Attualità
10 lug 2026
Commemorate le vittime del bombardamento su Cremona del luglio 1944: un'occasione per ribadire il nostro ripudio per la guerra
Rinnovato questa mattina il ricordo di tutte le persone morte a causa del bombardamento che colpì duramente Cremona 82 anni fa. La cerimonia, organizzata dal Dopolavoro Ferroviario (DLF), dalla sezione provinciale dell'A.N.P.I. dal Comune e dalla Provincia di Cremona, presenti le autorità civili e militari ed i rappresentanti delle Associazioni Partigiane, d'Arma e Combattentistiche, si è tenuta davanti al monumento alle vittime del bombardamento in via San Francesco d'Assisi.
Qui, accanto ad una grande foto che ricorda il bombardamento del '44, la commemorazione è stata introdotta da Graziano Badolato, presidente del Dopolavoro Ferroviario di Cremona. Ha preso poi la parola, a nome del Comune, la vicesindaca Francesca Romagnoli, che, nel suo intervento ha detto, tra l'altro, che la presenza in questo luogo significa assumersi una responsabilità: custodire la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni.
"Come vicesindaca con anche la delega all'Educazione alla Legalità – ha detto Francesca Romagnoli - sento con particolare forza il dovere di ribadire che la cultura della legalità nasce anche dalla memoria. Legalità significa rispetto delle regole. Ma significa anche rispetto della dignità di ogni persona. Significa riconoscere i diritti degli altri, rifiutare la sopraffazione, scegliere il dialogo invece della violenza. Significa assumersi responsabilità verso la propria comunità. Significa difendere la pace come bene comune. Oggi questo messaggio è più attuale che mai. La guerra continua a devastare troppe parti del mondo. Colpisce soprattutto i civili. Distrugge città, separa famiglie, priva i bambini del diritto di vivere un'infanzia serena. Le immagini che ogni giorno vediamo ci ricordano una verità semplice: la pace è fragile. E non va mai data per scontata. Per questo dobbiamo difenderla ogni giorno. Con il dialogo. Con la cooperazione. Con il rispetto reciproco".
"La nostra Costituzione - ha aggiunto la vicesindaca - ci indica con chiarezza questa strada. L'articolo 11 afferma che 'l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali'. Non è soltanto un principio giuridico. È una scelta di civiltà. È l'impegno a costruire una società fondata sulla pace, sulla giustizia e sulla solidarietà. Per questo le commemorazioni come quella di oggi non sono semplici riti. Sono un impegno. Un impegno a trasformare la memoria in responsabilità. A consegnarla alle giovani generazioni. A fare in modo che tragedie come quella che colpì Cremona non abbiano mai più a ripetersi. Rivolgiamo oggi il nostro pensiero riconoscente alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, in questi ottantadue anni, hanno custodito il ricordo di quella tragedia, permettendo alla città di non dimenticare. Il loro sacrificio continui a essere un monito per tutti noi".
Dopo l'intervento del presidente della Provincia Roberto Mariani, particolarmente significativa è stata la riflessione del giovane attore e performer Simone Bodini, rappresentante dell'Associazione Artisti Cremonesi, che si è soffermato sull'attualità della guerra, invitando i presenti a guardare oltre la dimensione storica della commemorazione.
La cerimonia si è conclusa con la messa celebrata nella vicina chiesa S. Ambrogio, nel corso della quale sono state ricordate le vittime del bombardamento, della lotta partigiana e di tutti i conflitti che affliggono l'umanità.
La corona d'alloro deposta davanti al monumento è stata successivamente portata sotto la lapide, collocata su un edificio di quella che un tempo era conosciuta come Porta Milano, ora piazza Risorgimento, e che reca la seguente epigrafe: Come questa pietra immutabile il ricordo ed il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace tra i popoli.
La commemorazione tenutasi questa mattina ha ribadito i valori della pace e del rifiuto di ogni violenza e guerra, per onorare il ricordo di tutti i caduti civili e militari delle guerre di ieri ma che oggi, ancor di più, vuole portare messaggi di pace da condividere nei cuori e nelle menti in ogni parte del mondo.
redaz.
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