Attualità
21 feb 2026
Dalla denuncia di due gioiellerie del centro, rintracciata una donna di 48 anni accusata di truffa in concorso con il padre 73enne
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato della Questura di Cremona ha eseguito una perquisizione delegata dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di una donna italiana, di 48 anni, indagata per truffa in concorso con il padre, di anni 73, anch'egli denunciato in stato di libertà per la stessa fattispecie criminosa.
L'attività investigativa della locale Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona, è stata avviata a seguito delle denunce presentate dai titolari di due note gioiellerie del centro cittadino e di una struttura ricettiva che hanno consentito di ricostruire un collaudato modus operandi.
L'indagata, dopo aver carpito la fiducia degli esercenti, presentandosi come cliente affidabile, millantando di essere dipendente di una grossa azienda locale e in procinto di sposarsi, previa esibizione di copie di bonifici bancari artefatti, ha ottenuto la consegna di oggetti in argento per un valore complessivo di quasi 21.000 euro, anche con la collaborazione del padre.
Con modalità analoghe, la donna è riuscita a ingannare la responsabile di una struttura ricettiva di Cremona, usufruendo di un soggiorno per sé e per altri accompagnatori, per un importo di 4.000 euro, rendersi poi irreperibile.
Determinante per l'individuazione dei presunti responsabili è stata l'attività della Squadra Mobile grazie anche all'analisi trasversale delle immagini di diversi sistemi di videosorveglianza degli esercizi pubblici colpiti e di alcune strade cittadine nonché le testimonianze delle stesse parti lese.
La perquisizione, finalizzata al recupero della merce illecitamente acquisita, ha avuto esito negativo, circostanza che evidenzia la capacità degli autori di piazzare rapidamente il materiale provento del reato per cui proseguono gli accertamenti della Squadra Mobile per individuare il canale di ricettazione utilizzato.
In considerazione di questo e del fatto che l'indagata si è resa responsabile, in passato, di altre analoghe truffe e reati contro il patrimonio in provincia, il Questore di Cremona ha adottato nei suoi confronti la misura di prevenzione dell'"Avviso Orale".
La Questura evidenzia che si tratta di fatti in attesa di giudizio definitivo e per i quali, nei confronti degli indagati, sussiste la presunzione di innocenza.
redaz.
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