Attualità
10 feb 2026
Polveri sottili: Cremona prima in Italia, peggio di Milano e Roma. E nel 2030 la soglia di sforamento si abbasserà e saremo ancor più "fuorilegge"
Cremona rimane salda al primo posto nell'elenco dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili (PM10) alla data del 31 dicembre 2025.
Con 31 superamenti, per numero di sforamenti la nostra città surclassa anche città come Milano (al settimo posto in Italia) e Roma (trentaseiesimo posto).
Insomma, un primato negativo che la città del Torrazzo detiene saldamente da anni, ormai e che niente riesce a scalfire.
E il problema è che, se attualmente la normativa prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo, “dal 2030 - come ricorda Legambiente nel rapporto Mal'Aria di Città 2026 diffuso ieri (qui l'articolo) – questo valore medio annuale sarà modificato e portato a 20 microgrammi per metro cubo, come previsto dalla nuova Direttiva Quadro Aria che ha recepito, in parte, le indicazioni dell’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che indicano in 15 microgrammi a metro cubo il valore medio annuo da rispettare per tutelare la salute delle persone”.
Il compromesso trovato a livello normativo, ricorda ancora Legambiente, “dimezza il valore attuale (da 40 a 20) e si avvicina sensibilmente a quanto indicato dall’OMS”.
In quest'ottica, Cremona difficilmente potrà essere tra le città in grado di “rientrare” nei parametri nel 2030.
Annota in proposito Legambiente: “Attraverso un’analisi statistica di base, è stato possibile identificare una tendenza legata alle medie annuali registrate nelle città. Per limitare le variazioni annuali più sensibili dovute alle condizioni meteorologiche e climatiche più o meno favorevoli che si sono registrate nel corso degli anni, è stata calcolata la media mobile su base quinquennale (a partire da quella relativa al periodo 2011-2015 fino ad arrivare a quella relativa al periodo 2021-2025)”.
Da questa analisi “è stato poi possibile ricavare la linea di tendenza del prossimo quinquennio (2026 - 2030) per cominciare a ragionare sullo scenario che si potrebbe presentare nei prossimi 5 anni, ovvero quando entreranno in vigore i nuovi limiti normativi che, per il PM10, sarà pari a 20 microgrammi per metro cubo per quanto riguarda la media annuale”.
Ebbene, alla luce di questo, scrive Legambiente nel suo dossier, “una prima indicazione è che delle 89 città di cui si disponevano i dati per fare questa elaborazione statistica, 49 nel 2025 hanno registrato una media annuale di PM10 superiore alla nuova direttiva; al 2030, in base alla tendenza calcolata per ogni città nel periodo di riferimento, questo numero potrebbe ridursi fino ad avere potenzialmente 33 città oltre i limiti”.
Nella maggior parte dei casi, si legge ancora nel dossier Mal'Aria di Città, “si tratta di città che ad oggi hanno una media annuale molto distante dal valore del 2030, con una media pari a 31 microgrammi per metro cubo come Cremona, in Lombardia, che potrebbe scendere, con l’attuale trend, a circa 27 μg/mc (microgrammi per metro cubo; ndr); o come Lodi, sempre in Lombardia, Verona in Veneto o Cagliari in Sardegna, che oggi partendo da una situazione di 29 μg/ mc potrebbero arrivare rispettivamente a 25 μg/mc, 27 μg/mc e 26 μg/mc. Non va meglio a Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza Palermo e Ragusa che si trovano oggi ad avere una media di 28 μg/mc, che potrebbe non ridursi sufficientemente nel giro dei prossimi 5 anni rimanendo tra i 23 μg/mc e i 27 μg/ mc”.
Quali invece le città che potrebbero farcela? Legambiente indica Bari, Benevento, Bergamo, Bologna, Caserta, Como, Firenze, Foggia, Latina, Lucca, Ravenna, Roma, Salerno, Sondrio, Trento e Vercelli, “che ad oggi sono sopra la soglia dei 20 microgrammi per metro cubo ma che in prospettiva potrebbero rientrare tra i 18 e i 20 microgrammi per metro cubo al 2030”.
Nella tabella qui sotto, tratta dal rapporto Mal'Aria 2026, l'elenco delle città italiane con i relativi sforamenti per superamento dei parametri di legge per le polveri sottili.
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Federico Centenari
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