Attualità

26 gen 2026
Campagna cremonese

Allevamenti intensivi e impianti fotovoltaici nei campi: il Comune di Pavia tira il freno. Un segnale importante che Cremona dovrebbe valutare

Troppi allevamenti intensivi e troppi impianti fotovoltaici. Scende in Campo direttamente il Comune, dicendo “stop” e limitando il proliferare degli uni e degli altri. No, non accade a Cremona, bensì nella vicina Pavia.

Città che, come tutte le altre della Lombardia, condivide con Cremona il “sovraffollamento” di allevamenti intensivi e di impianti di agrivoltaico nei campi.

La differenza è che a Pavia è stato il Comune a tirare finalmente il freno. La notizia è di pochi giorni fa, rilanciata da diversi quotidiani nazionali, come “Il Giorno”, che ha titolato: “No a fotovoltaico e allevamenti intensivi. Nel piano delle regole di Pavia, disincentivi ad alcune tipologie di impianti”.

«Il piano delle regole inserito nel piano di governo del territorio del Comune – si legge sul quotidiano milanese – pone dei paletti ai nuovi insediamenti. "Per gli impianti fotovoltaici - spiega l’assessore all’ambiente Lorenzo Goppa - come criteri di ammissibilità si chiede di dare priorità ad aree già impermeabilizzate. Saranno preservate le aree boschive, i percorsi pedonali o di interesse storico e, nel caso di ambiti degradati, si chiede il ripristino"».

Per quanto riguarda invece gli allevamenti intensivi, prosegue il quotidiano, «il permesso di costruire deve essere accompagnato da un percorso preventivo di verifica di esclusione dalla Vas, il 50% del mangime dovrà essere prodotto nell’allevamento e si dovranno prevedere impianti di depurazione acque. "Nel concludere la stesura del piano delle regole - aggiunge Goppa - abbiamo deciso di disincentivare parchi fotovoltaici a terra che consumano suolo e allevamenti intensivi»".

Annota ancora il quotidiano: «Intanto il pgt, quasi pronto, è definito da Goppa "innovativo, perché prevede una riduzione di suolo di 481mila metri quadri stralciando 87 richieste". Ma il vice presidente del Senato Gian Marco Centinaio è preoccupato per l’impianto fotovoltaico che si vorrebbe realizzare tra Dorno e Bastida Pancarana, in prossimità degli argini del Po. Per questo ha presentato un’interrogazione parlamentare”».

Insomma, altrove si inizia a correre ai ripari, cominciando a porre dei limiti all'espansione degli allevamenti intensivi, che in Lombardia registrano una concentrazione altissima con pesanti ricadute in termini ambientali. Allo stesso modo, a Pavia si pongono limiti anche all'occupazione dei campi da parte del fotovoltaico, tema toccato più volte anche nel Cremonese.

Si tratta di un segnale. Un segnale importante che indica che se un ente pubblico locale vuole, può intervenire.

A quando una presa di posizione netta anche a Cremona, capitale italiana dell'inquinamento?

Federico Centenari

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