Attualità
23 giu 2026
Bufera sull'europarlamentare Salini, nel mirino degli ambientalisti e della prima Ong europea per il trasporto sostenibile: "Vuole fermare la transizione"
Già noto per le sue posizioni tutt'altro che ambientaliste e sempre ben allineate con le grandi lobby industriali internazionali, l'ex presidente della Provincia di Cremona ed europarlamentare Massimiliano Salini (membro della Commissione Europea per l'industria, la ricerca e l'energia) finisce nel mirino del mondo ambientalista.
Più precisamente, finisce nel mirino di moltissimi siti ambientalisti, ma soprattutto in quello di William Todts e Andrea Boraschi, Direttore Esecutivo e Direttore Italia per Transport & Environment, la più importante organizzazione non governativa europea impegnata nella promozione di politiche per un trasporto più sostenibile.
Ebbene, Todts e Boraschi sono autori di un intervento pubblicato oggi (23 giugno) nella sezione "Ambiente" dell'online de Il Fatto Quotidiano.
Fin dal titolo la ragione dell'affondo è chiarissima: "Proprio ora che sulla transizione qualcosa si muove, arriva chi vuole fermare tutto. L'eurodeputato del PPE Massimiliano Salini vuole una nuova categoria di auto "a zero emissioni" alimentate da biocarburanti: di fatto, endotermiche che bruciano carburante".
Tutto questo, ironia della sorte, proprio mentre il suo stesso partito, Forza Italia, a Cremona contesta il Comune per la volontà di "eliminare le agevolazioni previste per i veicoli a basso impatto ambientale, uniformando il costo dei permessi ZTL per auto elettriche, ibride, a metano e GPL, a quello dei veicoli tradizionali" (qui l'articolo).
"Stiamo ancora vivendo la più grave crisi energetica degli ultimi decenni - annotano Todts e Boraschi nel loro intervento -. Dopo il gas nel 2022, ora è la volta del petrolio, i cui prezzi sono esplosi colpendo i consumi energetici delle famiglie italiane, tra i più alti d’Europa. Ma finalmente qualcosa si muove. L’Italia ha ottenuto il via libera da Bruxelles per un piano da 23 miliardi di euro per le rinnovabili, mentre per l’auto elettrica, negli ultimi mesi, si registrano tassi di crescita di oltre l’80%, uno dei trend più marcati in Europa. Gli italiani, di fronte al caro energia, hanno iniziato a scegliere l’elettrificazione dei consumi".
Fin qui, nessuno scossone. Il passaggio delicato arriva subito dopo, laddove i due referenti di Transport & Environment osservano: "In questo contesto, nell’Ue si discute di rivedere il regolamento sulle emissioni delle auto. A oggi l’Europa ha un obiettivo chiaro: arrivare a emissioni zero del nuovo immatricolato al 2035. La Commissione ha proposto allentamenti di obiettivi finali e tappe intermedie; l’industria dell’auto ha avanzato richieste ulteriori, per rallentare la transizione e prolungare l’età del motore endotermico e del petrolio. Ma la proposta di revisione più radicale del percorso di transizione dell’auto è giunta dall’eurodeputato del PPE Massimiliano Salini, con l’intento di fare l’esatto contrario di quanto il momento richiede".
In sintesi, scrivono Todts e Boraschi, "Mentre il resto d’Europa accelera, Salini propone di fermare tutto. La sua proposta introduce una nuova categoria di auto “a zero emissioni” alimentate da biocarburanti: di fatto, endotermiche che continuano a bruciare carburante, ma che verrebbero contabilizzate come “pulite”. Inoltre, prevede crediti emissivi che, insieme ad altri meccanismi di revisione, permetterebbero ai costruttori di centrare gli obiettivi climatici senza vendere, in teoria, una sola auto elettrica. È la distruzione dell’unica politica, quella per l’elettrificazione della mobilità, che negli ultimi anni ha davvero spinto l’Europa verso una maggiore indipendenza dai mercati del petrolio".
Differenti punti di vista, naturalmente. E' tuttavia significativo che a tirare il freno all'Unione Europea sul fronte delle emissioni e della transizione sia proprio un nostro concittadino (per la precisione, Salini è originario di Soresina), uno dei cittadini di una delle province più inquinate di tutta Europa.
Concludono amaramente il Direttore Esecutivo e il Direttore Italia di Transport & Environment: "Il futuro dell’auto è elettrico, a prescindere dalle proposte di Salini. Lo confermano i mercati globali e le scelte di ogni grande costruttori. La domanda, per l’Italia, non è se le elettriche finalmente si imporranno, come sugli altri mercati europei. È se l’Italia vuole essere parte della transizione o se vuole ritrovarsi, tra dieci anni, ancora dipendente dal petrolio straniero come lo è oggi, mentre il resto d’Europa ne sarà uscito. Per Eni, forse, sarebbe un buon affare. Per l’Italia e per l’Europa, sarebbe un disastro".
MONTA LA POLEMICA CONTRO L'EUROPARLAMENTARE
Nel frattempo, inutile dirlo, la linea di Salini sta facendo infuriare il mondo ambientalista. Le prese di posizione contro l'europarlamentare - su vari siti e organi di informazione di matrice ambientalista - sono già tantissime e basta scorrere il web per rendersene conto.
Ma chiaramente, chi osa mettere in discussione assetti economici consolidati o criticare chi difende a spada tratta il profitto a scapito dell'ambiente verrà semplicemente bollato come "Gretino".
Con la solita scarsa fantasia e la consueta apertura al dialogo.
Federico Centenari e Marco Degli Angeli
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