grave mancanza di programmazione, intervenendo troppo tardi e senza offrire risposte all'altezza delle necessità della città. Il ponte provvisorio che il Sindaco aveva pubblicamente bocciato nel settembre 2024 diventa ora una soluzione rincorsa, creando non poche divisioni. La programmazione del sovraponte già in primavera, alle evidenti risultanze del progressivo, non certo repentino, deterioramento del ponte, avrebbe sicuramente fatto guadagnare tempo, evitando la chiusura dei quartieri ancora a cavallo con l' inizio della scuola. Non bocciare in consiglio le nostre proposte avrebbe impegnato prima la giunta a reperire le risorse necessarie a bilancio. Aver pianificato tutto ciò prima non avrebbe messo in ginocchio la città e i commercianti, avrebbe forse potuto persino evitare i ristori".
"Non bastano misure simboliche e annunci per nascondere anni di scelte sbagliate - ammonisce l'opposizione -. I cittadini chiedono risposte, tempi certi e soluzioni concrete: esattamente ciò che questa Amministrazione continua a non garantire. Non accettiamo lezioni da una Giunta nella quale, per settimane, è mancata una presenza politica dell'Assessore ai Lavori pubblici; da un Assessore al Bilancio presentato come "civico", ma apparso in balia degli eventi; e da un Sindaco che non riesce più a guidare né la città né la propria maggioranza".
Concludono Bergamaschini, Zanibelli, De Grazia, Beretta e Chiodo: "Nel momento in cui Crema aveva bisogno della voce autorevole del suo Sindaco, abbiamo assistito al suo silenzio. Un silenzio politico che pesa più di molte parole e che certifica la distanza sempre più profonda tra il Palazzo e la città reale. Fabio Bergamaschi non è più il sindaco di tutti i cittadini di Crema".
redaz.
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