Attualità
02 lug 2026
Caccia, si apre anche il fronte regionale. Progetto di legge con la firma di Ventura (FDI): "Difendere una tradizione secolare"
"Coniugare l'evidenza scientifica con la salvaguardia della cultura rurale per superare uno stallo che si protrae da più di un decennio". È questo l'obiettivo centrale del progetto di legge di cui è firmatario anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione Attività produttive Marcello Ventura.
Il provvedimento, che ha visto oggi l'avvio delle audizioni in Commissione Agricoltura (destinate a proseguire nelle prossime settimane), mira a riattivare gli storici impianti di cattura per la stagione venatoria 2026, sfruttando le deroghe consentite dalla Direttiva uccelli e dalla legislazione nazionale.
"La gestione dei roccoli - sottolinea Ventura - configura un'attività che la stessa Ispra ha inquadrato come un servizio pubblico dovuto dall'amministrazione ai cacciatori. Lo stop imposto nel 2013 ha penalizzato duramente il mondo della caccia da appostamento, privando gli appassionati della possibilità di disporre di richiami vivi, in particolare per specie complici da riprodurre in cattività come cesene e tordi sasselli”.
Il consigliere evidenzia le storture del mercato: in Lombardia si contano circa 250mila richiami totali, ma le attuali strutture di allevamento non sono minimamente in grado di coprire la richiesta dei cacciatori lombardi.
Commenta Ventura: “La scarsità di esemplari ha spinto i costi alle stelle, col forte pericolo di trasformare una passione storica e popolare in un hobby d'élite per pochi benestanti. Far ripartire le catture serve a ridare parità di accesso a tutti i cacciatori, proteggendo al contempo le competenze dei roccolatori e la bellezza paesaggistica di queste strutture tradizionali”.
Il testo di legge introduce comunque regole e monitoraggi inflessibili. Per i mesi autunnali del 2026 viene stabilito un limite massimo e precauzionale di 19mila esemplari prelevabili tra cesene, merli e tordi (una cifra inferiore alla metà delle reali necessità del territorio), ripartiti su base provinciale e circoscritti ai soli siti storici già censiti.
Le attività, previste dal 1° ottobre al 31 dicembre, saranno affidate a personale con qualifica ISPRA e vigilate costantemente, garantendo una selezione impeccabile grazie alle reti verticali MistNet e all'inanellamento istantaneo dei volatili.
“L'Europa consente di mantenere vive le pratiche storiche locali, purché vigilate strettamente e supportate da dati scientifici”, conclude Ventura. “La nostra proposta rispetta in toto questi parametri, offrendo una soluzione che da un lato tutela l'ecosistema e dall'altro restituisce il giusto valore culturale alle nostre radici rurali”.
redaz.
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