Attualità

10 lug 2026
Polo Logistico San Felice

Polo Logistico a San Felice, ieri la conferenza dei servizi. La Regione conferma la bocciatura. Ancora 10 giorni per eventuali osservazioni, poi la chiusura dell'iter

Polo logistico a San Felice in fase di pre-diniego. Come anticipato nei giorni scorsi da Cremona Libera (qui l'articolo), la Regione Lombardia ha espresso contrarietà rispetto al progetto presentato dal proponente, vale a dire la “Società LCP IT DC6 S.r.l.” (Logistic Capital Partners) con sede legale a Milano.

Ieri, 9 luglio, si è tenuta l'annunciata conferenza dei servizi nel corso della quale la Regione ha di fatto illustrato in dettaglio le ragioni del suo "no" all'attuale progetto.

Ragioni che, in estrema sintesi, hanno a che vedere con l'impatto del grande polo logistico (circa 300 metri quadri nell'area a Nord-Est di Cremona) sul traffico veicolare, sul suolo agricolo, sulla qualità dell'aria e sugli effetti a carico della salute degli abitanti.

Alla conferenza dei servizi, per il Comune, ha preso parte il Direttore dell'Urbanistica, Marco Masserdotti, che ha confermato: "La Regione ha illustrato i motivi della sua contrarietà al progetto e ha posto quello che si definisce un pre-diniego".

Ora il procedimento si avvia alla sua chiusura: il soggetto proponente ha 10 giorni per presentare eventuali osservazioni e nuove considerazioni. 

Se la Regione riterrà meritevoli di approfondimento le nuove osservazioni, l'iter riprenderà con una nuova conferenza dei servizi. Se invece il proponente non presenterà nuove osservazioni o se le nuove osservazioni verranno considerate non accoglibili dalla Regione, l'iter si chiuderà definitivamente e il progetto per il polo logistico a San Felice verrà definitivamente accantonato.

Sulla base delle forti contrarietà espresse dalla Regione nelle scorse settimane (condensate nel nostro primo articolo e riportate qui sotto), è piuttosto logico ipotizzare che il progetto di polo logistico a San Felice stia avviandosi al suo definitivo tramonto.

 

LE RAGIONI DELLA BOCCIATURA

Ecco le ragioni della bocciatura della Regione, così come indicate nel “Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (...) relativo al progetto di una piattaforma logistica in Comune di Cremona (CR)”. Si tratta di un lungo documento della Regione che fa riferimento alla “Relazione istruttoria VIA (Valutazione Impatto Ambientale)", così come “approvata dalla Commissione istruttoria regionale nella seduta n. 12 del 23/06/2026”.

Valutato il progetto, lo Studio d’Impatto Ambientale, comprensivo di Studio di Incidenza, dei diversi allegati tecnici e delle relative integrazioni istruttorie, si esprimono le seguenti conclusioni (…) Si rileva, innanzitutto, la sostanziale assenza dell’analisi delle possibili alternative progettuali che costituisce (…) uno dei contenuti minimi dello Studio d’Impatto Ambientale”.

Il Proponente, osserva la Regione, “si è, infatti, limitato ad argomentare che il progetto in valutazione costituisce attuazione di Piano Attuativo comunale, senza fornire alcun approfondimento rispetto all’ubicazione dell’intervento che, in considerazione dell’estensione del bacino di utenza che si intende servire, avrebbe potuto contemplare un areale molto ampio, andando a valutare, ad esempio, aree degradate e non caratterizzate, come nel caso in questione, da suoli agricoli di ottime qualità; non sono state fornite nemmeno valutazioni rispetto all’alternativa zero e alle scelte progettuali e tecnologiche”.

Prosegue l'atto: “Proprio riguardo alla localizzazione del progetto, si rilevano le forti criticità che l’intervento medesimo causerebbe nei confronti della funzionalità del sistema viario, in quanto il polo logistico si inserirebbe in un contesto viabilistico già critico, con particolare riferimento al tratto della S.S. 10 compreso tra la rotatoria di Via Corte de’ Monaci e lo svincolo di accesso all’autostrada A21 (...)”

E ancora: “Relativamente alle altre criticità riscontrate, sul clima acustico, in particolare, si richiamano le carenze evidenziate al par. 5.2: la documentazione prodotta non ha, infatti, permesso di valutare compiutamente l’impatto del traffico indotto dal polo logistico nelle modalità precisate nella richiesta di integrazioni”.

“Si rilevano, inoltre, ulteriori criticità relativamente alle seguenti componenti ambientali:


suolo: l’impatto del progetto è consistente in quanto agirebbe su un suolo agricolo allo stato di fatto, caratterizzato da ottime qualità pedologiche e in grado di sviluppare un buon livello di funzioni ecosistemiche; non risultano neppure adeguatamente bilanciati gli impatti permanenti, in quanto si ravvisa una sostanziale insufficienza delle misure di compensazione previste che vengono in parte previste su aree agricole, senza dimostrare l’indisponibilità altre tipologie di aree anche su scala sovra comunale, contrariamente a quanto indicato nella nota regionale di richiesta di integrazioni, causando un ulteriore consumo di suolo agricolo rispetto a quello già impattato per effetto della realizzazione del polo logistico;

paesaggio: la previsione di insediamento di un polo logistico in un’area agricola, nello stato di fatto, costituisce un elemento di criticità resa di maggiore evidenza dalle imponenti dimensioni degli edifici in progetto che costituiscono un elemento fuori scala rispetto ai fabbricati presenti nell’immediato intorno; a tal riguardo, non si condividono le colorazioni selezionate per il rivestimento dei fabbricati che, in attesa del previsto sviluppo delle mitigazioni vegetali, con fronti di oltre 15 m di altezza e centinaia di metri di lunghezza, risulterebbero di elevato impatto visivo all’interno del contesto. Inoltre, non risulta adeguatamente approfondita, in termini di elaborazione progettuale e di impatto nel contesto, la realizzazione del sovrappasso ciclopedonale; lo stesso dovrebbe essere sostituito da un sottopasso o essere oggetto di sostanziale modifica allo scopo di ottenere una significativa riduzione dell’impatto visuale dello stesso, in considerazione del fatto che la S.S.10, poco oltre, è riconosciuta nel PPR vigente quale Strada Panoramica di interesse paesaggistico;

qualità dell’aria ed effetti sulla salute della popolazione: le incongruenze nella complessiva impostazione del modello di dispersione hanno portato alla sottostima delle ricadute degli inquinanti ai recettori e dei connessi potenziali impatti sulla salute.

In conclusione, alla luce di quanto sopra, l’opera in progetto risulta non compatibile rispetto al profilo infrastrutturale-trasportistico e quello ambientale, in quanto introduce pressioni che, in alcuni casi non sono state adeguatamente valutate, e in altri appaiono non sufficientemente mitigate, compensate o mitigabili (si vedano paragrafi i capitoli 4 e 5 della presente Relazione) richiedendo anche sostanziali modifiche progettuali che, in relazione ai potenziali impatti, portano alla necessità che una eventuale nuova proposta sia oggetto di nuova valutazione ambientale”.

Il documento si chiude con una frase perentoria: “Per quanto sopra esposto, in merito al “Progetto di una piattaforma logistica in Comune di Cremona” nella configurazione che emerge dagli elaborati depositati dal Proponente, si ritiene di proporre di esprimere pronuncia di compatibilità ambientale negativa”.

Federico Centenari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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