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09 feb 2026
Mal'Aria Legambiente

Qualità dell'aria, il nostro territorio si conferma disastroso, con Soresina da record negativo. Pubblicato il rapporto "Mal’Aria di Città 2026" di Legambiente

Più che di "notizia", ormai, è opportuno parlare di "conferma". Sì, perché in ogni indagine sulla qualità ambientale, italiana o europea, si può essere sicuri di trovare Cremona al primo posto, o comunque sul triste podio.

Il report "Mal’Aria di Città 2026" diffuso oggi da Legambiente conferma, per l'appunto, ciò che sapevamo bene: Cremona e il suo territorio respirano una delle peggiori arie in Italia.

LE CITTA' PEGGIORI

"Nel 2025 - scrive Legambiente - sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di PM10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all'anno. La maglia nera quest'anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento. Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto".

SORESINA IL CASO LIMITE

Ma a destare attenzione, come peraltro emerso nei mesi scorsi, è il bacino Padano, in cui il Cremonese registra un pessimo record.

"Nei dati di consuntivo 2025, la palma delle località più inquinata da PM10, almeno tra quelle dotate di centraline di misurazione, se l’è aggiudicata non Milano o Brescia, ma Soresina (CR): cittadina con meno di diecimila abitanti, immersa nella pianura agricola cremonese, nota come importante centro di lavorazione e trasformazione del latte. Nonostante questa sua localizzazione rurale, distante da grandi arterie autostradali o aggregati urbani, la concentrazione media di PM10 a Soresina sovrasta, di quasi 10 mg/mc, quella misurata nella città di Milano, posizionandosi poco sotto la soglia massima consentita dalla vigente normativa UE, e segnalando ben sessantasette giorni di superamento".

IN ITALIA

Complessivamente, Legambiente rileva che "Lo smog nelle città italiane diminuisce, ma non abbastanza da cambiare davvero rotta. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all'anno), contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Si tratta di uno dei dati più positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia.
Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell'aria (20 µg/m³ per il PM10, 20 µg/m³ per l’NO2, 10 µg/m³ per il PM2.5), l'Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti: applicandoli ad oggi, sarebbe fuorilegge il 53% delle città per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per l'NO2. Un allert preoccupante a cui si aggiunge anche la nuova procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016. La quarta che si aggiunge alle tre già aperte negli anni precedenti per il superamento dei valori limite degli inquinanti atmosferici stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria (AQD)".

IL BACINO PADANO

Nel report diffuso oggi è incluso anche un "Focus Bacino Padano". "La lotta allo smog nella Pianura Padana - annota Legambiente nel suo report -, sia pure con tempi di risposta inaccettabilmente lunghi, produce risultati e fa al contempo emergere fenomeni diversi, diffusi o localizzati, in passato celati da livelli più elevati di inquinamento. Mentre un tempo le massime criticità si esprimevano nelle città e negli aggregati urbani, specie in quelli di maggiori dimensioni, ad oggi la geografia dell’inquinamento è cambiata. Il fenomeno della ruralizzazione dell’inquinamento si è andato progressivamente palesando anche in Lombardia, la regione che da sempre esibisce i maggiori livelli di emissioni atmosferiche a causa della estrema concentrazione di popolazione, attività e infrastrutture stradali".

E pensare che il governo, con l'ultima legge di bilancio, ha addirittura tagliato drasticamente proprio i fondi destinati a contrastare l'inquinamento in Pianura Padana (qui l'articolo).

Federico Centenari

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